Antiplagio news: maga Marghot denunciata a Padova, 35.000 le vittime dei ciarlatani in Veneto!

Nel 1997 maga Marghot si è vista confermare dalla Cassazione una

12/feb/2006 17.56.10 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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Domenica, 12 Febbraio 2006
"MAGA" ACCUSATA DI TRUFFA - Magia & affari, nei guai Marghot
Padova - (e.l.c.) Nuovi guai giudiziari per Loretta Luigina De Santi, 48
anni, pIù nota come "Maga Marghot". Dopo aver raccolto lo sfogo amaro di
dieci suoi "clienti" ridotti sul lastrico, i carabinieri l'hanno
denunciata per truffa aggravata anche se a breve potrebbe esserle
contestata pure il reato di ricettazione. Nel suo "studio" di Mestrino,
una stanza dell'abitazione esotericamente addobbata, gli investigatori
del Nucleo operativo di Padova (diretto dal maggiore Federico Peri)
hanno trovato anche due carte di credito rubate a un dipendente de La9,
la rete televisiva nella quale promuove la sua attività. Una attività di
cartomanzia, ma non solo. Infatti, maga Marghot si propone come esperta
in tutti gli ambiti dell'esoterismo. Pagando, ovviamente. E
profumatamente. I dieci "clienti" ci hanno rimesso, complessivamente,
quasi centomila euro.
Ai militari si sono rivolti in lacrime sette donne e tre uomini, operai,
impiegati, casalinghe, artigiani e pure qualche imprenditore. Uno di
questi ultimi ha raccontato di averci rimesso trentamila euro e di
essere stato costretto a ipotecare la propria casa per far fronte alle
richiesta di maga Marghot. D'altronde, pare che Loretta Luigina De Santi
non ci andasse con la mano leggera. «Se non segui il rituale tuo padre
morirà in un incidente stradale e a te verrà un tumore», sono più o meno
le frasi che i "clienti" si sarebbero sentiti ripetere.
Per saldare il conto ogni metodo andava bene: vaglia postali, bonifici
bancari, assegni e, ovviamente, contanti. Un giro d'affari mica da
ridere. Nel 1997 maga Marghot si è vista confermare dalla Cassazione una
condanna a tre mesi, poi convertita in pena pecuniaria, per aver evaso
in soli tre anni seicento milioni di lire. Era stata lei a ricorrere
sostenendo che i proventi della sua attività, pur non essendo illeciti,
non fossero vincolabili al fisco.
Quando i carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Paola De
Franceschi, la settimana scorsa sono andati a perquisire la casa di maga
Marghot, in via Battisti, un cliente era appena uscito dopo aver
sborsato 300 euro in contanti per un semplice consulto. Nello studio
della veggente, originaria di Altavilla Vicentina, c'erano amuleti,
confezioni di incenso esoterico, un manuale di magìa e pure il catalogo
di un'azienda del settore dell'occultismo che da tempo ha chiuso i
battenti. "Scudo di protezione per la coppia e di consolidamento del
legame", era uno dei prodotti che la maga proponeva di acquistare per
una sessantina di euro. Essendo la ditta inesistente, era ovviamente
l'operatrice dell'occulto ad "assemblare" il tutto, ovvero una cornice e
un paio di candele...
Maga Marghot può comunque continuare la sua attività, che non è
assolutamente illegale. Gli investigatori stanno però verificando il
tenore delle richieste avanzate dalla 48enne vicentina con la speranza
che altri "clienti" si facciano avanti anche se è già stato sequestrato
uno schedario con i nomi di chi si avvaleva delle sue capacità.

Antiplagio, solo il 5% si "ribella" - 35mila veneti succubi dei veggenti
L'associazione Telefono Antiplagio, che si occupa delle vittime di
"inganni" dei veggenti, offre numeri eloquenti del fenomeno: sono ben
35mila nel solo Veneto le persone che cadono in balia dei maghi, ma le
vere vittime sarebbero almeno il doppio. I dati riferiscono di 500 maghi
che entrano "via etere" nelle case dei veneti (solo al 9. posto però fra
le regioni nella classifica nazionale). Di questi solo un 5% sporge
denuncia, il 95% è bloccato dalla vergogna. «Ci sono troppi interessi
che ruotano attorno a queste trasmissioni - spiegano gli esperti
dell'Antiplagio - Basti pensare all'Iva che lo Stato percepisce dagli
spot o degli introiti di compagnie telefoniche ed editori delle tv
locali». Dal punto ci sono due armi (spuntate) in mano alla Giustizia:
l'accusa di truffa e quella di circonvenzione d'incapace. «Quando un
mago viene chiamato a restituire soldi se la cava sempre a buon mercato:
tutti risultano nullatenenti». Il 41% dei maghi ormai opera nel Nord
Italia, attratto dalla maggior ricchezza e dalla precarietà psicologica.
Sfatato il mito dell'ignoranza a muovere le vittime sono depressioni e
stress: «In tivù i maghi lanciano l'amo per attirare i clienti nei loro
studi privati. Fra i loro clienti - conclude l'associazione Antiplagio
http://www.antiplagio.org - ci sono molti vip e anche attori che
comprano costosissimi amuleti senza batter ciglio, ma loro i soldi li
hanno».
www.ilgazzettino.it

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