IL FILOSOFO

30/giu/2012 16.37.27 Missione della Chiesa di Scientology della Romagna Contatta l'autore

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Si potrebbe dire che i termini ‘filosofo’ e ‘filosofia’ si siano in una qualche misura annacquati da un secolo a questa parte. I nomi importanti risalgono ad epoche precedenti, e la materia in sé ha apparentemente subito una sorta di ridimensionamento, a volte viene addirittura banalizzata; al punto che un filosofo contemporaneo lo puoi trovare come opinionista in TV a commentare i fatti di cronaca o le tendenze del momento.

Ma è proprio così? La filosofia con la F maiuscola si è persa per strada? O si tratta di una stasi temporanea, in attesa che emerga qualche pensatore eccelso la cui opera prospetterà nuovi orizzonti e nuove strade da percorrere? C’è chi ritiene che oggi la filosofia sia stata soppiantata dal pensiero scientifico, o che sia rimasta stritolata dal binomio, o dicotomia, fate voi, scienza-religione. Da una parte ci sono le scoperte scientifiche e le leggi del mondo fisico, dall’altra le fedi religiose che si appellano al soprannaturale, e in mezzo non c’è niente o quasi.

Eppure … sentite cosa scriveva un noto autore soltanto una cinquantina di anni fa:

“La parola (filosofia) significa: ‘Amore, studio e ricerca della saggezza oppure della conoscenza, sia teorica che pratica, delle cose e delle loro cause’.

Tutto quel che sappiamo in materia di scienza o di religione ci viene dalla filosofia. È alla base e alla vetta di qualsiasi altra forma di conoscenza che possediamo o che utilizziamo.”

Non si può certo dire che relegasse la filosofia ad un ruolo di secondo piano! Questo autore si chiama L. Ron Hubbard ed è il fondatore di Scientology.

Le citazioni riportate provengono dal libro L. Ron Hubbard Filosofo, di recente pubblicazione come parte di una enciclopedia biografica sulle varie sfaccettature della sua poliedrica esistenza. Il volume contiene dieci articoli originali dello stesso Hubbard nei quali egli descrive l’itinerario filosofico che lo ha condotto a Dianetics e Scientology. Un cammino che era iniziato molto presto, per lui, e che lo ha portato nei luoghi e nelle culture più disparate, dalla Cina pre-rivoluzionaria degli anni ’20 alla scuola di Freud, passando per le università americane e gli studi di fisica nucleare.

Se avete l’idea del classico filosofo distaccato e contemplativo, scordatevela, perché dal libro traspare chiaramente come L. Ron Hubbard abbia vissuto e sperimentato tutto in prima persona. Per dirla con le sue parole:

“Non ho condotto un’esistenza appartata e guardo con disprezzo il saggio che non ha vissuto e l’intellettuale erudito che si rifiuta di condividere il proprio sapere.

Ci sono stati molti uomini più saggi di me, tuttavia ben pochi hanno percorso tanto cammino.”

E, per lo più, si è trattato di un cammino impervio, spesso ostacolato dai ‘poteri forti’ e da chi sentiva minacciati i propri privilegi. Ma questa non è una novità, per chi ha proposto qualcosa di ‘troppo’ innovativo, scontrandosi con l’incredulità dei molti o pestando fatalmente qualche piede importante. Hubbard ne parla ampiamente in uno degli articoli riportati sul volume, scritto nel 1966 e di cui citiamo un passo:

“A volte mi sento come un esploratore d’altri tempi che offre un balsamo a una madre pigmea per il rossore sulla pelle del suo bambino e che poi si ritrova ad essere inseguito dalla tribù spaventata per ‘aver tentato di gettare un incantesimo su di loro’.

….

Ma poi ci ricordiamo che ai filosofi è stata data la cicuta e che altri ancora, tentando di aiutare l’uomo, sono stati selvaggiamente trucidati e cominciamo a renderci conto che è un’attività pericolosa.”

Forse è per questo che al giorno d’oggi di ‘veri’ filosofi non se ne vedono molti?

Per scoprirne di più visita il sito www.lronhubbard.it

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