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01/mag/2003 22.52.08 Luigi Sedita Contatta l'autore

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Sulla necessita' dei controlli spesso e volentieri si sorvola...ma i danni per la collettivita' sono enormi... 
Nel programma nazionale della sanita' dell'Italia dei Valori dedicheremo una voce specifica alla necessita' dell'appropriatezza e di verifica e controllo come strumenti ordinari di gestione.
A presto e cordiali saluti.
 
Luigi Sedita - Responsabile Nazionale del Dipartimento Sanita' e diritto alla salute dell'Italia dei Valori
 
 
 
 
Subject: Troppe prestazioni (improprie) i costi salgono - Lombardia - Longostrevi

L'avvocato Santagati, ex direttore generale dell'Usl 39, torna sulla motivazione della sentenza per lo scandalo delle ricette gonfiate.

«Troppe prestazioni, i costi salgono»

«Denunciai io Longostrevi, la Regione non faceva controlli»

«Parlai con Borrelli, poi cominciai a subire pressioni. Successivamente non venni confermato»
di Antonella Cremonese

«Se non avessi avviato l'indagine e se alla fine del novembre del 1996 non avessi presentato denuncia alla Procura della Repubblica, Poggi Longostrevi avrebbe continuato indisturbato la sua azione di corruzione, e gli esami diagnostici "gonfiati" avrebbero continuato ad essere pagati dalla Regione. La Regione, fino all'epoca della mia denuncia, non faceva controlli. Adesso li fa, ma sono largamente formali».

L'avvocato Giuseppe Santagati entra nel vivo della polemica che è scoppiata al Pirellone dopo che i giudici hanno depositato la sentenza, e che ieri ha dato luogo a una scenata tra l'assessore Giancarlo Abelli e il consigliere dei Verdi Carlo Monguzzi, che gli aveva chiesto di riferire in aula, «sul piano politico», circa le motivazioni della sentenza che lo ha assolto. Infatti, pur assolvendolo dall’accusa di frode fiscale, il Tribunale conferma che Abelli aveva intascato da Poggi «72.800.000 di lire per una consulenza non effettiva». Abelli ha minacciato Monguzzi di querela, e ha aggiunto: «Vedo che molti cercano di speculare sulla vicenda, come lo scarabeo stercorario che trasporta materiale poco nobile.» Avvocato Santagati, che cosa ne dice?

«Abelli era solo il presidente del partito di Formigoni, e questa non è una carica pubblica. Non era un pubblico ufficiale, non poteva essere imputato per corruzione.» La Regione, in una nota di precisazione, ricorda che «gli illeciti furono commessi a partire dalla seconda metà degli anni 80 sino al 96 e non oltre, in un periodo in cui furono altre le amministrazioni alla guida della Regione». L’attuale maggioranza si chiama fuori, in sostanza. «Vedo. Ma l’attuale maggioranza era bene al governo della Regione nel periodo in cui io avviai l’indagine amministrativa. La Regione non si era accorta di nulla.»

Intanto rivendica di aver avviato l'inchiesta. Scrive, nella sua nota: «Fu proprio la Giunta regionale insediatasi a metà del 95 a iniziare i primi controlli, e, in particolare, fu l’allora responsabile della Usl 41, a far avviare le indagini della magistratura e quindi a far scoprire la situazione e a mettervi fine". Che cosa ne dice? «Le risposte della Regione stanno distorcendo gravemente la realtà. Fui io, che ero direttore generale della Usl 39 (la Usl 41 diretta da Teofilo Andreis era solo competente per i pagamenti) ad avviare l’indagine amministrativa. Già nel 1995. La denuncia, dopo l’effettuazione delle indagini, fu da me portata alla Procura della Repubblica, il 7 novembre 1996. Parlai direttamente con Borrelli, che mi disse: "Fin quando si tratta di truffa verso lo Stato...Ma qui ci sono dichiarazioni di corruzione. Diventa di rilevanza penale." E passò tutto al giudice Raimondi. Solo per scrupolo, e in via riservata, avvisai la Usl 41 di sospendere i pagamenti al centro di medicina nucleare di Poggi Longostrevi, dati gli elementi da me raccolti a carico del titolare, con l'aiuto di due miei bravissimi collaboratori, i dottori Aniello Cusati e Tiziana Zugliani. Delle indagini e della denuncia informai la Regione solo a "cose fatte", per così dire.» Perché? «Non mi faccia rispondere.»

In quel periodo, lei subì pressioni e interferenze? «Le subimmo tutti. A me telefonò un politico ex democristiano, chiedendomi di incontrare Poggi Longostrevi. Rifiutai». Poi che cosa è successo? «Lo sanno tutti. Io non fui riconfermato, Aniello Cusati fu esiliato in provincia. Nei miei riguardi, al danno si aggiunse la beffa, perché un mio omonimo fu nominato direttore generale di una Asl lombarda. Mi arrivarono felicitazioni.» E adesso, come vede la situazione? «Vedo che la legge 31 della Regione Lombardia è fallita, perché è stata gestita malissimo. Era tale da richiedere un forte controllo dal centro, ma non è stato così. Una legge basata sui Drg e sulla concorrenza tra pubblico e privato deve essere controllata per verificare l’appropriatezza delle prestazioni, ma questo non è stato fatto. Dal 1995 ad oggi la spesa sanitaria della Regione Lombardia è passata da 14mila a 24mila miliardi di lire. Una cosa inspiegabile, se non è successo qualcosa.» Che cosa? «Che la spesa è salita alle stelle perché i controlli sono stati puramente formali. Mi ha detto un medico: "Si entra per fare un intervento ortopedico, e si esce che si è fatto di tutto, perfino la visita dermatologica..." Così nel bilancio si è spalancato un abisso. » E quindi la Regione sta tagliando... E' l'ultimo sviluppo. Il "tetto" stabilito alle strutture, e non alle attività produttive. Un sistema bolscevico.»  16.04.2003 Corriere Milano

( http://www.osservatoriosullalegalita.org/oss2003/articoli/santagati.htm )


 

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