Salviamo la Costituzione ! Rete Democratica di Terra di Lavoro (Caserta) Pace, Giustizia Democrzia e Diritti!

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12/gen/2006 08.44.03 infopace Contatta l'autore

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                   Comunicato stampa

 

La Rete Democratica di Terra di Lavoro (Caserta) ha  organizzato per sabato 14 gennaio alle ore 10,00 a Caserta  nella Sala della Provincia un incontro pubblico di divulgazione e approfondimento delle tematiche referendarie (in coincidenza della giornata nazionale ).

Interverranno il prof. Lorenzo Chieffi (Costituzionalista) e Giuseppe Casadio (CGIL Nazionale).

In  apertura  dei  lavori  la  cantautrice  di  pace Agnese Ginocchio  esprimerà  la  sua adesione  con  alcuni  brani  dedicati  ai valori  della  pace  e  della  convivenza  civile.

 

La maggioranza di centrodestra ha approvato in Parlamento la modifica della Costituzione e ha parlato di vittoria. Ma non è così. Per essere definitivamente approvata, secondo l’articolo 138 della Costituzione, la riforma deve passare al vaglio

dei cittadini che dovranno esprimersi attraverso un referendum.

         Noi invitiamo i cittadini ad opporsi a questo “pasticcio istituzionale”.

         Infatti, con la modifica di oltre 50 articoli della carta costituzionale, il governo introduce un falso federalismo; mette in pericolo l’unità nazionale; colpisce elementari diritti dei cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori; indebolisce i poteri di importanti organi istituzionali.

Per queste ragioni chiediamo a tutte le persone di firmare la richiesta di referendum sulla legge costituzionale: “Modifiche alla parte II della Costituzione”, votando NO alla consultazione popolare che si terrà nel mese di giugno 2006.

 

Anche a Caserta - su iniziativa della Rete Democratica - si  è insediato il Comitato provinciale “Salviamo la Costituzione”, che è aperto al contributo delle forze politiche democratiche, delle istituzioni locali, del mondo del lavoro e della produzione, del mondo della scuola e della cultura, dell’associazionismo e del volontariato (laico e cattolico).

La mobilitazione per la raccolta delle firme si sta allargando a tutto il territorio della nostra provincia. Infatti, nei prossimi giorni sono previste manifestazioni e incontri in tanti comuni dell’area casertana, delle zone interne e del sessano, dell’agglomerato aversano e della riviera domitiana..

 

Comunicato da Coordinamento della Rete Democratica di terra di lavoro(Caserta):

Felicio Corvese - Arturo Gigliofiorito - Pasquale Iorio

 

                                                                   info comitato nazionale : www.salviamolacostituzione.it

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Di seguito indichiamo le associazioni che hanno dato vita alla Rete Democratica:

 

CGIL Provinciale (sede operativa) - ACLI - Arci - Articolo 11 - Auser - Aversa Virtuale - Banca Etica - Centro Daniele - Cittadinanza Attiva -Insieme per il futuro - Istituto Campano Storia della Resistenza -  Legambiente - Libera - Libertà e Giustizia - Movimento consumatori - Pax Christi - Ta.co.ci.s.u.-Circoli della Margherita - Comitato Cittadino DS Caserta - Sinistra Ecologista - Sinistra Giovanile - Verdi per la Pace

 

Caserta, 11 gennaio 2006                            Ufficio Stampa

Rete Democratica            

 

Adesioni

 

- Lorenzo Chieffi            Preside Facoltà di Giurisprudenza

- Nicola Melone              Preside Facoltà di Scienze

- Ferdinando Imposimato     Magistrato

- Luigi Nuzzo                 Magistrato Sindaco di C. Volturno

- Donato Ceglie              Magistrato

- Gaetano Pascarella       Senatore

- Michele Zannini            Presidente Acli

 

- Pasquale Iorio              CGIL Campania

- Felicio Corvese            Storico ICSR

- Arturo Gigliofiorito  e Sabino Tomei         Libertà e Giustizia

- Elisa D’Andria              TA.CO.CI.S.U. Tavola per la convivenza civile e lo sviluppo umano

- Valerio Mozzillo           Margherita - Comitato per la salvaguardia della Costituzione

- Alessandro Barbieri      Margherita

- Cassio Izzo                   Verdi per la pace

 

- Michele Colamonici      Segretario CGIL Caserta

- Mimmo Pascarella        Segreteria CGIL Caserta

- Giorgio Borrelli             Segretario Fillea Caserta

- Gaetano Palaia e Giovanni Spalice     Flc

- Domenico Marzaioli     Coordinatore Assoturismo Campania

- Enzo Battarra               Medico Sinistra Ecologista

- Ovidio Marzaioli           Movimento consumatori

 

- Agnese Ginocchio        Cantautrice - Pax Cristi

- Mario Luise                    Corale Alma Mater

 

- Ubaldo Greco              Avvocato Segretario provinciale DS

- Adolfo Villani               Vicepresidente provincia di Caserta

- Pietro Ciardiello           Imprenditore Capogruppo DS Provincia di Caserta

- Elpidio Iorio                 Segreteria Provinciale DS

- Michele Senatore          Comitato cittadino DS

- Lorenzo Riviello                           

- Claudio Polito                            

- Casale Remo                               

- Castelli Bruno                             

- Crispino Luigi                            

- Maria Chiusamonti                   

- Sergio Carozza                             

- Massimo Bellomo                       

- Angela Cerrito                             

- Carlo Comes e Andrea Cortese       DS Casagiove

- Carlo Ingicco e Claudio Raucci       DS Capua

- Agostino Morbillo        DS S. Maria a Vico

 

- Mena Moretta                Comitato acqua Caserta

- Talia Fabozzi - Veniero Fusco - Gurtner Veronica       Sinistra Giovanile

- Mario Pignataro            Storico dell’economia

- Gianni Cerchia             Università del Molise

- Edgardo Olimpo          Articolo 11 s. Maria CV

- Tina D’Arrigo              Legambiente

- Giovanna Maciariello   Formatrice Arci Caserta

- Giuseppe Venditto        Pubblicista

- Elia Calabrò                 Ingegnere elettronico Banca Etica

- Andrea Striano             Insieme per il futuro

- Enzo D’On0frio            Ricercatore Irre Campania

- Annarita Fusco             Formatrice

 

- Giovanni Aliotta           Botanico SUN

- Giuseppe di Maio         Docente di Matematica SUN

- Augusto Parente           Docente di Scienza SUN

- Bruno Schettini            Facoltà di Psicologia SUN

- Gianluca Parisi             Stampa on line Caserta 24 ore

 

- Marisa Attanasio e Luise Elisabetta  Presidenza Auser

- Giacomo Montecuollo        Avvocato

- Oropallo Luigi - Luca e Gaetano  Imparato - Marianna Gazzellone : cittadini.

 

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                   La lettera di Oscar Luigi Scalfaro

Grazie, Cari Amici, per l'onore grande che mi fate offrendomi la presidenza del coordinamento di tutte le forze politiche, sociali, di tutti i movimenti, di tutti i cittadini che si ribellano all'attuale capovolgimento della nostra Carta Costituzionale.
Dopo aver difeso, come mio dovere, la Costituzione durante il mio settennato, ho subito ripreso a girare l'Italia per rispondere ai tanti inviti, specie di giovani, per questa difesa che sento di dover compiere come impegno sacro anche per rispetto delle gloriose lotte e delle immani sofferenze che sono fondamento e vita di questa Carta preziosa.
Accolgo volentieri il vostro unanime invito, ben conoscendo le difficoltà che abbiamo dinnanzi; ma la fede nella libertà e l'entusiasmo per difenderla nei valori fondamentali della nostra Costituzione non vengono meno.
Con l'aiuto di Dio, metterò ogni impegno per continuare con voi questa pacifica, ma intransigente battaglia per la nostra Italia, per il nostro popolo.
Eccomi dunque al vostro fianco con tanto amore.

Novembre 2004
Oscar Luigi Scalfaro

 

http://www.salviamolacostituzione.it/  

 

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Il  DITITTO  alla PACE (da Mosaico di Pace Novembre 2005 rivista mensile ufficiale di Pax Christi Italia - Movimento internazionale per la Pace)
 
Ripudiamo ogni guerra. Senza eccezioni. Nella debolezza della Costituzione europea ma forti della Costituzione italiana. Che va difesa, con tutte le nostre forze.
 di :Oscar Luigi Scalfaro
 
Ricominciamo daccapo. Ricominciamo dal luogo che è stata la culla della civiltà degli incontri, del dialogo, delle religioni, una grande ricchezza anche per la storia della nostra Italia. Ricominciamo dalla spina dorsale, dal midollo di questa realtà. Se ci possiamo interrogare sulle origini della nostra civiltà e se ci possiamo legittimamente chiedere se esse pongono le proprie radici nel Sud, dobbiamo anche necessariamente porci il problema del rapporto tra questo Sud del mondo e il Nord di cui anche noi facciamo parte.
La parola giustizia è intrinsecamente legata alla dignità della persona umana e ai suoi diritti. Cosa ha da dire questo Nord sulla fame? E sull'acqua o la malattia e la sanità? E sulle guerre? Guardiamo l'Africa... Ci sono giovani che non hanno conosciuto pace da quando sono venuti al mondo. Non hanno conosciuto nulla, eppure sono esseri umani che hanno diritto alla stessa nostra dignità.

Risorgere senza guerra
Vogliamo risorgere? Credo che questo sia il quesito forte che si nasconde o che risalta dietro la parola Mediterraneo. Siamo disposti a dire un no alla guerra senza eccezione alcuna? Siamo disposti noi per primi? Sono disposti a farlo gli altri Stati? Esiste solo una risposta di fronte alla possibilità di risorgere: non esiste una guerra giusta. Sono due termini antitetici e incompatibili tra loro. Siamo disposti allora a dire un no senza eccezione alcuna a questa nuova teoria della guerra preventiva? La guerra preventiva è guerra di aggressione. Ed è peraltro cosa ben peggiore del tentativo di farsi ragione da sé. Siamo disposti a condannare la guerra sotto ogni sua forma? Sul piano europeo, non vi è stato il più piccolo tentativo di dire no alla guerra. Non si è avuto neppure il coraggio di ricordare l'armonia contenuta nel primo articolo della proclamazione dei diritti dell'uomo, del dicembre 1948, frutto dell'Assemblea delle Nazioni Unite. Con la stessa armonia si poteva scrivere: ogni essere umano ha diritto alla pace.
Il diritto alla pace è di una chiarezza assoluta. Noi parliamo di diritto alla sicurezza: ma può esistere una sicurezza senza pace? L'unica sicurezza senza pace è la garanzia di una stanza posta 100 metri sotto la terra, blindata, utile in caso di guerra atomica. E questa la sicurezza che vogliamo per ogni cittadino? È pensabile? Quando si parla di sicurezza si parla della possibilità di vivere non escludendo ogni male, perché è inverosimile, ma dando le maggiori garanzie possibili ai cittadini.
Se non partiamo dal tema della pace è inutile parlare di sicurezza, perché questa è appunto figlia della pace. Ne è una conseguenza. È doveroso a questo punto citare il no alla guerra di Giovanni Paolo II perché è stato un no fortissimo. Mi sono sempre permesso di dire che non era tanto il no del capo della religione cattolica bensì il no di un uomo che emerge, per la sua storia, per questa sua qualifica di pontefice. Un no detto a nome di un'intera umanità che, nello stesso momento e con la stessa passione, diceva e dice no alla guerra. Tante sono state le persone di altre Chiese che si sono sentite rappresentate da questo no. Tutti gli uomini della Chiesa credono nello stesso no? Tutti gli zucchetti della Chiesa proclamano lo stesso no assoluto? Tutti i Cristiani sono per un no assoluto?
Ricordiamo che è in atto una guerra. Una guerra cominciata con una delle nefandezze peggiori che un uomo politico potesse compiere. Una guerra iniziata con una dichiarazione falsa e bugiarda, proclamata con la coscienza che era falsa e bugiarda. Lo ha ammesso il presidente degli Stati Uniti e poi il premier inglese. A questa mia osservazione alcuni potrebbero replicare che comunque lo stesso presidente è stato poi rieletto. Non credo che il voto rappresenti un detersivo che elimina le proprie responsabilità. Il voto non è un detersivo, ma è ben altra cosa.

Ricordo i morti...
La libertà, la giustizia, la verità possono essere portate con le armi? Con la guerra? Con la violenza? È mai pensabile? L'unica arma che è concesso adoperare si chiama dialogo. Pio XII disse: "Nulla è perso con la pace, tutto si perde con la guerra." Chi ha vissuto la guerra del 1940-45 può ricordare se quel "tutto" non sia spaventosamente vero. Che cosa ha detto Benedetto XV, il cui nome è risorto con il nuovo pontefice Benedetto XVI? Mi ricordo che quando ero a scuola finiva la guerra del 1915-18 e a quei tempi lo studio su questo capitolo nero della nostra storia non era invenzione. Perché si parlava di 600 mila morti.
Quando si va sulle nostre montagne e si trovano dei cippi che ricordano gli alpini che sono caduti, in un Paese che conta 600-700 abitanti (e a volte anche meno), 15-16 alpini morti vogliono dire una generazione stroncata, un mondo di donne sole che non ha avuto un uomo accanto neanche per un giorno nella vita.
Nell'incontro di armistizio, e quindi nel trattato di pace, non siamo stati capaci di far valere i 600mila morti. Credo di essere stato il primo rappresentante di Governo, sottosegretario, nel 1954, con il presidente Scelba, a essere andato a Trieste. Sono andato da straniero. Ho bussato per essere ricevuto, come chi non aveva titolo alcuno se non di straniero in quella che era la casa propria... "L'inutile strage" di Benedetto XV, di fronte ai 600 mila morti nostri e a tutti i milioni di morti degli altri popoli, noi la ricordiamo bene. Quella guerra e tutte le successive costituiscono voci

L’Europa che nasce

L'Europa che nasce deve fare i conti con il Sud d'Italia, il quale, nella sua coscienza emergente, si rifiuta di assolvere al ruolo di icona della subalternanza per tutti i Sud della terra, ma vuole sempre più decisamente presentarsi alla ribalta mondiale come icona del riscatto dalle antiche schiavitù. Ed è in forza di questo riscatto che il Sud d'Italia respinge la prospettiva di essere utilizzato come baluardo militare dell'Europa, proteso nel Mediterraneo come arco di guerra e non come arca di pace.
Don Tonino Bello -vescovo di molfetta,Presidente di Pax Christi-Italia)
sagge che ci ricordano il motivo del nostro no alla guerra.
La Costituzione europea sembrerebbe un tema a se stante ma merita, proprio a questo proposito, qualche parola. Ho espresso pubblicamente il mio pensiero non favorevole all'attuale stesura della Costituzione europea e ho anche aggiunto che è opportuno votarla ora che essa è stata fatta. Confermiamola, ratifichiamola, però ricordiamo che essa è una Costituzione che non nasce dai Parlamenti che rappresentano i popoli. Nasce dai Governi. Si è chiamata la Convenzione. È stata una Commissione di persone senza alcun dubbio capaci a redigerla, ma con quale forza rappresentativa alle spalle? Soprattutto, mi sono lamentato in più circostanze del fatto che non c'è una sola parola che dica no alla guerra. E quando la Costituzione europea è stata scritta c'erano più di 30 focolai di guerra tra l'Europa, l'Africa, l'Asia. Possibile che non si abbia il coraggio di dire un no alla guerra? Il coraggio non c'è stato. Ricordo che quando la Francia di De Gaulle disse no alla CED, Comunità Europea di Difesa, fu sostenuta da De Gasperi. A distanza di tanti anni ancora si parla di un'Europa che debba dotarsi di un esercito.
I grandi nomi come Adenauer, Monnet, Shuman, De Gasperi vollero l'Europa perché la pensavano fondata sulla pace. Era un modo per porre fine definitivamente alle continue guerre. Era giunta l'ora di cercare una strada che si potesse percorrere insieme. Ancora oggi quel deciso no alla guerra, che è la radice vitale perché i popoli stiano insieme, è traballante e povero.

Il valore della Costituzione italiana
Occorre che noi portiamo nel consesso dei popoli i valori della nostra Costituzione, nata dal no al fascismo, dalle sofferenze, dalle lotte, dai morti, da tanti giovani che non sono tornati a casa per lottare pur di conquistare la libertà. La Costituzione italiana è nata come voce del popolo. È nata per interpretare esattamente la parola democrazia che, mi è stato spiegato alle scuole elementari, è un termine greco. A quei tempi non sapevo neanche cosa volesse dire greco. Mi pareva una fiaba lontana. Democrazia vuol dire governo di popolo. La maestra ci spiegò che si parlava del popolo, di quello che ha la voce primaria non di quello che va in piazza a comandare. Così è nata la nostra Costituzione ed è entrata in vigore il primo gennaio del 1948 avendo come colonna portante il Parlamento. È nata una Costituzione che mette la persona umana al centro. Questo è un principio universale, patrimonio dei cattolici e di colui che non crede, di chi è di altra religione o di chi non si riconosce in nessuna fede. La dignità della persona umana al centro. La legge fondamentale è per la persona. Ecco che la sovranità è nel popolo. Fino a quando ciascuno di noi fa parte del popolo, partecipa di una porzione di questa sovranità. Questo enorme mosaico è composto di una tessera di ciascuno che, se non usata bene, lascia un vuoto che nessuno può colmare. Quando si afferma che le riforme costituzionali non toccano i principi fondamentali si afferma il falso, perché colpiscono proprio il cuore: il peso del voto che ogni cittadino ha come partecipe di questo mosaico, di questa sovranità. Perché oggi il cittadino vota alcuni parlamentari che generano il Governo, che eleggono un Capo dello Stato con l'integrazione delle Regioni.
Ci sono ragioni ben precise perché difendiamo la Costituzione così come è stata voluta da coloro che hanno combattuto e sofferto per essa. E l'hanno fatta a tutela, a difesa, a esaltazione della dignità della persona e dei diritti umani. Contrasteremo con tutte le nostre forze e in ogni modo questo tentativo di capovolgimento assolutamente iniquo che la riforma costituzionale ci propone. Nella Costituzione sono contenuti tutti gli apporti della nostra civiltà, della nostra tradizione. Una Costituzione retta sull'affermazione del dialogo e della pace. Difendere la Costituzione e difendere la Pace è compito di tutti i cittadini. Perché il popolo italiano è il maggior garante della Costituzione. Ogni cittadino ha il dovere di difenderla fino in fondo. Perché tramite essa difende l'uomo, la libertà e la pace. Dobbiamo sentire tutti questa responsabilità.
Quando ero ragazzino mi fu detto: "Devi testimoniare i principi, devi viverli tu innanzitutto con le tue miserie, con i tuoi peccati, con la tua povertà, con tutti gli errori. Cadi, risorgi, ma devi andare avanti". Qualche volta ho chiesto: "Ma questa testimonianza quando la devo dare?" Mi è stato risposto: "Sempre". "E dove la devo dare? In casa, a scuola, nella professione, con la famiglia, educando i figli, facendo il magistrato, vendendo prosciutto o spazzando per strade. Dove devo rendere testimonianza?". Mi fu risposto: "Ovunque. Sempre"!

 
 
 
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