Pensioni 2014 ...nuovo pretesto per fare cassa? Non scherziamo!

19/mar/2014 15.09.12 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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Pensioni 2014, spending review nuovo pretesto per fare cassa?

18-03-2014 - Filadelfo Scamporrino

Articolo originale su: http://news.supermoney.eu/lavoro/2014/03/pensioni-2014-spending-review-nuovo-pretesto-per-fare-cassa-0075434.html

Indennità di accompagnamento, invalidità civili e pensione di anzianità donne: tutti i rischi dalla spending review.

Pensioni 2014, spending review.

La promessa del Premier Matteo Renzi di tagliare di 80 euro al mese da maggio 2014 le tasse ai lavoratori passa anche dalle risorse che saranno reperite attraverso la cosiddetta spending review. Il rischio è che però la revisione della spesa si trasformi in un piano di tagli lineari tale da andare di nuovo ad intaccare il welfare. Uno dei rischi che si corrono è in particolare quello che si decida tanto per cambiare di fare cassa attraverso le pensioni.

L'allarme in merito è stato lanciato da Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil, in virtù del fatto che in materia di pensioni potrebbero essere resi più stringenti i vincoli per il riconoscimento delle indennità di accompagnamento con effetto non solo sulle nuove domande, ma anche su quelle che sono state già approvate con l'obiettivo di far impennare ulteriormente il risparmio per lo Stato.

Nel mirino potrebbero finire anche le invalidità civili con il rischio di penalizzare, sempre secondo il segretario confederale della Cgil, i veri invalidi e non quelli già scovati attraverso le campagne contro gli abusi. Sul tavolo della spending review, secondo quanto rivela l'esponente del Sindacato, ci sarebbero anche le pensioni di reversibilità e l'età delle donne per l'accesso alla pensione di anzianità.

Per i pensionati, di conseguenza, al danno si aggiungerebbe la beffa visto che il piano di riduzione delle tasse da 80 euro al mese del Premier Matteo Renzi riguarda i lavoratori attivi e peraltro non tutti visto che sono tagliati fuori gli autonomi.

Italia, 2014 

Pensioni e spending review

- non scherziamo! -

Ci sono in Italia le pensioni d’oro, quelle di altri metalli preziosi, assegni e stipendi illecitamente gonfiati da certe caste, rendite finanziarie derivanti da attività illecite o quantomeno sospette, gli onorari per chi occupa decine di poltrone, i compensi tanto stratosferici quanto immeritati dei top manager, e poi ancora tanti allegri vitalizi, le baby pensioni, le pensioni doppie, triple o quelle percepite da chi è ancora in servizio, le pensioni ai mafiosi, …

... poi ci sono le pensioni “versate”, quelle da reddito di lavoro dipendente, guadagnate in modo pulito e trasparente, comprese nella fascia medio-bassa di euro 1500/3500 netti (circa 2300/6000 lordi), dignitose ma non d’oro, eppure sempre più considerate aggredibili da un po’ tutti i Governi e finanche da alcuni Sindacati, e queste pensioni, bloccate qualche anno fa nella loro legittima ancorchè esigua rivalutazione annua (adeguamento ISTAT al costo della vita), restano a tutt’oggi “ferme, congelate e dimenticate” rispetto all’inflazione.

Questi redditi da pensione, pur essendo frutto di perlomeno 35 anni di lavoro e contributi versati, sono destinati a ridursi sempre di più sia rispetto alle altre categorie sia rispetto appunto al costo della vita. Non basta, la perenne necessità dell’apparato statale di racimolare quattrini, non dove si deve (con qualche difficoltà) ma dove si può (con tanta facilità), sta di nuovo inducendo certi personaggi incaricati di occuparsi dei tagli di spesa a rivolgere lo sguardo verso le pensioni; quali? Non le minime ne le sociali che vanno tutelate, non le alte ed altissime che sono sempre e comunque al riparo, ma quelle di fascia medio bassa o meglio poco più che minima.

Chiedo al Governo, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ai Sindacati se e quando l’impoverimento di queste pensioni si arresterà ed esse torneranno ad essere agganciate al costo della vita, mettendo così fine ad un provvedimento ingiusto e forse anticostituzionale.

Chiedo a queste istituzioni di cancellare questo sopruso ristabilendo un amministrativamente corretto status quo ante, revocando una scelta scellerata che sta soffocando tanti pensionati e famiglie.

La mia mozione è intrisa di amarezza e rabbia, non soltanto per la vicenda in se ma perché la si vive in un’epoca caratterizzata da diffusa corruzione, false invalidità, vere evasioni fiscali, sperperi della pubblica amministrazione, in poche parole l’illegalità assurta a sistema.

Al di la poi del fatto che l’auspicato sblocco delle pensioni è cosa moralmente onesta e costituzionale, sussistono altre considerazioni; detto sblocco andrebbe a vantaggio dell’economia generale e costituirebbe un segnale serio e concreto, specialmente per i giovani, di uno Stato e di un’organizzazione previdenziale in cui si può ancora o nuovamente credere.

Certo, mi rendo conto che, a fronte delle ragioni qui esposte, i “manovratori” alla guida del Paese obietteranno: la situazione dei conti pubblici e dell’economia italiana è in emergenza e perciò bisogna rispondere con misure di emergenza. È vero, ma si può ribattere che i quattrini possono sicuramente essere trovati attivando serie manovre di reale e ampia spending review anzi il primo taglio io lo farei proprio alla pluricitata e abusata espressione: chiamiamola rivisitazione del risparmio piuttosto che della spesa! Chissà che non ci aiuti a scoprire dove e come risparmiare.
Mentre scrivo però altre domande si accavallano nella mia mente; una per tutte: a questo nostro Paese ed alla sua gente rimane una qualche speranza? Io, per quello che può contare la mia opinione, credo proprio di si ma ritengo pure che occorra far presto, molto presto.

Buona pensione a tutti      

Virgilio Conti   

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