[COMUNICATO STAMPA] Mele al piombo, grazie ai cacciatori

I frutti risultano essere impallinati dai piombini delle cartucce usate dai cacciatori, i quali, ancora una volta, dimostrano il totale spregio non solo della normativa vigente in materia venatoria, ma anche del lavoro dei produttori agricoli e ancor piu' della salute degli ignari consumatori.

13/apr/2006 19.06.11 Caccia il Cacciatore Contatta l'autore

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[COMUNICATO STAMPA]
MELE AL PIOMBO, L'ENNESIMA MALEFATTA DEI CACCIATORI
14 aprile 2006

A pi di due mesi dalla chiusura del calendario venatorio, sono ancora evidenti gli effetti della caccia: e' infatti di pochi giorni fa la notizia con cui la Coldiretti di Padova rende note le sempre piu' frequenti segnalazioni di "frutta al piombo" nel padovano, soprattutto di mele. I frutti risultano essere impallinati dai piombini delle cartucce usate dai cacciatori, i quali, ancora una volta, dimostrano il totale spregio non solo della normativa vigente in materia venatoria, ma anche del lavoro dei produttori agricoli e ancor piu' della salute degli ignari consumatori.

Denunciano i rappresentanti dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia: "Appare evidente il totale mancato rispetto delle norme che dovrebbero regolare la caccia, le quali vietano l'attivita' venatoria nelle coltivazioni, soprattutto a frutto pendente, sia per i prodotti che per l'incolumita'? dei lavoratori agricoli."

L'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia, opera da ormai due anni per contrastare la pratica venatoria per la sua pericolosita' per l'incolumita' pubblica e le tante situazioni di disagio e di disturbo che questa comporta a molte famiglie che abitano e lavorano in campagna o che amano trascorrervi il tempo libero.

I cacciatori non solo non rispettano le distanze di sicurezza dalle strade e dalle case ma sono responsabili dell'inquinamento dei terreni delle campagne italiane che sono diventate delle "spugne" impregnate di piombo. "Tutte le coltivazioni all'interno degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) dovrebbero essere sottoposte ad analisi del terreno, dato l'enorme impatto nocivo dell'attivita' venatoria" suggerisce l'Associzione Italiana Familiari e Vittime della Caccia.

Ogni cartuccia ha in media 30 grammi di piombo e ogni anno i cacciatori riversano in natura circa 25.000 tonnellate di questo tossico metallo, che provoca in molte specie selvatiche il fenomeno del "saturnismo". Per i cigni ad esempio la prima causa di morte e' l'ingestione di piombo. E' oramai noto a tutti, non solo al mondo scientifico, l'alta tossicita' del piombo: e' stato provato, ad esempio, il legame tra il piombo ingerito con l'acqua potabile e il ritardo mentale e fisico infantile. Il piombo contenuto nell'acqua o nel cibo ingerito da una donna incinta puo' attraversare la placenta e depositarsi nel cervello del feto. Circa il 90% del piombo immagazzinato nel corpo della madre puo' attraversare la placenta.

Appare quindi di una gravita' inaudita il ripetersi sistematico dell'irresponsabile atteggiamento dei cacciatori, che fanno pagare il loro "hobby" all'intera collettivita', in termini di salute, di incolumita', di spesa pubblica, di impatto ambientale e non ultimi i problemi di ordine pubblico per i loro atteggiamenti arroganti.


Campagna Caccia il Cacciatore
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