UN AIUTO PER FAR RIPARTIRE L'EMILIA DOPO IL TERREMOTO. Di Marco de' Francesco

01/lug/2012 18.44.06 IP Report Contatta l'autore

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Ha colpito due volte. La prima, il 20 maggio, non se la aspettava nessuno: aveva fatto capolino, in Emilia, mezzo millennio fa. Qualche morto, i primi sfollati, le fabbriche abbattute. Ma gli emiliani, si sa, non sono fra quelli che restano con le mani in mano. Schiena dritta e mani operose, hanno cercato di rimettersi subito in corsa; di tornare alla vita normale, al lavoro, alla fabbrica. Ma proprio mentre cercavano di rialzarsi, il sisma ha sferrato i colpo ferale. Come sparare sulla Croce rossa: il 29 maggio, il terremoto ha completato l'opera. E alla fine, fra i due eventi, il bollettino di guerra si è fatto pesante: 27 vittime, 15mila sfollati e migliaia di capannoni atterrati. Peraltro, sotto scacco, tra macchinari sfondati e cumuli di calcestruzzo sbriciolato, c'è l'1% del Pil e il 2% dell'export tricolore. Di qui la mano per ripartire offerta dalle associazioni industriali del Veneto. Anche se il problema è più complicato di quanto non sembri d'acchito. C'è il guaio di fare le cose di corsa, perché quando si perde una commessa, si rischia di perdere il committente. 

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