SECESSIONI DAL VENETO, E' SCONTRO. LE CATEGORIE: GRAVE ERRORE, CONSIGLIO ALLO SBANDO. Di Marco de' Francesco

01/lug/2012 18.00.41 IP Report Contatta l'autore

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VENEZIA – Mettere Roma con le spalle al muro. Costringere lo Stato ad occuparsi della "grana" delle Regioni (e Province) a statuto speciale, fonte di «conflitti intollerabili». L'ha spiegata così, il governatoreLuca Zaia, la vicenda del via libera di tre giorni fa di palazzo Ferro-Fini al trasferimento amministrativodi Sappada (Belluno) e Cinto Caomaggiore (Venezia) dal Veneto al Friuli Venezia Giulia. Semaforo verde che, peraltro, ha fatto infuriare i sindaci di Comuni che hanno tenuto consultazioni popolari per l'addio al Veneto anni prima di Sappada e Cinto, ma dei quali il consiglio regionale non si è mai occupato. Ora bussano alla porta delle istituzione veneziane, e si teme l'effetto valanga. Ma che ne pensano le categorie«Una delibera folle – afferma il presidente di Confturismo Veneto Marco Michielli – frutto di un momento di sbandamento del parlamentino regionale. I consiglieri non si sono neanche resi conto di cos'hanno combinato: lo scenario, a breve, è quello di un Veneto ritagliato, senza la zona del Garda, mezzo Bellunese e il territorio orientale. Hanno rimesso in moto lo "shopping istituzionale" delle regioni autonome».

 

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