denuncia di grave episodio realmente accaduto a MIlano sabato 21 gennaio

28/gen/2006 03.53.23 Antonio Damiano Contatta l'autore

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-----Messaggio originale-----
Da: Alberta di Milano

buongiorno.
mi chiamo alberta e vorrei raccontarvi una storia di violenza
"metropolitana" come poche credevo ancora potessero capitare.
spero ci sia spazio per pubblicarla.


ore 16,30 di sabato 21 gennaio, metropolitana della linea rossa di Milano,
quasi alla fermata di porta Venezia, centro della città.
nel vagone un centinaio di persone, o quante possono essercene un sabato
pomeriggio in una linea della metropolitana che porta al centro dello
shopping della città. tra queste uno studente di Siena che è venuto a far
visita alla sua fidanzata e alla città e che ha comprato e tiene sotto il
braccio "il manifesto".
4 ragazzi dalla testa rasata lo adocchiano, e cominciano a confabulare tra
di loro. una ragazza si avvicina allo studente e gli dice:
" fai attenzione, quei ragazzi ce l'hanno con te".
un minuto dopo erano attorno a lui, il vagone era sempre pieno come prima,
erano sotto al tunnel non alla fermata con le porte aperte, tutti chiusi
dentro ad un vagone della metropolitana.
bene, i 4 ragazzi in 5 minuti si avvicinano, cominciano a chiedergli come
mai legge quel giornale- e vai con la prima spinta- che quel giornale è da
stupidi leggerlo- e parte la seconda, con leggero buffetto alla testa- che
il cappello di quello studente non gli sta bene in testa - e così te lo devi
togliere!!
lo studente cerca di riprendersi il cappello..
non fa in tempo perché uno dei 4 ragazzi gli si para davanti e gli da una
testata in faccia.
gli ha spaccato il labbro, gli ha fatto partire un dente e gli ha rotto il
setto nasale.
appena in tempo per fuggire all'apertura delle porte.
il ragazzo viene lasciato in un totale bagno di sangue nel totale silenzio
di un intero vagone di persone che ha assistito a tutta la scena dal
principio alla fine, che è rimasta esattamente nel posto da cui ha guardato,
ascoltato e legittimato l'intera azione. finché il treno è ripartito
conservando un silenzio e un immobilismo che hanno dell'agghiacciante.
nessuno ha guardato, fatto, visto niente.
nemmeno le telecamere a circuito chiuso, perchè non funzionano.
naturalmente la solita trafila di pronto soccorso, polizia, riconoscimento
da fotografia.
per non parlare del costo del dente da ricostruire, del dolore fisico e
della violenza di tutta questa vicenda.
e su tutto la frase finale di un poliziotto:
"ragazzo, la cultura è pericolosa"

milano, anno 2006


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