GIORNALISTI MASSACRATI IN MESSICO, NE' SILENZIO NE' INDIFFERENZA

15/mag/2012 02.54.34 IP Report Contatta l'autore

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CITTÀ DEL MESSICO (MESSICO), 13 MAGGIO 2012 - «Aiutami. Mi trovo in Messico e qui stanno succedendo cose orribili. Sabato scorso a Veracruz hanno ucciso una mia collega giornalista della rivista Proceso, per la quale scrivo anch'io. Si chiama Regina Martínez. È stata strangolata a casa sua e oggi, nello stesso Stato di Veracruz, hanno trovato i corpi di altri tre giornalisti. Qui in questo articolo si dice ancora che sono due, ma proprio adesso abbiamo saputo che sono tre, e c'è anche il corpo di un'altra persona, ma ancora non sappiamo se sia un giornalista. In questo articolo dicono che prima di essere uccisi questi giornalisti sono stati torturati e mutilati. In questo Stato, governato dal dicembre del 2010 da Javier Duarte, sono stati uccisi almeno 11 giornalisti. Undici nell'arco di un anno e mezzo. Le vittime sono Miguel Ángel López Velasco, suo figlio, fotoreporter Miguel López Solana; Yolanda Ordaz, Noel López Olguin, Regina Martínez Pérez. Oltre i tre di oggi. Aiutami a farlo sapere. Spero che tu possa diffondere la notizia sul sito di Ossigeno. Appena tornerò in Italia ne riparleremo». Questo è l'appello arrivato ad Alberto Spampinato, direttore e fondatore di Ossigeno per l'informazione, l'osservatorio sui cronisti minacciati e sulle notizie oscurate con la violenza. Ad inviarlo Cynthia Rodriguez, giornalista messicana dal 2006 in Italia come corrispondente della rivista Proceso.

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