Notizie dal mondo sanitario: La fattura? Due specialisti su cinque non la fanno - Trovare un dentista in piena estate ....

27/giu/2003 05.12.10 Luigi Sedita Contatta l'autore

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Notizie dal mondo sanitario.
 
Con i miei piu' cordiali saluti.
 
Luigi Sedita
 
 
La fattura? Due specialisti su cinque non la fanno
 
Il dato proviene da un sondaggio su 1.500 famiglie realizzato da Ageing Society, che propone la "tracciabilità" delle ricette bianche
Circa il 40 per cento dei medici specialisti non fa le ricevute, sottraendo a fisco e mutue oltre 1,5 miliardi di euro in mancati introiti: il dato proviene da un sondaggio condotto per conto dell'Osservatorio della terza età Ageing Society su un campione rappresentativo di 1.500 famiglie nelle quali almeno una persona sopra i 30 anni ha effettuato una visita specialistica negli ultimi 12 mesi.
La propensione a scegliere tra lo specialista pubblico (preferito da quasi tre famiglie su cinque) e quello privato è associatoto al reddito, al grado di istruzione e alla regione di residenza. Tendenzialmente, agli studi privati si rivolge chi abita nel Centro-Nord (65%) e quanti vogliono tempi di attesa ridotti (53%). Ma al di là dei dati generali la sorpresa, o conferma, arriva dalle risposte degli intervistati sul rilascio delle ricevute.
Tra chi si è rivolto alle strutture private, il 40 per cento segnala di non aver ottenuto la ricevuta fiscale dopo la visita. Cioé ogni tre prestazioni erogate di identico ammontare, una viene fatturata per l'intero importo, un'altra riporta una cifra inferiore al pagato, di solito il'80%, mentre in oltre un terzo dei casi non viene emessa alcuna ricevuta.
Ageing Society propone quindi di "tracciare" le ricette "bianche" degli specialisti attraverso il codice personale, che dovrebbe poi essere riportato obbligatoriamente dai medici di base sui loro moduli "rosa" per la prescrizione dei farmaci. "La tracciabilità non costa niente" sottlinea il segretario generale di Ageing Society, Roberto Messina "ma ha una grande valenza dissuasiva e di controllo preventivo".
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13.6.2003
 
Internet aiuta a trovare un dentista in piena estate
Grazie a Internet, sarà più facile risolvere le emergenze dentistiche estive: l'Associazione Nazionale Dentisti Italiani (Andi) ha infatti realizzato un sito per facilitare il reperimento di un dentista nei luoghi di vacanza o nei periodi in cui le città tendono a svuotarsi.
Il servizio si chiama "Trovadentisti" e può essere consultato gratuitamente attraverso qualsiasi computer collegato a Internet all'indirizzo www.andi.it: per il momento hanno aderito 1.500 odontoiatri iscritti all'Andi, che garantiscono la copertura totale del territorio nazionale.
Cliccando sul bottone del "Trovadentisti", basterà digitare la località (con il cap) e lasciare il proprio indirizzo di posta elettronica: entro breve arriverà l'elenco degli odontoiatri più vicini, con nome e cognome, indirizzo e numero di telefono. "Una soluzione comoda, utile e veloce sia per chi si trova in villeggiatura lontano dalla propria città e quindi dal suo dentista di fiducia, sia per i turisti in vacanza nel nostro Paese" ha dichiarato il vicepresidente dell'Andi, Fabrizio Turrini.
 
26.6.2003
 
 
Negli Stati Uniti: niente controindicazioni per i condom a scuola
Le campagne condotte nelle scuole superiori per contrastare la diffusione delle malattie a trasmissione sessuale favorendo l'adozione di precauzioni con in primo piano il profilattico non hanno alcun effetto sull'età media del primo rapporto sessuale.
Per giungere a questa conclusione, e stabilire la totale infondatezza delle critiche di questo tipo mosse contro le campagne di educazione sessuale dirette agli studenti con distribuzione gratuita dei condom, c'e' voluto un ampio studio sulla popolazione studentesca del Massachusetts, condotto da Susan Blake della George Washington University e pubblicato sul numero di giugno dell'American Journal of Public Health.
Al contrario, l'età del primo rapporto completo sembra innalzarsi lievemente, e soprattutto la misura appare molto efficace: "Quando i profilattici sono disponibili nelle scuole riescono a contrastare la diffusione delle malattie a trasmissione sessuale e le gravidanze indesiderate".
 
in Italia invece
 
Il ministero ha paura del preservativo
La campagna contro l'AIDS proposta dal ministero non piace agli esperti. Colpa, forse, di una eccessiva pruderie in un campo che non ammette esitazioni

Il ministero della Salute ha preparato una campagna contro l'Aids troppo debole perché ha paura di parlare del preservativo. E'questo il pensiero dell'immunologo Fernando Aiuti, presidente dell'Anlaids, che critica la politica di Girolamo Sirchia nei confronti della prevenzione dell'Aids.
"Una campagna" afferma Aiuti "che, semmai partirà, non raggiungerà gli scopi che si prefigge. Dice che c'è l'Aids, ma non come si evita. E' come dire che c'è la sigaretta ma non dire perché e come smettere di fumare. Sono stati numerosi - continua - i miei tentativi, e anche quelli di altri infettivologi e immunologi nell'ambito della commissione Aids per introdurre nella campagna messaggi espliciti come l'uso del preservativo, l'invito a fare il test e a non scambiare le siringhe. Da quest'orecchio non ci hanno sentito. Non si vuol parlare di preservativo, di test e di droga. Inoltre sarebbe un errore fare uscire la campagna in estate, quando la gran parte degli apparecchi televisivi rimane spenta. Mi chiedo anche che fine abbiano fatto i famosi opuscoli destinati agli studenti. Li hanno ritirati perché si erano resi conto che contenevano messaggi devianti e assurdi?".
Rimane quindi un buco nero in un campo dove sarebbe fondamentale fare informazione. Chi deve ricoprire questo ruolo vacante? "Non restano che i medici" ha detto Aiuti "e soprattutto quelli di famiglia che, grazie al contatto diretto con le famiglie e gli adolescenti sono gli unici a poter raggiungere il bersaglio".
 
28.5.2003
 
La nuova rivista del practitioner (medico di medicina generale) USA dice no alla propoganda delle industrie farmaceutiche
 
Sei organizzazioni mediche statunitensi stanno per lanciare la prima rivista medica di ricerca che non accetterà pubblicità dalle case farmaceutiche. La testata, che si chiamerà "Annals of Family Medicine", ovvero annali della medicina di famiglia, sopravviverà grazie a una quota versata da ciascun membro delle organizzazioni aderenti con la tessera annuale. La pubblicità ci sarà, ma solo se non si occuperà di farmaci.
Sono ormai alcuni anni che le maggiori riviste mediche che pubblicano ricerche originali, anche le più prestigiose, si lamentano dello strapotere delle aziende farmaceutiche sia sui singoli ricercatori, che per fare i loro studi hanno bisogno di ricevere finanziamenti dai privati, sia sul destino finale delle scoperte: non è raro, infatti, che una ricerca i cui risultati non piacciono all'azienda che l'ha finanziata non veda mai la luce sui giornali specializzati.
La nuova testata, che riguarderà non a caso la medicina generale, indicata da più parti come la più a rischio di influenze dirette sgradite per il suo contatto continuo con i pazienti, spera così di aprire la strada a un nuovo modo di fare editoria medica.
L'obiettivo del direttore e della sua redazione è quello di rispondere il più concretamente possibile alle domande che si pone chi esercita giornalmente la professione di medico: come fare una diagnosi corretta, qual è il farmaco più adatto e meno costoso per curare un determinato disturbo, a quali effetti collaterali si va incontro nel corso di determinate terapie.
 
16.5.2003
 
 
Tonsille, linee-guida per l’appropriatezza della chirurgia
 
Presentate per la prima volta all’ISS le linee guida nazionali che suggeriscono quando e come asportare le tonsille

Operare le tonsille secondo criteri validi a Torino come a Potenza: questo l’obiettivo del documento di indirizzo "Appropriatezza clinica ed organizzativa degli interventi di tonsillectomia" che sarà presentato mercoledì 16 Aprile a Roma, nell’Aula Pocchiari dell’Istituto Superiore di Sanità. Il testo è stato messo a punto da un gruppo multidisciplinare coordinato dall’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio nell’ambito del Piano Nazionale delle Linee Guida coordinato dall’ISS.

Attualmente, infatti, la decisione di asportare le tonsille, uno degli interventi chirurgici fra i più frequenti nel nostro Paese soprattutto in età pediatrica (61.000 tonsillectomie eseguite nel 2000), presenta un’ampia variabilità geografica. Se in Piemonte, infatti, il tasso di operazioni chirurgiche è di 19 per 10.000 abitanti, in Basilicata invece scende a 3,5 interventi su 10.000 abitanti, con una notevole disparità tra il Nord e il Sud e, in alcuni casi, anche all’interno di una stessa area geografica. Secondo le stime fornite dal sistema informativo del Ministero della Salute, nel corso del 2000, per esempio, 16 persone su 10.000 sono state operate nella Provincia autonoma di Bolzano e 9 in quella di Trento.

Il documento costituirà un utile strumento, diretto a tutti i clinici, per suggerire, accanto agli standard di qualità clinici e organizzativi, anche quando operare e con quali tecniche, come gestire i pazienti nella fase postoperatoria per evitare effetti collaterali, come alleviare il dolore e come scegliere le forme di ricovero più adeguate.
 
14.4.2003
 
 
Un osservatorio in collaborazione con i cittadini
 
Medici e cittadini pugliesi sono stati invitati dalla Fimmg a segnalare i disagi da burocrazia: gli esempi più eloquenti finiranno in un libro bianco che i medici di famiglia presenteranno alle autorità regionali.

 Sono diverse le iniziative in cantiere per il “mese contro la burocrazia”, inaugurato ieri dai medici di famiglia della Fimmg pugliesi.
Il primo atto, chiarisce subito il segretario regionale Filippo Anelli, sarà la non applicazione delle disposizioni regionali che assegnano al mmg compiti (di controllo, principalmente) non contemplati dall’Accordo collettivo nazionale. Del resto, precisa, molti lo stanno già facendo con le norme sul delisting aprovate a novembre, norme che la Fimmg ha impugnato davanti al Tar e al Giudice del lavoro. I ricorsi partiranno presto anche per le nuove disposizioni sulla fisioterapia, che richiedono al medico azioni di controllo sui piani terapeutici prescritti dallo specialista.

La seconda azione prevede un coinvolgimento dei colleghi su tutto il territorio e degli stessi cittadini (singoli o come associazioni) per segnalre i casi più rappresentativi degli eccessi di burocrazia. In proposito la Fimmg regionale ha già disposto un modello di volantino da esibire nelle sale di attesa degli studi, che riporta fax e indirizzo e-mail della sede regionale del sindacato per le segnalazioni. Ad uso dei medici di famiglia è stato predisposto anche un modello di lettera destinata agli specialisti ospedalieri: si tratta in sintesi di un invito ad applicare l’art. 37 dell’Acn, che consente l’uso del ricettario regionale anche agli specialisti. Il sito web della Fimmg barese (http://bari.fimmg.org) riporta in questi giorni informazoni sulle iniziative in programma, oltre ai modelli del volantino e della lettera per gli specialisti.
27.2.2003
 
 
 
 

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