Il "FIORE DI BOTTA" era proprio indispensabile? Di Matteo Giora

30/gen/2012 19.42.47 IP Report Contatta l'autore

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 PADOVA - Proprio oggi che l'Istruzione è in crisi, sia per questioni economiche dovute a  recenti tagli al settore, che per gli sprechi della burocrazia, l'Università è  chiamata a fare la propria parte. E un'iniziativa dell'Ateneo di Padova suscita  qualche perplessità. 
 Nel 2009 è stato approvato il progetto per  la nuova sede del dipartimento di biologia e biomedica: 34 mila metri cubi per  la  parte universitaria e 24 mila per uffici direzionali, con un costo totale di  circa 33 milioni di euro, e un nome di pregio, quello dell'architetto svizzero  Mario Botta. 
 "Il fiore di Botta", (lo chiamano così),  succederà all'attuale sede interdipartimentale "A. Vallisneri", peraltro uno  degli edifici più recenti che l'università possiede. 
 
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