Focus HPV per una maggiore protezione per la popolazione e ottimizzazione della gestione di spesa della sanità pubblica.

08/mar/2012 18.29.18 hpvitalia Contatta l'autore

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Da quando cinque anni fa è stata introdotta la vaccinazione contro il papillomavirus umano, le conoscenze sull’argomento sono molto aumentate, tanto in riferimento alle tante patologie correlate all’HPV, quanto in relazione alle cure e alle possibilità di prevenzione.

 

Da una visione univoca che associava la presenza del virus HPV unicamente al possibile sviluppo del cancro del collo dell’utero, tipica di quella che possiamo considerare storicamente la fase uno della lotta all’HPV, si è giunti a scoprire numerose altre patologie che possono essere correlate a questo virus sia nella popolazione femminile che in quella maschile.

Prima tra tutte, la condilomatosi; fino a qualche anno fa questa malattia a trasmissione sessuale era stata banalizzata e considerata di scarsa rilevanza, mentre le evidenze più recenti hanno portato a scoprire che si tratta della più diffusa tra maschi e femmine nel mondo. Inoltre, per la prima volta sono state valutate le pesanti conseguenze che essa comporta, sia in termini di qualità della vita per le numerose persone che ne vengono colpite, sia in termini di spesa pubblica per le cure ad essa associate. Si è insomma determinato uno scenario nuovo, all’interno del quale le evidenze cliniche ed epidemiologiche, più ricche e dettagliate, hanno portato a ridefinire alcuni criteri per le scelte di sanità pubblica. Criteri che oggi portano a identificare un nuovo trend nei paesi europei.

Proprio sulla base delle nuove evidenze, infatti, nell’ultimo scorcio del 2011, due Paesi europei hanno deciso di cambiare la valutazione dei vaccini HPV, puntando sulla qualità e completezze dell’offerta, passando dal vaccino bivalente, indicato esclusivamente verso il cancro del collo dell’utero, al vaccino quadrivalente, che oltre a essere ugualmente efficace contro il tumore, è anche indicato nella prevenzione dei condilomi genitali, tanto nelle femmine quanto nei maschi.

Nelle analisi condotte dai responsabili di sanità pubblica dei due paesi europei sono state prese in considerazione anche delle approfondite analisi di costo/beneficio, che hanno evidenziato per il vaccino quadrivalente un profilo superiore.

La scelta di cambiare vaccino nell’offerta pubblica di protezione contro l’HPV, è stata per UK e Svezia, una scelta dettata dal buonsenso, sulla base dei nuovi dati a disposizione e nell’ottica di offrire il meglio alla propria popolazione. Una scelta che, in sintesi, ha messo al primo posto il criterio della qualità e l’ampiezza della protezione offerta alla propria popolazione, senza dimenticare i criteri di efficienza di costo cui un sistema di sanità pubblica non dovrebbe mai rinunciare

Maggiore protezione per la popolazione, dunque, e ottimizzazione della gestione di spesa della sanità pubblica: la fase due della vaccinazione HPV inizia all’insegna di questo binomio.

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