Il New England Medical Journal pubblica un’indagine
della Rand Corporation che ha valutato l’adesione dei medici alle linee guida
ufficiali. Gli stessi ricercatori si sono detti sorpresi della scoperta che
soltanto il 54,9% dei pazienti adulti vengono trattati secondo i protocolli dal
loro medico curante. Questo vale sia per le prescrizioni terapeutiche sia per
quanto riguarda la diagnostica, per le patologie acute e quelle croniche.
Qualche esempio: agli screening mammografici viene avviata soltanto la metà
delle pazienti per le quali vi è l’indicazione, mentre sono soltanto il 56,1%
gli ipertesi in forma lieve che vengono trattati adeguatamente. La situazione,
comunque, non è omogenea: mentre per la cataratta senile l’adesione ai
protocolli sfiora l’80%, per l’abuso di alcol ci si ferma al 10,5%. L’indagine è
stata condotta su un campione di oltre 13.000 pazienti. Un po’ scontate
conclusioni e commenti: servono sistemi informatizzati, oppure far crescere una
diversa consapevolezza e via di questo passo.
MI
- (McGlynn
et al. The Quality of Health Care Delivered to Adults in the United States. N
Engl J Med 2003;348(26):2635-2645)
Antibiotici solo quando serve
È finito il tempo dell`antibiotico al primo accenno
di raffreddore. A sancirlo le nuove linee guida emesse dall`American College of
Physicians in collaborazione con l`American Society of Internal Medicine
(ACP-ASIM). I medici, coinvolti nello studio, sostengono infatti che per la
maggior parte delle infezioni del tratto respiratorio superiore, sia
assolutamente inutile il ricorso alla terapia antibiotica, mentre risultano ben
più efficaci comuni farmaci da banco o persino gargarismi d`acqua salata.
L`abuso di antibiotici, dell`ultimo decennio in particolare, ha condotto infatti
all`antibiotico resistenza. Come comportarsi quindi? Secondo le nuove linee
guida dei due organismi americani, a fronte del 75% di prescrizioni antibiotiche
ogni anno per infezioni respiratorie acute, il ricorso a questa terapia è
opportuno solo in caso di sinusiti o mal di gola, di origine virale
accertata.
M.M.
Annals of Internal Medicine
2001;134:479-486
Internet e salute: una nuova alleanza
Nel numero del 10 gennaio di Business Week la parte
dedicata alle scienze della vita ospita un interessante articolo di Ellen
Licking relativo ai problemi della sanità statunitense ed alle loro soluzioni:
l`esaurimento dei risparmi possibili con la competizione guidata ha aperto,
infatti, la strada ad una nuova spirale di aumento dei costi sanitari, tanto che
per il 2000 si ipotizzano aumenti di spesa nell`ordine del 6/7%. La possibilità
di controllare i costi pare sempre più lontana mentre è sempre più impellente il
problema di finanziare gli aumenti previsti. Una strada per razionalizzare il
sistema è quella di restituire ai medici parte del potere decisionale perduto
negli anni della "competizione guidata". Un`altra è quella di usare intensamente
le possibilità offerte dalla "E-Health", ossia dall`uso massiccio della Rete,
che è in grado di abbattere quel 18% di costi amministrativi che da sempre
affligge la medicina d`oltreoceano. Ma l`uso della rete non si ferma qui: oltre
alla trasmissione elettronica delle ricette e delle parcelle c`è già chi sta
lavorando a veri e propri programmi di "disease management" forniti in Rete.
L`uso della Rete nel campo sanitario è un campo ancora relativamente poco
esplorato, e può costituire una risposta valida al problema di migliorare
l`efficienza dei sistemi sanitari
Busines Week 2000; - A cura di
Giulio Marcon (Coordinatore Commissione Internet Società Italiana di Medicina
Interna)
La Corte di Cassazione, sezione penale IV con sentenza n.1354, ha stabilito che l'accertamento del nesso causale tra la condotta omissiva contestata ad un medico e il decesso del paziente deve presupporre l'esatta individuazione della causa di morte del paziente stesso. Secondo la Cassazione solo nel caso in cui si è individuata con certezza la causa del decesso è possibile valutare se la condotta omessa avrebbe potuto evitare l'evento. Di conseguenza il giudice non potrà quindi porsi il problema del nesso causale se prima non ha acquisito con certezza la causa della morte.
L'ex ministro della Salute Umberto Veronesi ha delineato i
capisaldi della sanità del futuro. Innanzitutto, ha spiegato, "ci sarà una
progressiva differenziazione tra mondo della diagnostica e mondo della terapia".
Passando dal Welfare state alla Welfare community, infatti, la diagnostica dovrà
essere campo d'azione del cittadino, invitato a "sottoporsi a controlli
periodici e a opportuni programmi di screening" mentre la terapia rimarrà
compito dello Stato. Il quale dovrà però garantire alla popolazione "centri
diagnostici sotto casa", così da responsabilizzare ognuno alla prevenzione.
Rivoluzione completa anche per gli ospedali. Che, 'alleggeriti' dal peso
della diagnostica, secondo Veronesi dovranno cambiare volto, "diventando sempre
più piccoli e tecnologici, con un numero di letti ridotti a un quinto, degenze
minime e attività di formazione e ricerca". Perciò "serviranno ovviamente
strutture residenziali vicine all'ospedale, in cui trasferire il paziente dopo
due giorni di ricovero spendendo 100mila vecchie lire al giorno invece di un
milione". Strutture alberghiere che ormai sono "la norma in tutto il mondo, ma
che in Italia praticamente non esistono", ha concluso Veronesi.
Si e' consumata oggi l'ennesima beffa ai danni dei 25.000 medici specializzandi. Lo afferma, in una nota, Augusto Battaglia, capogruppo Ds in Commissione Affari sociali. "La maggioranza - spiega Battaglia - aveva concordato una mozione unitaria, che impegna il governo a mettere in bilancio le risorse per la stipula dei contratti di formazione e lavoro. Ma, al momento del voto, abbiamo assistito all'ennesimo voltafaccia: il governo non si e' presentato in Aula, la maggioranza ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno e poi ha fatto venir meno il numero legale. E' sempre più evidente - commenta - che la Casa delle libertà non e' più in grado di mantenere alcun impegno e dimostra ogni giorno di più di essere una compagine inaffidabile".
''Dopo un lungo iter, finalmente la Camera dei deputati ha votato una mozione presentata dalla maggioranza che da' pratica attuazione alla legge 368/1999 sulla trasformazione delle borse di studio in contratti di formazione lavoro per i medici specializzandi''. Lo sottolinea, in una nota, Domenico Di Virgilio (FI), commentando l'approvazione dell'Aula di una risoluzione che impegna il governo ''a prevedere, a partire dalla legge finanziaria 2004 e gia' con il prossimo Dpef, d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, risorse finanziarie adeguate per gli specializzandi''. Di diverso avviso il deputato dei Ds Pietro Maurandi che definisce ''una beffa e un danno'' l'approvazione alla Camera della mozione del centrodestra che ''elude ancora una volta il problema dei medici specializzandi''. La Camera, conclude il deputato dell'opposizione, ha bocciato la mozione del centrosinistra (inizialmente firmata anche dai gruppi di maggioranza) approvando invece quella del centrodestra, che, aggiungendo il termine ''gradualmente'', potra' permettere al Governo di non trovare subito le risorse nella prossima Finanziaria per trasformare le borse di studio dei medici specializzandi in contratti di formazione lavoro.
Informatori scientifici: Niente più
visite ai medici durante l'orario riservato ai
pazienti
Innanzi tutto niente più visite ai
medici durante l'orario riservato ai pazienti, questa una delle novità previste
della bozza del decreto di riforma sulla informazione scientifica. Le
novità non si fermano all'orario di visita degli informatori, sono previsti,
infatti, anche importanti cambiamenti per l'attività promozionale permessa
alle aziende farmaceutiche. Paletti rigidi su campioni farmaceutici gratuiti
(massimo 10 a medico e solo nell'anno di lancio del farmaco) e gadget (valore
massimo 20 euro/anno a medico). Inoltre gli informatori scientifici
saranno gerarchicamente svincolati dal marketing e risponderanno solamente alla
direzione medical.
Politica Farmaceutica: Giovedì nuovo
incontro tra Sirchia e Tremonti (3.7.2003)
Sono numerose le misure sulla
farmaceutica, che dovrebbero essere in dirittura d'arrivo dopo settimane di
confronto serrato fra ministero dell'Economia, ministero della Salute
e Regioni. Innanzitutto, l'Agenzia nazionale per i farmaci, che nascerà il
2 gennaio 2004, con competenze sui Livelli essenziali di assistenza
farmaceutica, monitoraggio dei consumi, verifica della spesa ogni sei mesi,
taglio dei prezzi e 'cancellazione' dei medicinali dalla fascia a carico del SSN
in caso di sfondamento del tetto. Rimane ancora da sciogliere il nodo della
guida dell'Agenzia, che potrebbe essere affidata all'Economia e alla Salute o
solo a quest'ultimo ministero e la questione dei crediti dimezzati per i corsi
sponsorizzati dalle aziende.
Sirchia,
'Make the doctor happy', se vuoi che la sanita' funzioni bene
''Il
medico - sottolinea Sirchia - e' alla base del successo della sanita' italiana.
La fiducia della popolazione verso questa figura e' indubbia, anche se si e' un
po' incrinata nel recente passato, per qualche invadenza di campo e alcuni
scandali che hanno turbato l'opinione pubblica. Per questo, insieme alla
Federazione degli Ordini, dobbiamo intraprendere un percorso comune per
riqualificare e rimotivare i medici e riportarli al centro della sanita'. 'Make
the doctor happy', se vuoi che la sanita' funzioni bene: e' uno slogan americano
che condivido''. ''Nessuna preclusione'', ci tiene a precisare il ministro, nei
confronti dei sindacati, con cui ''si tratta sulle materie di loro competenza''.
L'accordo in 13
punti
Questi i tredici obiettivi su cui lavoreranno
insieme ministero della Salute e Federazione degli Ordini dei medici:
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