11/06/2003 06:22 Luigi Sedita
Nel silenzio complice di un establishment per cui le
regole sono ormai un optional e contano solo i rapporti di forza, Silvio
Berlusconi sta deformando i canoni del nostro sistema, per sopravvivere
politicamente. Nessuno minaccia la sua maggioranza, se non il suo stesso
passato. Per impedire che venga svelato e giudicato da un Tribunale della
Repubblica il Cavaliere cambia le regole del gioco mentre la partita è in corso
e si regala l'impunità con il Lodo Maccanico. Poi minaccia gli alleati riottosi
e promette una nuova guerra tra politica e magistratura, perché deve conquistare
l'immunità per tutti, e in particolare per Cesare Previti.
C'è un punto
che deve essere chiaro. Sulle guarentigie per le più alte cariche della
Repubblica nelle forme e nei modi dovuti si può discutere e anche convenire,
dopo un dibattito trasparente, condotto in nome dell'interesse generale. Ciò che
non è accettabile, è ciò che sta avvenendo. Un imputato per reati gravissimi
compiuti ben prima della sua stagione politica, mentre il processo è in corso ed
è anzi alla vigilia della sentenza usa strumentalmente la maggioranza
parlamentare che guida come presidente del Consiglio, e si costruisce con le sue
stesse mani un salvacondotto personale ed immediato, per sfuggire al Tribunale
che lo sta giudicando.
E' qualcosa di
inconcepibile in uno Stato liberale, inaccettabile in uno Stato di diritto,
mortificante in uno Stato democratico. Non è una norma, come si dice mentendo,
per salvaguardare il Presidente del Consiglio durante il semestre europeo: è più
miseramente una scappatoia per liberare un imputato dal suo giudice. Dei due
personaggi che il Cavaliere incarna in questa triste vicenda, il Premier
Berlusconi viene immiserito a strumento di un imputato, che lo costringe a
modificare le leggi su misura della sua disperazione. Mentre l'imputato
Berlusconi viene innalzato al rango di cittadino disuguale rispetto a tutti gli
altri, perché la politica che lui controlla come un padrone è pronta a
costruirgli leggi su misura per sfuggire alle sentenze. Come si vede, non è
questione di destra o di sinistra, né tantomeno di giacobinismo o di garantismo,
ma di regole liberali. Semplicemente, in Italia la legge non è più uguale per
tutti. Per questo, anche se molti tacciono in un Paese assuefatto, noi non ci
stiamo. In Italia non ci sarà un regime, come ci ammoniscono autorevoli
colleghi. Ma quel che accade ci basta, per dire che non vogliamo essere
complici.
(6 giugno 2003) da La
Repubblica
**************************************************************************************************
SCHEDA
Immunità, come funziona in Usa e in
Europa
ECCO cosa prevede al legislazione di Usa, Gran Bregana,
Francia e Germania in materia di immunità per chi siede in parlamento o fa parte
del governo.
Gran Bretagna, attenuate le protezioni. Si prevede
l'immunità per gli atti parlamentari e i voti espressi fin dal 1689. Una storia
lunghissima confermata dalla prassi parlamentare e dalle convenzioni
costituzionali. Nel passato il divieto di intrusione nella sfera parlamentare
era tanto assoluto che non si poteva accedere neanche ai lavori preparatori per
procedere all'interpretazione legislativa. Una rigidità superata all'inizio
degli Anni '90, da quando cioè si permette la citazione in giudizio del
parlamentare per le cause di diffamazione, e per estensione anche per altri
reati comuni. I parlamentari non possono comunque essere arrestati, ma sono
sottoposti a i poteri sanzionatori della Camera di appartenenza. La regina è
insindacabile e gode di immunità assoluta. Non è così per i membri del governo
che possono essere chiamati a rispondere civilmente e penalmente anche degli
atti compiuti nell'esercizio delle loro funzioni.
Francia, per i ministri niente
barriera. La Costituzione francese prevede, nell'articolo 26, che un
parlamentare non è responsabile "per opinioni o voti espressi nell'esercizio
delle sue funzioni". L'immunità vale sia in sede civile sia in sede penale. Sono
esclusi però tutti gli atti e le dichiarazioni che non hanno un nesso diretto
con l'attività parlamentare. Dunque non sono coperti dall'immunità articoli sui
giornali, dichiarazioni fatte in riunioni private o pubbliche. Restano fuori
dall'immunità anche atti compiuti per incarico del governo. Non è necessaria
autorizzazione della Camera per l'esercizio dell'azione penale - modifica
costituzionale del 1995 - ma l'assemblea può sospenderla, come per l'arresto,
per la sessione in corso. Il presidente della Repubblica è totalmente
irresponsabile, ma Chirac ha creato una commissione ad hoc per studiare
modifiche. I ministri possono essere indagati qualsiasi
momento.
Germania, politici uguali ai funzionari. A Berlino i
parlamentari godono dell'immunità per tutto quello che fanno nella loro veste di
deputati. Non possono essere arrestati o privati in altro modo della libertà
senza l'autorizzazione del Bundestag. E il Bundestag si deve pronunciare anche
in merito ad ogni procedimento penale che interessi un parlamentare. Il
Cancelliere e i suoi ministri sono sottoposti alla normativa generale dei
funzionari pubblici. Per i loro atti di governo non godono quindi di immunità,
ma sono sottoposti al diritto comune dei funzionari. E per gli atti estranei
all'attività di governo non godono di alcuna forma di immunità. Il presidente
della Repubblica tedesca è perseguibile solo per violazione premeditata della
Legge Fondamentale. Neanche i giudici della Corte costituzionale godono di
immunità e anche loro sono sottoposti al regime dei dipendenti
pubblici.
Usa, comitati etici per gli eletti. Gli Stati Uniti
prevedono l'immunità per tutti i voti e le dichiarazioni politiche dei
parlamentari. Senatori e deputati non possono essere quindi arrestati a meno che
per "alto tradimento, reato grave e violazione dell'ordine pubblico". I
parlamentari possono essere però perseguiti dai comitati etici di Camera dei
rappresentanti e Senato per violazione dei codici etici dei due rami del
Congresso. La Costituzione americana non prevede immunità particolare per il
presidente e gli altri membri del governo. La Corte suprema ha stabilito però
che il presidente gode di un'ampia immunità funzionale legata alla sua doppia
carica di capo dello Stato e di capo dell'esecutivo. Nonostante questo negli
ultimi 30 anni magistrati e autorità indipendenti hanno aperto inchieste contro
i presidenti Nixon, costretto poi alle dimissioni per il Watergate, Reagan e
Clinton.
(14 maggio 2003) da La
Repubblica
----
Email.it, the professional e-mail, gratis per te: clicca qui
Sponsor:
Ti piace la musica Jazz? Ti offriamo 5 CD a 25,01 Euro!
Clicca qui