decreto_legislativo_in_arrivo:_il_costo_di_un_cd_rom_riscr?ÿ?iso-8859-1?Q?ivibile_da_0,67_?_a_2_?

di un cd rom riscrivibile, attualmente venduto a 0,67 euro, verrebbe a costare 2

09/apr/2003 05.42.18 Luigi Sedita Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Una stangata senza precedenti per gli utenti di cassette audio e di compact disc da registrare. Con la nuova normativa il costo di un cd rom riscrivibile, attualmente venduto a 0,67 euro, verrebbe a costare 2 euro, con un incremento del 300 per cento, mentre quello di una cassetta audio da 60 minuti, attualmente pari a 0,60 euro, salirebbe dell'80 per cento a 1,08 euro.

La "copia privata" e'   "un legittimo esercizio di un diritto riconosciuto "

non puo' essere penalizzato dal decreto sull'"equo compenso" ...

*****************************************************************************************************

Guerra alla masterizzazione in arrivo rincari sui cd

Il progetto di decreto legislativo allo studio presso la presidenza
del Consiglio dei ministri. 
Con la nuova normativa il costo di un cd rom riscrivibile
attualmente venduto a 0,67 euro, verrebbe a costare 2 euro

di RICCARDO STAGLIANO'

ROMA - Masterizzare un cd, ormai, era la cosa più semplice del mondo e costava così poco che nessuno ci stava tanto a pensare su. Troppo bello, e infatti tutto questo potrebbe cambiare radicalmente se passerà un progetto di decreto legislativo che farebbe moltiplicare circa del 300 per cento il costo dei cd vergini e di cui si dibatterà a Smau il 28 ottobre in un convegno dal titolo "Diritto d'autore e società dell'informazione: il legislatore al bivio".
L'articolo incriminato del testo di legge allo studio in questi giorni presso la presidenza del Consiglio dei ministri è il 39 e prospetta una stangata senza precedenti per gli utenti di cassette audio e di compact disc da registrare. Con la nuova normativa il costo di un cd rom riscrivibile, attualmente venduto a 0,67 euro, verrebbe a costare 2 euro, con un incremento del 300 appunto appunto, mentre quello di una cassetta audio da 60 minuti, attualmente pari a 0,60 euro, salirebbe dell'80 per cento a 1,08 euro.

Il responsabile dell'aumento è presto individuato. Già oggi una parte del prezzo di qualsiasi supporto di registrazione va alla Siae sotto forma del cosiddetto "equo compenso", la quota che si ipotizza andare all'autore dei contenuti a prescindere da cosa si registri. E proprio questo "compenso", sinora molto basso, conoscerebbe con il nuovo decreto aumenti astronomici: per un cd vergine audio da 180 minuti il vecchio compenso era di 0,06 euro e adesso diventerebbe di 0,56 (con un aumento relativo del 900 per cento, con una ricaduta sul prezzo totale del 180 per cento) mentre un cd dati da 650 megabyte vedrebbe il suo compenso passare da 0,0104 euro a 0,84, con un incremento record del 8000 per cento.

"Il decreto, che recepisce la direttiva comunitaria - ha spiegato il presidente dell'Associazione sistemi e supporti multimediali italiana Alessandro Tronconi in un incontro che si è tenuto ieri a Milano - è volto a regolare il sistema dei compensi per la cosiddetta copia privata, ma prevede di fatto uno spropositato incremento dei compensi applicati sui prezzi di tutti i supporti vergini e degli apparecchi per la registrazione".

Secondo Anie (Associazione nazionale telecomunicazioni informatica ed elettronica di consumo), Asmi e Andec (Associazione nazionale distributori elettronica civile), questo decreto legislativo è da "evitare" perché appunto destinerebbe 400 milioni di euro alla Siae per ridistribuirli teoricamente (perché in molti casi che ci sia un autore è solo una presunzione) agli aventi diritto. Con il decreto, inoltre, "proseguirebbe l'attuale congiuntura economica che si rispecchia anche oggi sul comparto dell'elettronica di consumo" con cali del 3,5 per cento e dell'8 per cento nel settore dell'informatica. Secondo Tronconi, "l'estensione del sistema dell'equo compenso per la copia privata ai supporto informatici di registrazione introduce una prassi che di fatto non ha precedenti in Europa senza per altro contribuire a contenere l'attuale tasso di pirateria".

Con una mossa sorprendente (dal momento che il più delle volte le copie sui cd vergini fanno sì che non si compri l'originale) alla protesta dei rappresentanti dei distributori di elettronica ed informatica si è aggiunta anche la Business software alliance, da sempre in prima fila nella lotta contro la pirateria informatica. "Il progetto di decreto così come attualmente predisposto - ha spiegato il direttore Nicola Galtieri - contiene alcune norme in materia di equo compenso che potrebbero provocare oltre a perdite per l'industria dei produttori e contrazione degli investimenti e dell'occupazione, ingenti danni per i consumatori finali, senza produrre alcun effetto positivo sui livelli di pirateria esistenti". Galtieri ha quindi dissipato l'apparente contraddizione dal momento che la sua associazione ritiene che la "copia privata" sia "un legittimo esercizio di un diritto riconosciuto dalla normativa vigente" e che quindi non possa essere penalizzato dal decreto sull'"equo compenso".

(23 ottobre 2002)

Invia questo articolo
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl