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protocolli d'intesa in base ai quali ci vengono segnalate eventuali anomalie

11/giu/2003 03.53.44 Luigi Sedita Contatta l'autore

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Anche se l’articolo e’ di febbraio, e’ sempre attuale …

Cordialissimi saluti a tutti.

 

Luigi Sedita

 

SCANDALI

 

Tutti i trucchi per le truffe alla Sanità.

 

Secondo i  rapporti, nel 2002 sarebbe stato accertato un danno erariale di 200 milioni.

Nel mirino: il co-marketing, l'ipotesi di spartizione del mercato, gli aumenti ingiustificati dei prezzi.

di Rossella Cadeo

 

Non c'è solo la Glaxo. E la tecnica del comparaggio è in buona compagnia. Le vie per attingere allegramente ai fondi del Servizio sanitario nazionale sono molte e accertate: false ricette stilate da medici compiacenti per aiutare amici farmacisti a smaltire (e a farsi rimborsare) medicinali scaduti; passaggio di ricette da assistiti in regime di esenzione ad altri; trasporti di gruppo in centri di dialisi spacciati (e pagati) come tanti singoli viaggi; fatture per operazioni inesistenti; apparecchiature sofisticate o strutture specializzate lasciate inutilizzate; lavori infiniti per la ristrutturazione di ospedali; tariffari regionali con importi per prestazioni di gran lunga superiori a quelli previsti dal testo nazionale; impennate delle prescrizioni per alcuni medicinali.

È quanto emerge dal consuntivo 2002-2003 sugli accertamenti condotti su tutto il territorio italiano dalla Guardia di Finanza.


L'azione della GdF.

«La Glaxo rappresenta un caso eclatante, ma non è il solo oggetto di indagine - spiega il generale Vincenzo Suppa, capo del terzo reparto operazioni del Comando generale -. Dal giugno 2001, con l'accorpamento dei ministeri delle Finanze e dell'Economia, riceviamo linee e indirizzi operativi sia in materia di polizia tributaria, agendo sul fronte delle entrate e quindi dell'evasione, sia in materia di polizia economica, intervenendo sulle uscite, cioè su sprechi, malversazioni e spese indebite. E uno dei versanti sui quali abbiamo focalizzato i reparti territoriali è quello della spesa sanitaria pubblica».
Due le linee di azione: verifiche in aziende farmaceutiche di rilievo nazionale e internazionale (nel 2002 ne sono state compiute oltre 194, proponendo recuperi a tassazione di redditi imponibili per oltre 200 milioni di €); individuazione di episodi di sprechi negli uffici sanitari. «C'è molta collaborazione da parte delle strutture di controllo interno della Pubblica amministrazione e delle Asl - continua Suppa -. Con alcune stiamo stipulando protocolli d'intesa in base ai quali ci vengono segnalate eventuali anomalie nella loro filiera di spese».
L'azione ispettiva su cui si è concentrata dal 2002 la Guardia di Finanza si è avvalsa di un'attività di intelligence, anche internazionale: informazioni acquisite informalmente grazie ai contatti con colleghi della Ue, incroci di banche dati, controlli occulti sul territorio, pedinamenti.


Il co-marketing.

E sono molti i filoni illegali o per lo meno sospetti emersi dai controlli, oltre al bubbone comparaggio esploso con il caso Glaxo o ai numerosi episodi di malaffare sanitario.
Tra questi il sistema commerciale del co-marketing. «In Italia proliferano i medicinali con identici principi attivi, cioè gli stessi effetti - spiega Suppa -. Nulla da eccepire sinché sono il frutto di ricerca di case farmaceutiche diverse. Talvolta però si tratta di un'unica azienda che - con un identico principio attivo, ma con collanti e nomi diversi - realizza prodotti uguali e li cede a società in qualche modo controllate: così mette in circolazione più prodotti e attenua il rischio che si individui, a monte, l'eventuale attività di sollecitazione del mercato. Inoltre, diversificando i prezzi di questi medicinali "uguali" e tenendo alto quello di alcuni, può penetrare il mercato con quelli di prezzo inferiore».


Spartizione del mercato.

Un'altra ipotesi investigativa riguarda i "patti di non belligeranza" tra società. «Da documentazione acquisita in più situazioni di indagine - prosegue Suppa - si presume che, per lo meno a livello di operatori di area, ci siano accordi per una sorta di spartizione del mercato in aree di influenza, un fenomeno che sembra emergere soprattutto nella contrattualistica con le farmacie degli ospedali».


Prezzi e medicinali generici.

E ancora: si stanno raccogliendo indizi sugli incrementi ingiustificati dei prezzi di alcuni medicinali, per verificare che non derivino semplicemente dal loro ritiro dal mercato e la successiva reintroduzione con mere modifiche di dosaggio o di confezionamento. «Un altro fronte è quello dei medicinali generici - osserva Suppa -. Hanno lo stesso effetto della specialità, eppure le prescrizioni sono ancora insufficienti rispetto ai quantitativi prevedibili». E avrebbero il benefico effetto di una minore incidenza sulla spesa sanitaria. Che intanto continua a crescere al ritmo del 7% all'anno.

Il Sole 24 ore sanita' 17 febbraio 2003

 

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