Fw: Messaggio dal Movimento Antonio Di Pietro - CONTRO L'IMMUNITA' DI BERLUSCONI PREPARIAMOCI AL REFERENDUM

07/mag/2003 04.48.50 Luigi Sedita Contatta l'autore

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From: "Antonio Di Pietro"
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Sent: Monday, May 05, 2003 6:25 PM
Subject: Messaggio dal Movimento Antonio Di Pietro




CONTRO L'IMMUNITA' DI BERLUSCONI PREPARIAMOCI AL REFERENDUM

Era prevedibile che Berlusconi, per sfuggire ai giudici e ai processi che
lo vedono imputato, ricorresse all'ennesimo escamotage. E così, dopo aver
tentato inutilmente di salvare l'amico Cesare Previti dalla condanna del
tribunale di Milano, utilizzando diversi strumenti, tra cui l'ormai
famigerata Legge Cirami, adesso ha tirato fuori dal cappello un altro
stratagemma, ovvero l'immunità parlamentare. Questo istituto,
originariamente previsto dall'articolo 68 della nostra Costituzione, è stato
ampiamente ridimensionato dalla legge di riforma costituzionale del 28
ottobre 1993, emanata in pieno clima "Mani pulite", votata in massa dai
partiti al governo e da quelli all'opposizione, e accolta con soddisfazione
dai cittadini.
L'attuale art. 68 Cost. si differenzia dal precedente in quanto adesso i
parlamentari possono essere sottoposti a procedimento penale senza che
occorra l'autorizzazione della camera di appartenenza. In altre parole,
mentre in precedenza un parlamentare, grazie al voto dei suoi colleghi che
negavano l'autorizzazione, poteva sottrarsi ai giudizi penali che lo
vedevano coinvolto, adesso nessuno può più fare appello a questo sistema.
Da tempo Berlusconi & Co. chiedono a gran voce che venga ripristinata
l'immunità parlamentare. Risulta però evidente che ricorrere a una legge di
riforma costituzionale per reintrodurre tout court l'istituto nella sua
forma originaria, comporterebbe dei tempi troppo lunghi. Inoltre, il
ripristino della stessa norma abolita dieci anni fa potrebbe condurre alla
netta opposizione della società civile.
La soluzione è apparsa allora il cd. "Lodo Maccanico": si tratta di una
proposta avanzata mesi fa dal Senatore della Margherita che prevede la
sospensione dei processi per le alte cariche dello Stato, ovvero Presidente
della Repubblica, Presidenti di Camera e Senato, e, dulcis in fundo,
Presidente del Consiglio dei ministri. Come dire: salvare capra e cavoli! Se
le Camere approvassero questa legge, che certamente non avrebbe i tempi di
una legge di riforma costituzionale, il nostro Premier eviterebbe di
sottoporsi ai processi penali fino a quando ricoprirà l'attuale carica. Nel
frattempo, l'attuale maggioranza potrebbe creare un'altra legge ad hoc per
fare in modo che anche dopo la parentesi politica, Berlusconi goda del
privilegio dell'immunità.
Per evitare che ciò accada, in queste ultime ore ho invitato il Senatore
Maccanico a dissociarsi apertamente e pubblicamente dalla proposta che egli
stesso ha fatto. Infatti, se il Senatore della Margherita non prenderà le
distanze da questa proposta, il centro-destra continuerà a
strumentalizzarla, attribuendo al centro-sinistra lo strumento per evitare
l'eventuale condanna del Premier. La verità è che Berlusconi, con i numeri
di cui gode nelle due Camere, può fare qualunque legge a suo uso e consumo:
se a suo tempo la proposta Maccanico non venne accettata, fu perché la Legge
Cirami appariva più utile all'esigenza del momento, ovvero salvare Previti
dalla sentenza di Milano. Adesso, invece, tocca a Berlusconi in persona
trovare lo strumento più utile per salvare sé stesso, e il Lodo Meccanico è
proprio quello che gli serve.
Per quanto riguarda l'Italia dei Valori, posso dire ironicamente che, una
volta tanto, anzi per la prima volta nella mia vita, sono paradossalmente
d'accordo con Berlusconi e con la sua idea di fare una legge per garantire
la sua immunità. Infatti finalmente il Capo del Governo ha deciso di giocare
a carte scoperte e ora sta mostrando a tutti i veri motivi che lo hanno
spinto a entrare in politica, a "scendere in campo", come lui stesso dice.
Ma il giorno dopo che verrà promulgata questa legge, noi dell'Italia dei
Valori cominceremo la raccolta delle firme per il referendum abrogativo,
così come abbiamo fatto contro la Legge Cirami. Noi dell'Italia dei Valori
accettiamo la sfida di Berlusconi e anzi lo incitiamo a non tirarsi
indietro, almeno questa volta. Vorremmo tanto che alle parole seguissero i
fatti perché non vediamo l'ora di fare questo referendum per capire e per
fare capire a lui e alla sua banda da che parte stanno i cittadini: se dalla
parte della legalità, come io credo, o da quella dell'impunità, come
Berlusconi pensa stoltamente!


Roma, 5 maggio 2003


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