Tumore al collo dell'utero: la prevenzione come arma per combatterlo

Tumore al collo dell'utero: la prevenzione come arma per combatterlo.

Persone Stefania Iaccarino, Mirella Iaccarino, Francesca Merzagora
Luoghi Italia, Napoli
Organizzazioni Ministero della Sanità, Istituto Superiore di Sanità
Argomenti oncologia, medicina

20/feb/2012 17.20.15 Giulia Pirozzi Contatta l'autore

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Gli ultimi dati parlano di 3.500 nuovi casi ogni anno: un paradosso se si pensa che il carcinoma al collo dell'utero è l'unica forma di tumore di cui si conoscono esattamente le cause. A ostacolarne la prevenzione, secondo l'O.N.Da., una scarsa consapevolezza del problema da parte di molte donne.

 

Nel 2007 il Ministero della Salute ha cominciato una campagna di prevenzione vaccinale del tumore al collo dell'utero per le adolescenti. Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanita', solo il 59% delle adolescenti nate nel 1997 è stato vaccinato, a fronte di un obiettivo (oramai quasi irraggiungibile) del 95% ipotizzato per il 2012.

 

Secondo un'indagine condotta da O.N.Da, l'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna, una percentuale così bassa di adolescenti vaccinate è dovuta alla scarsa informazione: su un campione di 1.500 mamme con figlie femmine tra gli 11 e i 18 anni, oltre il 56% dichiara di non essere a conoscenza della vaccinazione. “Solo il 18,9% di loro e' pienamente consapevole di che cosa sia il papilloma virus (HPV), responsabile del carcinoma dell'utero, mentre è ancora troppo bassa la percentuale (22,7%) che ritiene di avere ricevuto un'informazione chiara e completa.” spiega la presidente di O.N.Da, Francesca Merzagora.

 

Eppure il carcinoma del collo dell'utero rappresenta la seconda forma di tumore maggiormente diffusa tra le donne dopo quello al seno: 500.000, ogni anno, i nuovi casi in tutto il mondo; 3.500 in Italia. E' un paradosso se si pensa che il tumore al collo dell'utero è l'unica forma di cancro di cui si conoscono esattamente le cause e le modalità di prevenzione: oltre al Pap test le donne oggi hanno a disposizione il vaccino e il test HPV in grado di rilevare la presenza del Papillomavirus.

 

Se la chiave del successo nella lotta al cancro al collo dell’utero è la prevenzione, è necessario che le donne ne prendano coscienza e si rechino in uno dei centri specializzati in grado di effettuare tali test. Tra i più rinomati in Italia c'è il Centro Chemis di Napoli, gestito dalle sorelle Mirella e Stefania Iaccarino. Presidio sanitario specializzato in Procreazione Medicalmente Assistita di I e II livello e ginecologia, il centro vanta un'equipe di medici in grado di effettuare i più accurati test con una grande attenzione al progresso scientifico.

 

Per informazioni sul Centro Chemis visitare il sito.

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