Appello e adesione a UN IMPEGNO PER LA GIUSTIZIA

16/feb/2006 17.47.18 Luigi Sedita Contatta l'autore

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Aderisco e invito ad aderire.  Luigi Sedita - Medico Dir. Asl 10 Firenze 
 
 
 
-------Messaggio originale-------
 
Data: 02/16/06 16:48:03
Oggetto: Appello - UN IMPEGNO PER LA GIUSTIZIA
 

Sul sito www.carovanaperlacostituzione.it è possibile firmare l’appello UN IMPEGNO PER LA GIUSTIZIA, promosso da un gruppo di

avvocati, docenti e magistrati con in testa Armando Spataro e Ignazio Patrone.

 

CHIEDIAMO A TUTTI DI ADERIRE e di diffondere alle proprie mailing list.

 

Saluti

         Maria Ricciardi (Redazione Carovana)

 

 

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Inizio del messaggio inoltrato:

 

Data: 15 febbraio 2006 22:22:34 CET

Oggetto: un impegno per la giustizia - appello

 

 

Trascrivo l'appello UN IMPEGNO PER LA GIUSTIZIA, promosso da un gruppo di

avvocati, docenti e magistrati.

Con questa iniziativa chiediamo a tutti coloro che parteciperanno alla prossima campagna elettorale un impegno espresso, preciso e incondizionato ad operare immediatamente per l'abrogazione delle leggi che più di altre hanno segnato -in negativo- questa legislatura, dal falso in bilancio alla Pecorella, dalla riforma della legittima difesa alla Cirielli. E la sospensione immediata della riforma dell'ordinamento giudiziario. Ci eravamo

proposti di partire con cinquanta promotori ma, con un semplice passa parola, siamo arrivati ad oltre 100, elencati nel testo finale che alleghiamo in rigoroso ordine alfabetico.

D'ora in avanti le adesioni saranno aggiunte secondo l'ordine cronologico.

Quanti di voi hanno accesso a mailing list e siti di associazioni varie sono pregati di diffondere l'appello e di richiedere ulteriori adesioni che dovranno essere poi inoltrate a ipatron@tin.it, oppure a armando.spataro@giustizia.it

 

Quando avremo toccato un numero ragguardevole, pensiamo di inoltrare il documento ai finali destinatari : i politici !

 

Saluti

 

Manuela Massenz (Magistrato di Milano)

 

 

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APPELLO

 

Un impegno per la giustizia

 

Si sta chiudendo una delle più tormentate e controverse legislature della storia repubblicana e c'è oggi la prospettiva di un cambio di governo. Ma deve cambiare anche il modo di governare: dal punto di vista costituzionale e dei rapporti tra cittadini ed istituzioni.

Il lavoro che attende il nuovo governo è quindi di enorme complessità e responsabilità e si estende a settori di grande importanza per la collettività: l'informazione, la sanità, il lavoro, l'ambiente e i beni culturali, la ricerca, l'istruzione, la politica fiscale e tributaria.

Importanti riforme di sistema sono necessarie anche per ridare ai cittadini fiducia nella giustizia. Ma in questo settore noi tuttavia riteniamo che vi sia una inderogabile priorità: la cancellazione delle principali leggi che sono state adottate quasi esclusivamente al fine di perseguire gli interessi personali di pochi, ignorando quelli della collettività. Si tratta di leggi che - a prescindere da ogni altra considerazione - hanno devastato il nostro sistema giustizia e compromesso il principio della ragionevole durata dei processi.

Alcune di queste leggi, pur da riformare, sono state disinnescate dalla Corte Costituzionale (ad esempio il cd. "Lodo Schifani", cioè la L. 20.6.03 n. 140 sulla sospensione dei procedimenti per le alte cariche dello Stato) o dai giudici di merito e dalla Corte di Cassazione (è avvenuto per la Legge sulle rogatorie n. 5.10.01 n. 367 e la cd. "Legge Cirami" 7.11.02 n. 248 sullo spostamento dei processi per legittimo sospetto).

Ma, per altre leggi è necessaria l'abrogazione immediata : solo con la loro abrogazione, infatti, sarà possibile restituire credibilità al paese sul piano internazionale e dignità ai governanti e ai rappresentanti politici ed ottenere la partecipazione della collettività nazionale agli sforzi necessari per ricostruire una scala di valori condivisi.

Le leggi che devono costituire oggetto di abrogazione già nei primi mesi della legislatura sono:

- la Legge di "depenalizzazione" del falso in bilancio ( D.L.vo 11.4.02, n.61), che rappresenta la tipica traduzione in termini normativi della cultura della illegalità e contrasta con la tendenza mondiale a punire con maggiore severità la false comunicazioni in materia societaria;

- la Legge cd. "ex Cirielli", 5.12.05 n. 251, definita "obbrobrio devastante" dal Presidente della Corte di Cassazione, che ha di fatto introdotto nuove cause di impunità per i potenti (attraverso la prescrizione breve dei reati, anche gravi, commessi dagli incensurati) e pesanti discriminazioni verso i recidivi anche per reati non gravi: dunque, incentivi a manovre dilatorie ed il prevedibile aumento della popolazione carceraria saranno l'effetto di un diritto penale per tipo d'autore;

- la barbara riforma della legittima difesa approvata definitivamente il 24.1.06, che introduce una presunzione di proporzionalità tra i delitti contro il patrimonio in ambiente privato e la reazione violenta con armi da fuoco contro chi ne è responsabile;

- se sarà riapprovata, la cd. Legge Pecorella sulla inappellabilità delle sentenze di proscioglimento che, a parere di molti, altera il principio costituzionale della parità delle parti nel processo e, dilatando le possibilità di ricorso alla Corte di Cassazione, parzialmente la trasforma in giudice di merito, ingolfandola e rendendone ingestibile l'attività.

L'impegno di coloro che intendono formare il futuro Governo deve estendersi inoltre alla sospensione immediata della efficacia di tutti i decreti legislativi di attuazione delle legge di riforma dell'ordinamento giudiziario (Legge delega n. 150 del 2005): solo così potrà essere predisposto e realizzato un progetto di riforma di ampio respiro, utilizzando i contributi del CSM, degli accademici, della magistratura associata, degli avvocati e delle associazioni dei giuristi e del personale

amministrativo.

Chiediamo allora a tutti coloro che parteciperanno alla prossima campagna elettorale un impegno espresso, preciso e incondizionato ad operare immediatamente per l'abrogazione di queste leggi, che non sia diluito in

promesse di riforme generali nei vari settori dell'ordinamento.

L'assunzione di tale impegno è condizione e garanzia irrinunciabile perché, come giuristi e come cittadini, possiamo confidare nella volontà degli eletti di ripristinare effettivamente, non solo in questo campo, le regole

fondamentali della democrazia.

 

Alberto Alessandri (Università Bocconi, Milano)

Mario Almerighi (magistrato, Roma)

Alessandro Amadori (Istituto Coesis Research)

Alfonso Amatucci (magistrato Cassazione, Roma)

Vittorio Angiolini (Università Milano)

Antonello Ardituro (magistrato, Napoli)

Giovanni Bachelet (Università La Sapienza, Roma)

Marcello Basilico (magistrato Genova)

Patrizia Bellucci (Università Firenze)

Gianni Benzoni (avvocato, Varese)

Giovanni Beretta (avvocato, Milano)

Carlo Bernardini (Università La Sapienza, Roma)

Enrico Biagi (Avvocato, Milano)

Augusto Bianchi (avvocato Milano)

Adolfo Biolè (avvocato, Genova)

Federico Boezio (avvocato Milano)

Luca Boneschi (avvocato, Milano)

Sandra Bonsanti (presidente Libertà & Giustizia)

Francesco Saverio Borrelli (magistrato in quiescenza, Milano)

Salvatore Bragantini (economista, Milano)

Paola Brambilla (avvocato, Bergamo)

Carlo Bretzel (avvocato, Milano)

Silvia Buzzelli (Università Bicocca, Milano)

Maria Agostina Cabiddu (Politecnico, Milano)

Carlo Cacciapuoti (avvocato, Genova)

Betta Cacioppo (avvocato, Varese)

Pietro Calogero (magistrato, Padova)

Anna Canepa (magistrato, Genova)

Paolo Carfì (magistrato, Milano)

Franco Casarano (avvocato Milano)

Ciro Cascone (magistrato, Milano)

Antonio Cassese (Università Firenze)

Claudio Castelli (magistrato Milano)

Elio Cherubini (avvocato, Milano)

Sergio Chiarloni (Università Torino)

Massimo Clara (avvocato, Milano)

Gianfranco Cocco (Università Bicocca, Milano)

Nino Condorelli (magistrato, Brescia)

Riccardo Conte (avvocato, Milano)

Ferdinando Cordova (storico, Università "La Sapienza", Roma)

Carmen Covito (scrittrice)

Dario Curtarello (magistrato, Padova)

Achille Cutrera (avvocato, Milano)

Piercamillo Davigo (magistrato Cassazione, Roma)

Paolo D'Alessandro (magistrato Cassazione, Roma)

Vito D'Ambrosio (magistrato Cassazione, Roma)

Ada Lucia De Cesaris (avvocato Milano)

Pierfrancesco Della Porta (avvocato, Milano)

Luigi De Magistris (magistrato, Catanzaro)

Luca De Matteis (magistrato, Como)

Tullio De Mauro (Università Roma)

Enrico Di Nicola (magistrato, Bologna)

Emilio Dolcini (Università Milano)

Enrica Domeneghetti (avvocato, Milano)

Waldemaro Flick (avvocato, Genova)

Paolo Flores d'Arcais (Università Roma)

Mario Fresa (magistrato Cassazione, Roma)

Giuseppe Giampaolo (avvocato, Roma)

Marco Gianoglio (magistrato Torino)

Carlo Federico Grosso (Università Torino, già Vice Presidente del CSM)

Laura Hoesch (avvocato, Milano)

Giulio Illuminati (Università, Bologna)

Antonio Ingroia (magistrato, Palermo)

Raffaella Lanzillo (Università Milano)

Cristina Lavinio (Università di Cagliari)

Filippo Lattanzi (avvocato Roma)

Filippo Lebano (avvocato, Milano)

Maria Leotta (avvocato, Milano)

Michele Lombardo (avvocato, Milano)

Paola Lovati (avvocato, Milano)

Franco Maccabruni (avvocato Milano)

Fabio Malcovati (avvocato, Milano)

Michele Mannironi (avvocato, Milano)

Anna Marzanati (Università Bicocca, Milano)

Maria Stefania Masini (avvocato Roma)

Marcello Adriano Mazzola (avvocato, Milano)

Gianni Melillo (magistrato, Direz. Naz.le Antimafia, Roma)

Mariagrazia Monegat (avvocato, Milano)

Simone Monesi (avvocato, Milano)

Donatella Montagnani (avvocato, Milano)

Cristina Morelli (avvocato, Milano)

Ubaldo Nannucci (magistrato, Firenze)

Gioacchino Natoli (magistrato Palermo)

Francesca Negri (avvocato Milano)

Stefano Nespor (avvocato, Milano)

Roberta Palmisano (magistrato, Roma)

Guido Papalia (magistrato, Verona)

Ignazio Patrone (magistrato Procura Generale Cassazione, Roma)

Pasquale Pasquino (Università Parigi\New York)

Michele Pepe (avvocato, Milano)

Giancarla Perasso Etteri (avvocato, Milano)

Dino Petralia (magistrato, Sciacca)

Vittorio Pilla (magistrato, Milano)

Alessandro Pizzorusso (Università Pisa)

Eligio Resta (Università Roma Tre, Roma)

Adelio Riva (avvocato, Milano)

Fabio Roia (magistrato, Milano)

Maurizio Romanelli (magistrato, Milano)

Guido Rossi (Università San Raffaele, Milano, ex Presidente Consob)

Gian Luigi Rota (avvocato, Milano)

Giuseppe Rusconi (avvocato, Milano)

Adriano Sansa (magistrato, Genova)

Francesco Santuari (avvocato, Milano)

Valeria Sergi (avvocato Milano)

Carlo Smuraglia (Università Milano, Avvocato)

Armando Spataro (magistrato, Milano)

Corrado Stajano (scrittore)

Allegra Stracuzzi (avvocato, Milano)

Mario Suriano (magistrato, Napoli)

Giovanni Tamburino (magistrato, Venezia)

Luigi Vanni (avvocato, Milano)

Enrico Veronesi (avvocato Milano)

Modestino Villani (magistrato, Napoli)

Piergiorgio Weiss (avvocato, Milano)

Ettore Zanoni (avvocato, Milano)

 

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