Anche se l’articolo e’ di febbraio, e’ sempre attuale …
Cordialissimi saluti a tutti.
Luigi Sedita
SCANDALI
Tutti i trucchi per le truffe alla
Sanità. Secondo i rapporti, nel 2002 sarebbe stato
accertato un danno erariale di 200 milioni. Nel mirino: il co-marketing, l'ipotesi di
spartizione del mercato, gli aumenti ingiustificati dei prezzi. di Rossella
Cadeo |
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Non
c'è solo la Glaxo. E la tecnica del comparaggio è in buona compagnia. Le vie
per attingere allegramente ai fondi del Servizio sanitario nazionale sono
molte e accertate: false ricette stilate da medici compiacenti per aiutare
amici farmacisti a smaltire (e a farsi rimborsare) medicinali scaduti;
passaggio di ricette da assistiti in regime di esenzione ad altri; trasporti
di gruppo in centri di dialisi spacciati (e pagati) come tanti singoli
viaggi; fatture per operazioni inesistenti; apparecchiature sofisticate o
strutture specializzate lasciate inutilizzate; lavori infiniti per la
ristrutturazione di ospedali; tariffari regionali con importi per prestazioni
di gran lunga superiori a quelli previsti dal testo nazionale; impennate delle
prescrizioni per alcuni medicinali. È
quanto emerge dal consuntivo 2002-2003 sugli accertamenti condotti su tutto
il territorio italiano dalla Guardia di Finanza.
«La
Glaxo rappresenta un caso eclatante, ma non è il solo oggetto di indagine -
spiega il generale Vincenzo Suppa, capo del terzo reparto operazioni del
Comando generale -. Dal giugno 2001, con l'accorpamento dei ministeri delle
Finanze e dell'Economia, riceviamo linee e indirizzi operativi sia in materia
di polizia tributaria, agendo sul fronte delle entrate e quindi
dell'evasione, sia in materia di polizia economica, intervenendo sulle
uscite, cioè su sprechi, malversazioni e spese indebite. E uno dei versanti
sui quali abbiamo focalizzato i reparti territoriali è quello della spesa
sanitaria pubblica».
E
sono molti i filoni illegali o per lo meno sospetti emersi dai controlli,
oltre al bubbone comparaggio esploso con il caso Glaxo o ai numerosi episodi
di malaffare sanitario.
Un'altra ipotesi investigativa riguarda i "patti di non belligeranza" tra società. «Da documentazione acquisita in più situazioni di indagine - prosegue Suppa - si presume che, per lo meno a livello di operatori di area, ci siano accordi per una sorta di spartizione del mercato in aree di influenza, un fenomeno che sembra emergere soprattutto nella contrattualistica con le farmacie degli ospedali».
E
ancora: si stanno raccogliendo indizi sugli incrementi ingiustificati dei
prezzi di alcuni medicinali, per verificare che non derivino semplicemente
dal loro ritiro dal mercato e la successiva reintroduzione con mere modifiche
di dosaggio o di confezionamento. «Un altro fronte è quello dei medicinali
generici - osserva Suppa -. Hanno lo stesso effetto della specialità, eppure
le prescrizioni sono ancora insufficienti rispetto ai quantitativi
prevedibili». E avrebbero il benefico effetto di una minore incidenza sulla
spesa sanitaria. Che intanto continua a crescere al ritmo del 7% all'anno. Il Sole 24 ore sanita' 17 febbraio 2003 |