«SAFILO RIPORTI IN VENETO PRODUZIONI DALL'ESTERO». Di Marco de' Francesco

Perché l'aria si tagliava col coltello, tra i 900 lavoratori in corteo e a presidio della trattativa in corso, dalle 14, tra azienda e sindacati.

Persone Nicola Brancher, Marco de' Francesco
Luoghi Padova, Belluno, Longarone, Santa Maria di Sala, provincia di Belluno, provincia di Venezia
Organizzazioni CISL
Argomenti politica, sindacati, lavoro

22/mag/2012 17.42.10 IP Report Contatta l'autore

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PADOVA - «E noi femo che?». Uno degli slogan che campeggiavano ieri a Padova davanti allaSafilo. Dal dialetto bellunese, si può liberamente tradurre in: «E adesso che facciamo? ». Perché l'aria si tagliava col coltello, tra i 900 lavoratori in corteo e a presidio della trattativa in corso, dalle 14, tra azienda e sindacati. Un altro era meno caritatevole: «Se veniamo su, ve le suoniamo ». Con tante note di corredo, però. «La preoccupazione - ha affermato Nicola Brancher della Femca-Cisl di Belluno - è fortissima; come la tensione. E anzi, dalla paura alla disperazione la strada è breve ». Comunque sia, ieri non c'erano solo padovani; ma anzi circa 200 dipendenti da Longarone (Belluno, 4 pullman) e 200 da Santa Maria di Sala (Venezia, 4 pullman). D'altra parte, l'annuncio- choc dell'11 maggio, quei mille esuberi necessari, secondo l'azienda, per rimettere i conti a posto dopo la perdita della licenza Armani (novembre 2011), riguarda lo stabilimento di Padova «solo» per un centinaio di lavoratori (su 800); perdite più consistenti si verificherebbero a Longarone (550 su 1.200) e a Santa Maria di Sala (350 su 800).

CONTINUA

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