DICHIARAZIONE DI PARIGI - 19 GIUGNO 2003 - APPELLO PER COMBATTERE LA CORRUZIONE

12/giu/2003 20.50.10 Luigi Sedita Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Combattere la grande corruzione é la premessa di ogni autentica azione
politica. Bisogna ripristinare la fiducia nell'élite politica e economica.
Nell'ora della globalizzazione, la responsabilità di coloro che ci dirigono
é immensa. Questa deve essere al di sopra di ogni sospetto, per garantire un
libero mercato in una democrazia liberale.
(Ri)cominciamo dall'Europa, visto che in Italia siamo tornati all'anno
"zero".


ANTONIO DI PIETRO - Presidente Italia dei Valori
(www.antoniodipietro.it)




> Insieme con Di Pietro
> ------------------------------------------------------------------
>
>
> DICHIARAZIONE DI PARIGI - 19 GIUGNO 2003
> APPELLO PER COMBATTERE LA CORRUZIONE
>
> Cari amici,
>
> nel mentre in Italia procede alacremente il progetto berlusconiano di
destabilizzazione del sistema giudiziario e di creazione di aree di
impunita' per i potenti (per lui ed i suoi amici in particolare), nel resto
d'Europa si comincia finalmente a prendere coscienza degli effetti
devastanti - per la democrazia e per l'economia - della grande corruzione e
dei monopoli senza controlli e senza trasparenza e si studia quali
contromisure prendere.
> Segnalo al riguardo, l'iniziativa posta in essere da diverse personalità
che molto si sono attivate nel mondo nella lotta anti-corruzione in questi
anni.
> Esse - e tra loro, per quel poco che puo' valere, ho avuto l'onore di
esservi annoverato anch'io - hanno deciso di dare voce alla "Dichiarazione
di Parigi" che espone alcune misure pratiche cruciali da realizzare per
combattere seriamente il malaffare politico-affaristico e la corruzione nel
mondo.
> L'appello sara' da noi presentato il prossimo 19 giugno alla Sorbona di
Parigi in un incontro organizzato da Eva Joly (consulente per il governo
norvegese nella lotta contro la corruzione e per 20 anni magistrato in
Francia, ove ha dato avvio alla famosa inchiesta sui fondi neri della
compagnia petrolifera ELF).
> Fra gli altri, hanno sottoscritto l'appello Transparency International
(organismo indipendente sovvenzionato dall'ONU) ed - in ordine alfabetico:
> Lloyd Axworthy, North South Institute's Peace Award, Canada;
> Cherif Bassiouni, President of the International Institute of Higher
Studies in Criminal Sciences, Egypt;
> Melanie Delloye-Betancourt, daughter of Bettancourt, FARC- hostage,
Colombia;
> Bernard Bertossa, former Attorney General, Geneva, Switzerland;
> Francesco Saverio Borrelli, former Chief Prosecutor, Milan, Italy;
> Antonio Cassese, former President of the International Tribunal Court,
Italy;
> Arthur Chaskalson, Chief Justice, South Africa;
> David M.Crane, Chef Prosecutor of the Special Court for Sierra Leone,
U.S.A.;
> Peter Eigen, President of Transparency International, Germany;
> Antonio Di Pietro, Member of the European Parliament-, Ex P.M. Italy;
> Baltazar Garzon, Examining magistrate, Spain;
> John Githongo, Special adviser to the President, Kenya;
> Hanne Sophie Greve, Judge, (European Court of Human Rights), Norway;
> Richard Goldstone, Justice of the Constitutional Court, South Africa;
> Xanana Gusmao, President of the Republic of East-Timor;
> Juan Guzman, Judge, Appeal Court, Chile;
> Jürgen Habermas, Philosopher, Germany;
> Frantisek Janouch, nuclear Physicist, Founder of "Charter 77", Czech
Republic;
> Pius N'Jawé, Journalist, Le Messager, Cameroon;
> Eva Joly, Special adviser, Norway;
> Nelson Mandela, Nobel Peace Prize, South Africa;
> John Charles Polanyi, Nobel Prize in chemistry, Canada;
> Mary Robinson, former U.N. High Commissioner for Human Rights, Ireland;
> Aung San Suu Kyi, Nobel Peace Prize, Burma;
> Amartya Sen, Nobel Prize in Economy, India;
> Wole Soyinka, Nobel Prize in Literature, Nigeria;
> Elliot Spitzer, public prosecutor, United States;
> Joseph E. Stiglitz, Nobel Prize in Economy, United States;
>
> L'appello nasce dalla nostra esperienza personale per esserci in tutti
questi anni occupati del problema e per averne quindi una conoscenza
diretta. Noi riteniamo che l'esplosione dei mercati aperti abbia favorito
pratiche di corruzione e di appropriazioni che si sono sviluppati in modo
inquietante al punto da invadere interi settori dell'economia. Le attività
più sensibili sono risultati essere quelle dell'energia, delle grandi opere,
degli armamenti dello sfruttamento delle risorse minerarie. Su questi
mercati di interesse nazionale ed internazionale, alcune grandi società
hanno inserito la corruzione come mezzo di azione privilegiato. In questo
modo, diverse migliaia di decisioni nel mondo sono prese evadendo ogni
controllo ed in chiaro conflitto rispetto agli interessi generali della
collettivita' e delle stesse imprese (specie quelle ad azionariato diffuso).
La grande corruzione é un'ingiustizia in quanto rompe la fiducia necessaria
alla vita economica.
> Dal momento che a volte essa arriva al cuore stesso del potere, la grande
corruzione mina le vecchie democrazie occidentali ed ostacola lo sviluppo
dei paesi poveri e la loro libertà politica.
> Nel momento in cui la globalizzazione ha permesso la libera circolazione
dei capitali, le "Giustizie finanziarie" restano intrappolate all'interno di
frontiere che ormai non esistono più per i delinquenti. La sovranità di
certi "Stati bancari" (o "Stati canaglia" come vengono piu' comunemente
chiamati) protegge in maniera deliberata ed interessata l'opacità dei flussi
criminali.
> Le regole che - con il nostro appello di Parigi - proponiamo per
ristabilire un maggiore equilibrio nella lotta alla criminalita' economica
istituzionale sono:
>
> 1. Per facilitare le inchieste:
> - l'interdizione per le banche di aprire filiali o di accettare fondi
provenienti da paesi che rifiutano, o applicano in modo puramente virtuale,
la cooperazione giudiziaria internazionale;
> - l'obbligo per tutti i sistemi di trasferimento di fondi o valori, ivi
comprese le camere di compensazione internazionale, di organizzare una
tracciabilità totale dei flussi finanziari, per un'identificazione precisa
dei beneficiari e dei mandanti d'ordine, in modo tale che, in caso di
inchieste penali, le autorità giudiziarie possano risalire all'insieme delle
operazioni sospette;
> - la soppressione dei ricorsi dilatori contro la trasmissione di prove
alle giurisdizioni straniere;
> - la sospensione dell'automatismo delle immunità diplomatiche e
parlamentari quando trattasi di inchieste in materia di reati finanziari,
societari e contro la Pubblica Amministrazione (con previsione, semmai, di
un organismo indipendente per giudicare sulla eventuale concessione di tali
immunita');
>
> 2. Per poter contrastare efficacemente gli arricchimenti illeciti:
> - la interdizione dai pubblici uffici e dalle attivita' di impresa nei
casi di conclamato "arricchimento indebito", quando cioe' dalle indagini
emerge che esiste uno scarto enorme non giustificabile e non giustificato
tra il modo di vita di taluno e le risorse ufficiali da lui dichiarate;
> - la previsione di una aggravante specifica nei casi di "grande
corruzione" (applicabile ad esempio per spostamenti di denaro superiori a
10 milioni di euro) tale da comportare una pena similare a quelle previste
contro l'attentato ad interessi fondamentale della nazione.
>
> 3. Per evitare la grande corruzione:
> - l'obbligo per le società di consolidare geograficamente i loro conti,
paese per paese, affinché siano trasparenti le loro risorse ufficiali e sia
possibile quantificare e qualificare le loro operazioni commerciali;
> - la competenza data all'Autorita' giudiziaria del paese dove é stabilita
la sede sociale delle società multinazionali quando una delle loro filiali
all'estero é sospetta di un reato societario o contro la Pubblica
Amministrazione ed il paese dove e' stato commesso il reato non puo' o non
gradisce iniziare o proseguire le indagini;
> - la realizzazione di una "auditing bancario" - ovvero di una "anagrafe
tributaria" - per i dirigenti politici e finanziari (e del loro entourage
familiare e lavorativo). Ci riferiamo ai dirigenti occupanti posti
strategici nel Governo, nell'Alta Amministrazione e nella direzione di
imprese private di grandi dimensioni operanti in settori cosiddetti "a
rischio". In particolare e' necessario che i portafogli dei titoli ed i
conti bancari delle suddette persone e quelle dei loro fiduciari aperti nel
paese o all'estero, siano sottoposti ad un a procedura d'allerta in
occasione di ogni movimento importante, con l'instaurazione di un obbligo
penale di segnalazione degli stessi da parte dei quadri bancari e dei
gestori di titoli.
>
> Combattere la grande corruzione é la premessa di ogni autentica azione
politica. Bisogna ripristinare la fiducia nell'élite politica e economica.
Nell'ora della globalizzazione, la responsabilità di coloro che ci dirigono
é immensa. Questa deve essere al di sopra di ogni sospetto, per garantire un
libero mercato in una democrazia liberale.
> (Ri)cominciamo dall'Europa, visto che in Italia siamo tornati all'anno
"zero".
>
>
> ANTONIO DI PIETRO - Presidente Italia dei Valori
> (www.antoniodipietro.it)
>
>
>
> ------------------------------------------------------------------
> Per cancellarsi da questa newsletter :
www.antoniodipietro.it/newsletter_delete.php
>
> Sito internet : www.antoniodipietro.it
>
> Via Milano 14 - 21052 Busto Arsizio (VA)
> Tel. 0331/624412 - Fax 0331/624783
> Via dei Prefetti 17 - 00186 Roma
>
> Tel. 06/6840721 - Fax 06/68132711
>
> segreteria@antoniodipietro.it
> italiadeivalori@antoniodipietro.it
>
>
>




--
Email.it, the professional e-mail, gratis per te: http://www.email.it/f

Sponsor:
Chiacchiera, incontra, ama. Solo su Meetic.it, il sito n.1 di incontri.
Clicca qui: http://adv.email.it/cgi-bin/foclick.cgi?mid=1574&d=12-6

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl