Il Parlamento europeo ha deplorato l'Italia per la mancata adozione di una seria legge sul conflitto di interessi.

di qualsiasi seria normativa sul conflitto di interessi si pone ad esatto

07/set/2003 06.28.29 Luigi Sedita Contatta l'autore

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CONFLITTO DI INTERESSI ATTENTATO ALL'EUROPA
DA RISOLUZIONE PARLAMENTO EUROPEO ANCHE MONITO AGLI ORGANISMI DOTATI DI POTERI DI INTERVENTO SULLA CONCORRENZA

"Il Parlamento europeo ha deplorato l'Italia per la mancata adozione di una seria legge sul conflitto di interessi.

Alcune considerazioni, allora, il giorno dopo questi fatti, per mettere a frutto questi principi.

Al paragrafo 38 della risoluzione il Parlamento europeo "deplora" dunque "che in particolare in Italia, permanga una situazione di concentrazione del potere mediatico nelle mani del presidente del Consiglio, senza che sia stata adottata una normativa sul conflitto d'interessi». E lo stesso paragrafo, prima di citare il caso dell'attuale presidente del Consiglio italiano, "deplora che nell'Ue il problema della concentrazione del potere mediatico nelle mani di alcuni megagruppi non abbia ancora trovato una soluzione legislativa" e riafferma "la necessità di creare un mercato europeo dei media per far fronte a una crescente disparità tra le regolamentazioni nazionali e salvaguardare la libertà e il pluralismo dell'informazione". Tra le motivazioni della risoluzione, il relatore scrive inoltre che "la concentrazione del potere mediatico nelle mani di pochi grandi gruppi è veramente inquietante (si pensi ad esempio alla situazione dell'Italia, dove il capo del governo esercita la propria tutela sulla televisione pubblica Rai ma è al tempo stesso proprietario del maggior gruppo di mezzi di informazione privati del Paese)".

Affermazioni chiare e nette, dunque: poichè difatti la mancata adozione di qualsiasi seria normativa sul conflitto di interessi si pone ad esatto pendant dei provvedimenti scandalosi adottati solo per favorire la posizione personale del pluri imputato attuale presidente del consiglio: hanno la stessa radice, gli stessi effetti.

Con questa risoluzione la pericolosa disgregazione del tessuto costituzionale che è il conflitto di interessi proietta il suo scenario in Europa. Il Parlamento evidenzia che situazioni come quella italiana sono una ferita all'Europa, alle sue tradizioni, alla sua cultura democratica; e che l'esercizio della funzione legislativa e di governo in conflitto di interessi attenta dunque non solo ai principi della costituzione italiana, ma al tessuto democratico e costituzionale europeo.

Ma la risoluzione del Parlamento pone ulteriori principi. A tutti gli organismi che, investiti di poteri di controllo e di intervento sulla concorrenza, li hanno esercitati in modo del tutto insufficiente o non li hanno esercitati affatto, la risoluzione infatti pone, a nostro avviso, non solo un monito per le eventuali inerzie, omissioni od inazioni, ma anche la prescrizione di precisi ed oramai non rinviabili doveri di azione e di intervento.

Non è solo il caso, occcorre dirlo, della ormai nota autorità garante delle telecomunicazioni.

Perchè ad esempio la DG Concorrenza della Commissione UE pare non avere avvertito affatto, sinora, l'impatto devastante che leggi e disposizioni di favore emanate in conflitto di interessi hanno avuto ed hanno sulla concorrenza, sul mercato, sul tessuto delle imprese? perchè non vengono dette alcune semplici verità, ad esempio che la coincidenza in Italia tra titolarità della azione di governo e monopoli mediatici costituisce diretta negazione dei principi di pluralismo e concorrenza? perchè nessuna analisi sulla genesi, sulla nascita di monopoli mediatici, avvenuta di tutta evidenza solo grazie alle agevolazioni e ai vantaggi conseguiti attraverso alcuni ben identificabili provvedimenti (solo all'apparenza di portata generale), e non certo per naturali situazioni di mercato? come è possibile che siano all'esame dell'attuale parlamento italiano leggi come il DDL Gasparri che ulteriormente favoriscono e rafforzano sempre gli stessi monopoli mediatici ed anche esse palesemente in contrasto con la ragione stessa del Trattato?

Le dichiarazioni decadenti e tragiche dell'attuale Presidente del Consiglio sulla Magistratura, sono cadute guarda caso lo stesso giorno della risoluzione del Parlamento europe, sono l'ennesimo attentato violento e grave alla separazione dei poteri, sono anche esse figlie del conflitto di interessi, della tragica follia che esso determina al riparo delle leggi sull'impunità, e sono figlie della inerzia di chi doveva agire e non ha agito, degli organi che avrebbero il dovere di vigilare ed intervenire e non lo fanno."



On. Antonio Di Pietro
Presidente Italia dei Valori

Avv.Francesco Paola
Responsabile nazionale concorrenza e conflitto di interessi
Italia dei Valori

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