Fw: BERLUSCONI ED ERASMO DA ROTTERDAM ACCOMUNATI DAL DELIRIO DELLA FOLLIA

05/set/2003 04.55.57 Luigi Sedita Contatta l'autore

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ALLA GENTE PERBENE

Cari amici,
quando Silvio Berlusconi si immedesimò (come aveva già fatto con Napoleone
e Giustiniano) in Erasmo da Rotterdam, evocando il genio della follia quale
componente propulsiva dell'arte del suo governare, era stato accolto dalla
solita grassa risata. Dobbiamo invece riflettere un poco. Mettiamo da parte
l'analisi del "genio" per parlarne in altra occasione, e concentriamoci
sulla follia. L'ultima incontrollata sfuriata di Berlusconi sui giudici di
Palermo che hanno ricostruito, in sentenza, i rapporti di Giulio Andreotti
con i capimafia a proposito non di un piccolo episodio, bensì dell'omicidio
di Piersanti Mattarella (Andreotti spese energie per assicurare i mafiosi
che avrebbe arginato i propositi di pulizia all'interno della DC siciliana
dalle collusioni mafiose, manifestati da Mattarella e, poi, dai mafiosi
venne maltrattato, quando, ucciso Mattarella, provò a reagire protestando),
è veramente fuori da ogni schema mentale del normale equilibrio.
Berlusconi è un uomo pericoloso che arreca danni enormi alla cosa pubblica.
Basta pensare che Andreotti non si è lamentato della sentenza di Palermo,
anzi ha manifestato soddisfazione per la prescrizione del reato
attribuitogli. Berlusconi, invece, al riparo con il suo lodo Schifani, parla
liberamente, accusa, ingiuria, offende, discredita. Berlusconi,
all'evidenza, odia la giustizia ed i giudici e vuole "riformare" la
giustizia. Basterebbe dargli del matto per le contumelie che elargisce. È
invece un pericolo.
Ed è un pericolo perché controlla il parlamento, ha i voti per fare leggi,
ha la maggioranza per riformare quella giustizia avversata con livore e
rancore. Sappiamo che la gran parte degli elettori della "casa della
libertà" è gente perbene, gente che lavora onestamente, che desidera un
paese migliore, una giustizia che funzioni, un benessere più diffuso, ama
l'Italia e vuole sentirsi orgogliosa d'essere italiana.
Sappiamo che tanti eletti della "casa della libertà" sono in sintonia con i
sentimenti della gente italiana. Come può questa gente, questo popolo che è
il nostro popolo, fuori dagli schematismi di parte, accettare la incredibile
anomalia rappresentata da Berlusconi e dalla sua corte? Possibile che il
popolo di centrodestra si senta rappresentato da Berlusconi e dalla sua
iracondia? Berlusconi ha detto ai giornalisti inglesi che i giudici italiani
sono gentaglia, che i giudici di Palermo sono "antropologicamente" diversi
dagli uomini normali e di senno. Ma quando mai si era sentita una cosa del
genere e assistito a siffatta passiva condiscendenza? Noi non vogliamo
credere che il popolo di centrodestra abbia smarrito la ragione e
l'orgoglio, piegandosi e subendo la parola assordante di un uomo di potere e
non di Stato. Voi, gente perbene, che amate l'Italia, vogliate e sappiate
difenderla: Berlusconi e i suoi cortigiani sono un pericolo per tutti.

On. Antonio Di Pietro
Presidente
Italia dei Valori

Avv. Luigi Li Gotti
Resp. Dipartimento Giustizia
Italia dei Valori


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