Legge 40/2004 sulla procreazione assistita: ancora un ricorso.

Legge 40/2004 sulla procreazione assistita: ancora un ricorso..

Luoghi Italia, Firenze, Napoli, Milano, Catania
Argomenti diritto, medicina, legislazione, diritto pubblico e amministrativo

29/mag/2012 10.52.52 Giulia Pirozzi Contatta l'autore

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Già i tribunali di Catania e Firenze si erano espressi in merito all'incostituzionalità della legge che regola la procreazione medicalmente assistita in Italia. Un nuovo ricorso arriva ora dal tribunale di Milano. Ma quali sono i principi intaccati dalla legge 40/2004?

 

La procreazione medicalmente assistita in Italia è regolata dalla legge 40/2004, spesso al centro di dibattiti dal momento che, impedendo la fecondazione eterologa e limitando la crioconservazione degli embrioni, pone di fatto una serie di limiti alla fecondazione assistita e alla ricerca.

 

Qualche tempo fa già i giudici di Catania e Firenze si erano espressi in merito all'illegittimità costituzionale della legge 40/2004. Oggi tocca al tribunale di Milano.

Nello specifico il tribunale mette in discussione l’articolo 4 della legge. Dopo avere stabilito che «il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione» l'art. aggiunge che «è vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo».

 

Ma quali sono i principi costituzionali intaccati dalla legge 40?

 

Secondo il tribunale di Milano, la norma che vieta il ricorso alla fecondazione eterologa «rischia di non tutelare l'integrità fisica e psichica delle coppie in cui uno dei due componenti non presenta gameti idonei a concepire un embrione» e di violare «il principio dell'eguaglianza giuridica» in quanto sarebbero «trattate in modo opposto coppie con limiti di procreazione, risultando differenziate solo in virtù del tipo di patologia che affligge l'uno e l'altro dei coniugi».

Lo Stato dovrebbe, quindi, intervenire al fine di
favorire il diritto alla procreazione e il progresso scientifico. Solo così sarà possibile ridurre il numero di coppie che espatriano all’estero con la speranza di avere un figlio: il nostro paese vanta, per di più, la presenza di importanti strutture mediche all’avanguardia nella ricerca e nell’applicazione delle tecniche di PMA. Tra questi, il Centro Chemis di Napoli, presidio sanitario specializzato in procreazione medicalmente assistita. Un’equipe di specialisti nazionali ed internazionali, una dedizione totale ai pazienti e un costante aggiornamento scientifico, hanno reso il centro punto di riferimento per tante coppie in difficoltà.

 Per saperne di più sulle prestazioni offerte dal Centro: www.centrochemis.it


 

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