Busto ortopedico: quando utilizzarlo

06/mag/2014 16:45:19 antonio guastalla Contatta l'autore

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La colonna vertebrale costituisce l’asse portante del corpo umano e risponde a due requisiti meccanici: rigidità ed elasticità. La colonna vertebrale è costituita  da segmenti ossei chiamati vertebre (circa 33-34). Ogni vertebra è costituita da una porzione anteriore: corpo e, una porzione posteriore: l’arco. Le 2 porzioni sono unite dai peduncoli. Nel suo insieme la colonna vertebrale viene suddivisa in più tratti: cervicale, toracico, lombare, sacrale, coccigeo. Spesso si utilizza al busto ortopedico con l’obiettivo di correggere problemi della colonna vertebrale in giovane età o per risolvere altri problemi in età più avanzata. Viene prescritto l’uso del busto ortopedico per svariati motivi:  traumi, ernia del disco, lavori che comportano infiammazioni dell’apparato lombo-sacrale, osteoporosi o traumi da incidente. Queste problematiche sono alterazioni delle vertebre, dei dischi e dei legamenti a seguito della loro usura o dei processi di invecchiamento. Queste malattie però, si sviluppano indipendentemente dalla protezione muscolare. Questo spiega perché le vertebre più coinvolte sono quelle lombari, nonostante dal punto di vista muscolare siano le più rinforzate. Le forme più frequenti sono:

- Discopatia

- Ernie del disco

- Spondilodiscoartrosi

Discopatia: è un’affezione propria del disco causata da un impoverimento della sua componente acquosa. Alla base di tale quadro può svilupparsi un’ernia discale. Nei soggetti giovani è più facile che si presenti direttamente un’ernia. Il tratto più colpito è sempre quello lombare, ma ciò non esclude la possibilità di una discopatia a un livello superiore. Tra i sintomi si evidenzia la presenza di un dolore diffuso limitato alla regione colpita dal quadro morboso. Per tanto si riferirà il classico mal di schiena, che diversamente dalla patologie descritte in seguito non si irradierà verso altri distretti cutanei. Il dolore diminuisce con il riposo fisico.

Ernia del disco: tra queste patologie è sicuramente la più famosa. Strettamente correlata alla sciatica, colpisce principalmente la zona lombare della schiena. Tra i fattori favorenti annoveriamo:quelli legati alla costituzione, come l’ obesità, quelli legati alla professione: manovali, fattorini, autisti di mezzi pesanti che spesso riferiscono dolore quando staccano il piede dalla frizione, quelli determinati da una diminuzione dell’ apporto di sangue a livello del disco (per es. a seguito di processi aterosclerotici dei vasi che lo irrorano), che a sua volta diventa meno ricco di acqua e meno elastico.

Spondilodiscoartrosi. Meno frequente rispetto all’ernia del disco interessa principalmente i soggetti tra i 50 e i 70 anni. Elemento caratteristico è la produzione di osteofiti, ossia cercini ossei che si dispongono ai margini delle articolazioni. La spondilodiscoartrosi è un processo degenerativo della componente ossea e discale della colonna vertebrale con produzione di osteofiti che determinano un restringimento (stenosi) del canale vertebrale

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