[COMUNICATO STAMPA] Bollettino di guerra tra cacciatori e cittadini indifesi

21/set/2006 22.00.00 Caccia il Cacciatore Contatta l'autore

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[COMUNICATO STAMPA]
BOLLETTINO DI GUERRA: POCHI GIORNI DI CACCIA E GIA' 17 FERITI E 4 MORTI
E IL DECRETO LEGGE SULLE ZPS "ANNULLATO" PER NON TOGLIERE PRIVILEGI A
CHI GIRA NELLE CAMPAGNE A MANO ARMATA. DA CHE PARTE STANNO I NOSTRI GOVERNANTI?
21 settembre 2006

La stagione venatoria, tra preaperture differenziate e apertura vera e propria del 17 settembre, e' iniziata da pochi giorni, ma e' gia' un bollettino di guerra.

In provincia di Perugia, un pedone ferito, impallinato da un cacciatore, in provincia di Treviso un agricoltore ferito mentre lavorava, in provincia di Savona un cercatore di funghi ucciso, a Reggio Emilia una donna colpita dai pallini mentre vendemmia, una bambina di otto anni impallinata a Imperia e solo per pura fortuna in modo non grave, un ragazzo di 17 anni portato a caccia col padre ferito in modo grave a Lanciano, vari morti e feriti tra i cacciatori, tanti casi di allarme sociale di persone che vivono in campagna e denunciano soprusi, cacciatori in giardino o nei campi coltivati, paura per i propri animali e per la propria incolumita' e quella dei propri figli... quanto dovra' continuare ancora questa guerra dei cacciatori contro i cittadini indifesi?

"Gia' dopo questi pochi giorni siamo a un totale di 17 feriti e 4 morti, e questo solo da una rassegna stampa parziale, i dati reali saranno almeno il doppio, e i casi di allarme sociale sono impossibili da conteggiare" affermano i rappresentanti dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia, che opera da ormai due anni per contrastare la pratica venatoria per la sua pericolosita' per l'incolumita' pubblica e le tante situazioni di disagio e di disturbo che questa comporta a molte famiglie che abitano e lavorano in campagna o che amano trascorrervi il tempo libero.

Nonostante questo, sono sempre i cacciatori, non la societa' civile, a far da padroni. Lo si vede anche da quanto successo col recente decreto legge sulle ZPS (Zone a Protezione Speciale). Il Decreto e' stato necessario, essenzialmente per due motivi:
1. sono stati avviati dalla Commissione europea diversi procedimenti di infrazione a carico dell'Italia per la mancata applicazione della direttiva comunitaria in materia di conservazione della fauna selvatica.
2. A causa di questo l'Italia - se non si mette in regola - non ricevera' i fondi destinati agli aiuti all'agricoltura dall'Unione Europea.

Il decreto semplicemente restringe il potere delle regioni in materia di deroge (ad esempio prepaerture della stagione venatoria, specie protette che diventano cacciabili) ed impedisce la caccia nelle ZPS al di fuori della stagione venatoria, non certo in toto. Ebbene, anche solo quando si tratta di far rispettare una legge esistente e non creare danni all'agricoltura, i cacciatori non ci stanno, vogliono che i loro privilegi, illegali secondo le direttive europee, non vengano meno. E i nostri governanti, si inchinano, e proteggono chi gira a mano armata anziche' le persone indifese.

"Ci appelliamo ai Deputati che da domani dovranno discutere il provvedimento" affermano i rappresentanti dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia "affinche' rigettino tutti gli emendamenti voluti dalla lobby dei cacciatori e rendano piu' restrittivo il decreto legge originale, imponendo il divieto di caccia totale nelle ZPS, non solo fuori stagione venatoria, e il divieto assoluto di deroghe alle Regioni. Se i fondi europei non arrivano, gli agricoltori sparanno con chi prendersela: coi cacciatori e chi li sostiene."

"Invitiamo tutti i cittadini che vogliono che la natura, gli animali, e le persone disarmate siano rispettati a farsi sentire e scrivere al presidente della Camera per chiedere che il decreto sulle ZPS non venga stravolto, e che venga rispettato il volere dei cittadini, non quello dei cacciatori." conclude l'Associazione Vittime della Caccia.


Per informazioni:
info@cacciailcacciatore.org - www.cacciailcacciatore.org
3336705842 (da non pubblicare)

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