Fw: 28 marzo IL PM CARLO NORDIO RIFORMA IL CODICE PENALE CON PREVITI E JANNUZZI

seduti con le mogli a un tavolo vicino a quello di Nordio-Previti.

01/apr/2003 05.55.59 Luigi Sedita Contatta l'autore

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 IL PM CARLO NORDIO RIFORMA IL CODICE PENALE CON PREVITI E JANNUZZI   A CENA DA “FORTUNATO”, A 5 GIORNI DALLA SENTENZA IMI-SIR-MONDADORI
 
 
 

 E’ normale e usuale che un pubblico ministero (a Venezia), attualmente a Roma perché deputato dal Ministro della Giustizia Roberto Castelli di presiedere la commissione incaricata di scrivere la riforma del Codice Penale, si faccia vedere bell’e attovagliato in un ristorante ad altissima visibilità di Roma-centro in compagnia di un senatore che è in procinto (2 aprile) di essere condannato da un tribunale della Repubblica?

 

Certo, è chiaro, nessuna legge vietava al pubblico ministero alla veneziana Carlo Nordio di fare il suo ingresso, la sera di venerdì 28 marzo, nel ristorante “Fortunato al Pantheon” e di cenare in compagnia di Cesarone Previti e moglie Silvana, con contorno del senatore di Forza Italia Lino Jannuzzi e figlia. Magari, forse, chissà, lo vietano altre considerazioni di opportunità professionale e politica ed etico-morale. Dev’essere stato il primo pensiero che ha attraversato palato e mente di Giulio Andreotti e Nicola Signorello (ex sindaco diccì di Roma), seduti con le mogli a un tavolo vicino a quello di Nordio-Previti. (Anche beccare in un ristorante politico-mondano un politico riservatissimo come il Divo Giulio è già una bella sorpresa

 

Quello che colpisce, poi, è l’ingenuità politica (diciamo così) del pubblico ministero che a suo tempo inquisì Occhetto e D’Alema. Recentemente, a Vicenza, Nordio fu oggetto di un girotondo  per aver partecipato al Teatro Comunale a un dibattito con Marcello Dell’Utri per la presentazione di uno spettacolo di Carlo Rivolta, “L’apologia di Socrate”. Dopo il girotondo per Dell’Utri, a cena con l’imputato Previti: ma allora ‘sto Nordio, le rogne, se le va a cercare…

 

Anche perché, come è stato scritto con tutti gli inchiostri, il processo Imi-Sir/Lodo Mondadori è una bomba nucleare. Secondo Francesco Cossiga - che di sicuro non si può confondere con Luciano Violante -  è in atto un tentativo di "colpire Berlusconi direttamente o indirettamente, cioè attraverso una condanna morale". In sostanza, sanzionare "i suoi collaboratori, amici e dipendenti, assolvendo però lui, in modo da sottendere che ha avuto vantaggi economici" che lo squalificano moralmente e lo delegittimano come premier.

 

Questa è la pesantissima cornice di un quadro che vede Previti sul banco degli accusati per aver “comprato” la sentenza Imi-Sir/Lodo Mondatori. Già gli eredi Rovelli sono stati condannati a risarcire, con gli interessi, i mille miliardi incassati dall’Imi nel 1994. Ora, nel caso in cui il trio avvocatesco Previti-Acampora-Pacifico venga condannato per aver corrotto il trio-giudici Squillante-Verde-Metta, il senatore di Forza Italia rischia almeno una dozzina di anni di galera. Ma non è questo il punto: anche in caso di condanna, un ricorso di qui e una Cassazione di là, la sentenza verrebbe eseguita tra vent’anni.

 

Questa è la pesantissima cornice di un quadro che vede Previti sul banco degli accusati per aver “comprato” la sentenza Imi-Sir/Lodo Mondatori. Già gli eredi Rovelli sono stati condannati a risarcire, con gli interessi, i mille miliardi incassati dall’Imi nel 1994. Ora, nel caso in cui il trio avvocatesco Previti-Acampora-Pacifico venga condannato per aver corrotto il trio-giudici Squillante-Verde-Metta, il senatore di Forza Italia rischia almeno una dozzina di anni di galera. Ma non è questo il punto: anche in caso di condanna, un ricorso di qui e una Cassazione di là, la sentenza verrebbe eseguita tra vent’anni.

 

E’ possibile invece che mercoledì 2 aprile il giudice di Milano, sempre in caso di condanna, decida - subito, subito - il pagamento di una “provvisionale”, cioè una anticipazione del risarcimento del danno alla vittima, vale a dire l’Imi, oggi Imi-San Paolo. Non è obbligatoria la provvisionale, è a discrezione del tribunale, che può devolvere anche la valutazione del danno al giudice civile; ma nel caso contrario, Previti e compagni sarebbero costretti ad aprire hic et nunc il portafogli, con rischio di pignoramenti di beni immobili ed eventuali stipendi.

 

Un’altra tegola - e che tegola - sempre in caso di condanna, arriverebbe sulla testolina di Berlusconi. Il processo - come sappiamo - sentenzia anche il Lodo Mondatori, e qui ci sono in ballo gli interessi della Cir di Carlo De Benedetti, difesi dall’avvocato Pisapia. Ebbene, in caso di condanna di Previti, l’editore del Gruppo Espresso è già pronto a intentare una causa civile alla Fininvest per chiedere indietro la casa editrice di Segrate e tutti i soldi che nel frattempo ha guadagnato.

 

E con questo bel quadretto politico-giudiziario, dalle conseguenze impensabili per l’equilibrio del Paese, il pubblico ministero Carlo Nordio è così “fortunato” che se ne va a cena da Fortunato al Pantheon con Previtone. (Per fortuna che c’è Andreotti che, da un tavolo accanto, vigila per noi…)

 



Dagospsia.com 30 Marzo 2003 http://www.dagospia.com/round..php3

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