L’Italia del 2014

25/mar/2014 18:29:31 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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L’Italia del 2014

tra pensioni d’oro

pensioni di ghiaccio

e riscoperta del risparmio

 

Ci sono in Italia le retribuzioni d’oro, più o meno meritate, i grassi assegni e stipendi di certe caste, le rendite finanziarie illecite o sospette, gli onorari di chi occupa decine di poltrone contemporaneamente, i compensi tanto stratosferici quanto immeritati dei top manager ma anche dei numerosi dirigenti della Pubblica Amministrazione, e poi ancora tanti allegri vitalizi e benefit, le baby pensioni, le pensioni doppie, triple o plurime, le pensioni ai mafiosi, quelle indebitamente incassate dai non aventi diritto, quelle false di invalidità, quelle spudoratamente gonfiate dalle caste, …

E poi ci sono le pensioni “versate”, quelle da reddito di lavoro dipendente, guadagnate versando i contributi; tra queste, quelle comprese nella fascia medio-bassa (tra i 2000 e i 6000 euro lordi), dignitose ma non d’oro, sono sempre più considerate aggredibili da un po’ tutti i Governi e finanche da alcuni Sindacati, e queste pensioni, bloccate e “congelate” qualche anno fa nella loro legittima ancorchè esigua rivalutazione annua (adeguamento ISTAT al costo della vita), restano a tutt’oggi (marzo 2014) di “ghiaccio” e dimenticate rispetto all’inflazione.

Questi redditi da pensione, pur essendo frutto di tanti anni di versamenti, sono destinati a ridursi sempre più sia rispetto a quelli di altre categorie sia rispetto appunto al costo della vita. Non basta, la voracità della macchina statale italiana è tale che i nostri tecnocrati sono sempre alla ricerca di soldi nelle più varie e fantasiose modalità che ben conosciamo: e allora la pensione resta ghiacciata ma tasse, sopratasse e balzelli nazionali e comunali sono sempre in ebollizione.

 

Chiedo con forza al Governo, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, ai Sindacati se e quando l’impoverimento delle citate pensioni si arresterà ed esse torneranno ad essere agganciate al costo della vita, mettendo così fine ad un provvedimento ingiusto, illegittimo e forse anticostituzionale.

Chiedo con forza e a gran voce a dette istituzioni di revocare una scelta scellerata e cancellare questo sopruso, restituendo tutto il sottratto e ristabilendo il giusto status quo ante,

La mia mozione è pervasa da amarezza e rabbia, non soltanto per la vicenda in se ma in quanto vissuta in un’epoca caratterizzata da diffusa corruzione, massicci sperperi della P.A., truffe e frodi senza soluzione di continuità, grandi evasioni fiscali, in poche parole l’illegalità assurta a sistema.

 

Al di la poi del fatto che l’auspicato sblocco delle pensioni è cosa moralmente onesta e legittima, sussistono altre considerazioni; il reintegro dell’indicizzazione andrà a vantaggio dell’economia generale; inoltre lo Stato e la sua organizzazione previdenziale torneranno ad essere affidabili e credibili agli occhi dei cittadini.

Certo, mi rendo conto che, a fronte delle ragioni qui esposte, i “manovratori” alla guida del Paese obietteranno: la situazione dei conti pubblici e dell’economia italiana richiedono misure di emergenza; e allora forza con una coraggiosa ed energica cura da cavallo (pardon spending review ). Come? Di seguito qualche aiutino al commissario alla spending review 

- ed a proposito di commissario, ma ne serviva ancora uno? Nell’Italia dei mille (si fa per dire!) commissari straordinari, governativi, fallimentari, ecc. non bastava incaricare dei tagli e delle misure di contenimento costi i Signori Ministri e, per il tramite della linea di comando ordinaria, tutti gli altri dirigenti?

E allora, come risparmiare?

- con l’abolizione dei cosiddetti enti inutili che è ancora lì che aspetta (è un’idea!)

- forse con la fine immediata e definitiva del finanziamento pubblico ai partiti, ai giornali ed a chissà quanti altri enti?

- perché magari non rivedere i tanti esosi contratti di affitto di Palazzi e uffici pubblici?

- cosa dire delle spese “europee” a cominciare dalla doppia sede di Bruxelles e Strasburgo?

- e delle ingenti spese per armamenti e missioni?

- ed a quando una revisione degli organici della stessa P.A. e della giungla retributiva di contorno?

- e l’eliminazione delle auto blu? È vero, Renzi ha messo in vendita cento auto blu: ma il parco nazionale delle auto (ma anche barche e jet) di rappresentanza o servizio, blu, grigie o bianche, non ammonta forse a 72000? (settantaduemila, sic!) 

- quante volte si è detto che rispettare l'ambiente fa risparmiare vite umane e quattrini? E quando fallisce la prevenzione c’è il lavoro per le bonifiche ed i risanamenti; pensiamo alle tante emergenze di dissesto idrogeologico, amianto, inquinamento ambientale, ecc.

- e non risparmieremmo ottimizzando i consumi energetici degli innumerevoli uffici pubblici? Non solo però rinnovando impianti ma anche responsabilizzando il personale preposto alla loro economia

- perchè non abituare tutti al riuso, al recupero, al riciclo, alla riparazione, invece di fare solo dispendiosi rinnovi e rottamazioni?

- ed a proposito di risparmio e di lavoro ci sarebbero poi quelle migliaia di opere mai terminate, disseminate su tutto il territorio nazionale: parliamo di strutture come dighe, strade, caserme, ospedali, aeroporti, scuole, carceri, ecc.

- e ancora, ancora e ancora …così, così e così …tanti, tantissimi possono essere i tagli di spesa, i risparmi, le opportunità di inventare il lavoro che manca, quello vero che serve a pulire, ricostruire, abbellire, per vivere tutti un pò meglio

Il primo taglio io lo farei però proprio alla pluricitata e abusata espressione: chiamiamola riscoperta del risparmio piuttosto che rivisitazione della spesa! Chissà che non ci aiuti a scoprire dove e come risparmiare.
Ma, a ben pensarci, non basta nemmeno trovare i soldi e creare lavoro così tanto per fare. Serve un indirizzo politico concreto e condiviso, un piano, un progetto ben finalizzato di ripresa generale affinchè

- il nostro territorio non si trasformi in un ambiente avvelenato e sfigurato,

- si possano restituire decenza e dignità all’immenso patrimonio naturale e culturale che ancora sopravvive,

- la nostra torni ad essere una società fatta di valori un po’ meno effimeri di quelli del denaro e delle tante illusioni propagandate,

e occorre far presto, molto presto e serve far bene, molto bene.

Virgilio Conti      

 

 

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