Oggetto: Bufala boicottaggio benzina

19/mar/2003 04.23.25 Luigi Sedita Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Mi corre l'obbligo di fornire le precisazioni che seguono circa l'appello al boicottaggio della Esso e Shell da me inoltrata precedentemente., perchè e' una bufala che gira gia' dal 30 luglio 2002 !

Mi dispiace, scusate per il disturbo. Vogliate accettare i miei piu' cordiali saluti. 
Luigi Sedita

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Avvertenza: c'è boicottaggio e boicottaggio
Questo appello non va confuso con un'altra iniziativa di boicottaggio riguardante la benzina, quella promossa da Greenpeace contro Esso (Exxon), che assolutamente non è una bufala ed ha tutt'altro significato e spessore. Non vorrei che qualcuno, leggendo una riga sì e una no della mia indagine antibufala, pensasse che tutte le forme di boicottaggio che girano intorno al petrolio siano bufale (e magari che io sono al soldo delle compagnie petrolifere; capita anche questo).

La differenza fondamentale e abissale fra l'appello di Greenpeace e la campagna "boicotta Esso e Shell per dimezzare il prezzo della benzina" sta nelle motivazioni e nell'efficacia: mentre la seconda ha un obiettivo egoista e oltretutto impossibile per motivi fiscali (si vuole pagare meno la benzina soltanto per essere liberi di rombare con il macchinone, ed è il Fisco il principale responsabile del prezzo del carburante), l'invito al boicottaggio della Esso fatto da Greenpeace ha una motivazione etica ed ha ottime possibilità di riuscita. E' una forma pacifica di protesta, presente in numerosi paesi, come trovate descritto sul sito italiano di Greenpeace presso
http://www.greenpeace.it/stopesso.

Trovate ulteriori dettagli nella mia
piccola indagine antibufala sull'appello di Greenpeace.

Perché è una bufala

Tralasciando l'italiano decisamente sconnesso, la premessa di base dell'appello è che boicottando una delle case produttrici si possano ottenere sostanziali ribassi del prezzo della benzina.

Purtroppo la premessa è sbagliata. Gran parte del prezzo alla pompa, infatti, non dipende dai produttori, ma dal Fisco. Dell'euro circa che paghiamo per un litro di benzina, al produttore vanno una trentina di eurocent: il resto è costituito da tasse (accisa e IVA). Queste, perlomeno, sono le cifre che ho trovato in Rete presso http://www.tecnici.it/indici/default.asp?nam=benzina, che dichiara di riportare “dati forniti dal Ministero dell'Industria” a novembre 2002. I prezzi elencati qui sono in euro.

Prodotto Petrolifero Prezzo alla pompa Accisa IVA Totale imposte Prezzo al netto delle imposte
Benzina senza piombo 1,056 0,542 0,176 0,718 0,338
Gasolio per auto 0,866 0,403 0,144 0.547 0,319
GPL 0,545 0,157 0,091 0,248 0,297

Al massimo, quindi, il boicottaggio potrebbe incidere su quei trenta eurocent circa di prezzo al netto delle imposte. Quand'anche benzinai e società petrolifere decidessero improvvisamente di lavorare a metà prezzo, il costo alla pompa scenderebbe a 85 eurocent, cifra ben lontana dai 55 prospettati dall'appello come risultato USA.

Risultato che è fra l'altro inventato di sana pianta. Infatti il prezzo attuale (media nazionale USA di novembre 2002) è $1,44 al gallone (un gallone vale circa 3,78 litri), pari a 0,38 euro al litro (http://abclocal.go.com/kabc/news/112402_NW_gasprices.html), non 0,55.

Anche l'affermazione che è stata “abbassata a questi livelli con questo metodo” è falsa, perché la variazione dei prezzi non è dovuta a boicottaggi selettivi, ma all'andamento del mercato petrolifero. Un documento della Exxon (www2.exxonmobil.com/Corporate/Files/Corporate/gpip.pdf) taglia la testa al toro: presenta due grafici, quello del prezzo del greggio e quello del prezzo alla pompa in USA, che sono sostanzialmente sovrapponibili, soprattutto dagli anni Settanta in poi. Quando sale il prezzo del greggio, sale il prezzo alla pompa. Idem in caso di discesa.

grafico prezzi benzina
Andamento dei prezzi alla pompa, in dollari costanti (corretti per l'inflazione)

grafico prezzi greggio
Andamento dei prezzi del greggio, in dollari costanti (corretti per l'inflazione)

Quindi di calo dei prezzi USA derivanti da boicottaggi proprio non c'è alcuna traccia.

Che cosa c'è dietro

Appurato che il contenuto dell'appello è totalmente infondato, resta da chiedersi che cosa abbia spinto l'autore dell'appello a diffonderlo. La spiegazione più istintiva è l'intenzione di sabotare la IP (l'unica compagnia petrolifera citata), che fra l'altro non è assolutamente detto che pratichi sistematicamente i prezzi più alti: controllate i distributori della vostra zona e ve ne accorgerete.

Tuttavia la ricerca in Google Groups indica che il messaggio è arrivato improvvisamente nei newsgroup fra il 30 e il 31 luglio 2002, ha sempre come mittente una "Sonia" il cui indirizzo advad@hjkhjk.it punta a un nome di dominio inesistente, riporta sempre gli stessi due indirizzi altrettanto inesistenti (From: lucagmb82@tiscali.it, To: lauraroeftto70@libero.it, che ho verificato entrambi ottenendo “user unknown”), ed è stato inviato ripetutamente ai newsgroup più disparati e fuori tema, come it.annunci.usato, it.annunci.commerciali, free.it.auto.lancia-delta, free.it.cultura.fotografica e it.lavoro.consulenti.

La presenza di diversi errori veramente macroscopici di italiano, che di primo acchito parrebbe una semplice indicazione di scarsa cultura linguistica, se combinata con questi indizi, fa invece pensare a un “pallone-sonda” di quelli lanciati occasionalmente dagli spammer: gli errori servono per creare sequenze di parole univoche, che consentono di seguire la diffusione del messaggio tramite i motori di ricerca, proprio come ho fatto io. Tuttavia, in mancanza di conferme, non posso esserne del tutto certo.

Sia come sia, l'appello è una bufala e ne sconsiglio vivamente la diffusione.

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Datazione

Secondo gli archivi di Google, l'appello circola almeno dal 30 luglio 2002 nei newsgroup italiani.

Aggiornamento (14 marzo 2003): coinvolto un professore dell'Università di Pisa

Come al solito, anche stavolta la distribuzione incontrollata degli appelli più squinternati fa "vittime" innocenti. Ricevo infatti da un professore dell'Università di Pisa la richiesta di segnalare che la bufala circola anche in una versione accompagnata in calce dal suo nome, cognome, indirizzo del luogo di lavoro, numeri di telefono, ed indirizzo e-mail, in maniera tale che ne sembra l'autore, cosa assolutamente falsa.

Non è un fenomeno nuovo: per esempio, l'appello-bufala per la povera Rachel che riceverebbe 32 cent per ogni copia dell'appello che mandate, ha visto coinvolti l'Istituto Superiore di Sanità e altri enti pubblici di prestigio, che si sono trovati ad essere involontari "firmatari" dell'appello, facendolo sembrare autentico.

In questo caso, il professore smentisce in maniera categorica di essere l'autore dell'invito al boicottaggio.

Il caso del professore è tipico delle conseguenze nefaste di chi, per varie ragioni, si ritrova ad avere il proprio nome associato a una bufala. Come mi racconta il professore stesso, "da diverse settimane mi arrivano ogni giorno decine di e-mail e telefonate con richieste di chiarimento, commenti di tutti i tipi, ed anche insulti. Ho quindi cercato di rispondere a tutti i messaggi che mi sono arrivati con delle smentite e richieste di interrompere la catena. Tuttavia, negli ultimi giorni la divulgazione di questo messaggio sembra invece aumentare esponenzialmente (forse anche grazie a questa firma, ritenuta da qualcuno "autorevole")."

Ma come sempre le sue risposte individuali e le sue smentite non bastano, per cui si è rivolto al Servizio Antibufala nella speranza che questo possa dare più visibilità alla reale situazione. Riporto pertanto integralmente il testo della sua smentita, e mantengo riservato il suo nome per non esporlo ulteriormente alla persecuzione  derivante da questa bufala:

Oggetto: Bufala boicottaggio benzina

Da diverso tempo gira nella rete un messaggio a catena con una proposta di boicottaggio per ridurre il prezzo della benzina. Si tratta di una "bufala"
in giro dal luglio 2002, come si puo' vedere, ad esempio, nel sito web http://www.attivissimo.net/antibufala/caro_benzina.htm

Ultimamente (cioè da circa fine gennaio) è stata immessa in rete una versione del messaggio originale con aggiunti in calce il nome, cognome, luogo di lavoro, recapiti telefonici ed e-mail di un professore dell'Università di Pisa, in maniera tale che ne sembrasse l'autore, cosa, ovviamente, del tutto falsa.

Qualora riceveste (o abbiate già ricevuto) tale messaggio, siete quindi vivamente pregati non solo di non continuare la catena ma anche, se possibile, di far pervenire questa smentita a più persone possibile che pensiate possano aver ricevuto il messaggio stesso. Grazie.

 

Speriamo serva a qualcosa.


Il testo dell'appello

Diamoci una mano......Abbassiamo il prezzo della Benzina

Invia a tutti quelli che conosci PER UNA COSCIENZA NAZIONALE

Oggetto: Benzina : idea ottima, collaboriamo.

Come possiamo abbassare il prezzo della BENZINA ?

Se ci mettiamo assieme possiamo veramente fare qualcosa,oppure vedere la benzina arrivare a 2 euro al litro, vedete voi cosa volete fare.

Una soluzione intelligente ed efficace. Non solo per la benzina ma Il metodo potrebbe determinare una soluzione per qualsiasi tipo di prodotto.

C'è bisogno di una azione energica ed aggressiva per far capire alle produttrici di petrolio e derivati che i CLIENTI sono quelli che controllano il mercato e non i VENDITORI.

L'unico metodo per far abbassare i prezzi della benzina è attaccare la tasca di chi la produce, e la parte più sensibile, quindi NON ACQUISTANDO BENZINA DA LORO. E noi possiamo fare questo senza alcun problema. Come?

Consideriamo che tutti dipendiamo delle nostre auto, e non possiamo far a meno di acquistare la benzina. Ma possiamo promuovere un impatto nei prezzi dei combustibili, se tutti assieme forziamo una guerra di prezzi tra tutti i produttori.

Proprio così. E' così che funziona il mercato. Ecco l'idea: Da oggi fino alla fine del 2002 non comprare benzina o derivati dalla principale fornitrice di benzina e derivati di petrolio l'I.P. Semplice.

Se non vendono benzina, per un lungo periodo, automaticamente ridurranno i prezzi dei propri prodotti, per ricuperare il mercato. Se IP riduce i prezzi, anche le altre compagnie dovranno adeguarsi e abbassare anche loro i prezzi.

Questo è assolutamente sicuro, è gia successo molte volte. Per avere una grossa influenza dobbiamo raggiungere milioni di consumatori.

E questo è veramente semplice di fare !!!

Basta al momento di fare benzina, scegliere un distributore che non sia IP. Fino alla fine del 2002.

Per raggiungere milioni di persone è semplice: Io sto inviando questo mail a circa 30 persone. Se ognuno di questi 30 inviano almeno ad altre 10 persone (30x10=300). E questi 300 inviano ad altre 10 facciamo 3000 (300x10 =3000), e così successivamente, fino a raggiungere sesta generazione di persone avremo raggiunto 3 MILIONI di persone !!!

Se questi tre milioni passano ad altri 10 sono 300 MILIONI DI PERSONE, molto di più di tutti gli italiani, IMMAGINATE quanto è forte il nostro potere.

Quanto tempo ci vorrebbe per la campagna ? Questo è tutto.

Se ognuno di noi rispediamo questa mail dopo 1 giorno, tutti i possibili 300 MILIONI di persone sarebbero contattati entro 8 GIORNI !!!

Proprio così. 8 GIORNI !!!

Sembra strano che un semplice mail possa far abbassare il prezzo della benzina MA E' COSI'!!!

PER UNA COSCIENZA NAZIONALE passate questa mail a tutti quelli che usano la macchina, abbassiamo la benzina.

N.B. Negli USA la benzina costa 0,55 Euro = 1064 LIRE, abbassata a questi livelli con questo metodo.

Avete trovato utile questa indagine? Allora sostenete il Servizio Antibufala!

Il Servizio Antibufala è gratuito, ma le donazioni sono sempre ben accette, sia tramite PayPal, sia tramite il collaudato sistema della banconota in una busta. Se volete dettagli e istruzioni su come procedere, sono qui.

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