SICILIA :SCIOPERO GENERALE DEI
MEDICI IL 30 SETTEMBRE
I medici siciliani hanno proclamato per il
prossimo 30 settembre lo sciopero generale. La decisione e' stata presa
dall'intersindacale composta da diverse associazioni che rappresentano la
categoria. Dopodomani, invece, a Palermo, e' previsto un incontro regionale in
vista della mobilitazione siciliana. I medici ed i veterinari protestano contro
''il progressivo, continuo ed inesorabile, smantellamento della sanita' pubblica
ospedaliera e territoriale attraverso una serie di provvedimenti legislativi che
mirano a sovvertire il sistema sanitario regionale con gravi ripercussioni sulla
qualita' assistenziale''. Per i sindacati ''la sanita' in Sicilia deve garantire
in modo organico l'accesso alle prestazioni su tutto il
territorio''
DEFINITI I REQUISITI PER GLI STUDI
MEDICI
D'ora in poi in Toscana gli studi medici per poter funzionare
dovranno possedere precisi requisiti e saranno soggetti ad autorizzazione
comunale. La Giunta regionale ha approvato infatti la proposta di deliberazione
consiliare che detta le regole per gli studi odontoiatrici, e quelli in cui si
effettuano prestazioni di chirurgia ambulatoriale e di endoscopia.
La
proposta di deliberazione passa ora all'esame del Consiglio Regionale. Una volta
approvata, gli studi professionali gia' in attivita' avranno sei mesi di tempo
per presentare la domanda di autorizzazione all'esercizio dell'attivita'
libero-professionale.
Tra i requisiti generali e' prevista ad esempio la
manutenzione ordinaria e straordinaria delle apparecchiature, la documentazione
puntuale delle modalita' di prelievo, conservazione e trasporto dei materiali
organici da sottoporre ad analisi. Per tutti gli studi sono previste precise
dotazioni tecnologiche, comprese quelle per la gestione delle emergenze: tutto
il personale deve essere adeguatamente formato per affrontarle.
Gli
studi medici in cui si effettuano prestazioni di chirurgia ambulatoriale
dovranno essere dotati di zone separate sia per il personale sanitario che per i
pazienti, di strumenti adeguati come l'elettrobisturi e, come gli studi che
effettuano le endoscopie, sono tenuti a garantire la presenza di almeno un
infermiere per l'intero arco orario di effettuazione degli
interventi.
UNIONE EUROPEA:RIPOSO
RETRIBUITO PER I MEDICI DI GUARDIA
Il medico di guardia ha diritto
all'intero stipendio anche quando, in mancanza di pazienti da assistere, si
concede qualche ora di sonno sul luogo di lavoro. Lo ricorda la Corte di
giustizia della Comunita' Europea dando ragione alla protesta del dottor Jaeger,
assistente medico presso l'ospedale di Kiel, in Germania. Al professionista,
infatti, e' consentito dormire se il suo intervento non e' richiesto, ma le ore
di riposo non gli vengono pagate. La Corte Ue riconosce l''ingiustizia': la
normativa tedesca - che considera il servizio di guardia come ''periodo di
riposo eccettuata la durata dello svolgimento di compiti professionali'',
compensandolo di conseguenza - e' ''in contrasto con la direttiva comunitaria'',
si legge in una nota della Corte europea. ''In Italia funziona cosi' - conferma
il presidente dell'Ordine dei medici di Milano, Roberto Anzalone - Ci
mancherebbe pure - afferma - Se non ha pazienti il medico di guardia puo'
riposare. Il suo lavoro e' quello di stare dove deve, pronto per ogni emergenza,
e se non ci sono malati da assistere non e' certo colpa sua''.
La
Regione Lombardia scarica ai medici le "grane" sui tagli
La Regione
Lombardia scarica le 'grane' dei tagli di alcune prestazioni sanitarie sui
medici prescrittori. contenziosi tra medici di medicina generale e pazienti''.
In particolare ''la prescrizione della Moc - - sara' regolata da una lunga serie
di condizioni e patologie, al di fuori delle quali non e' prevista
l'erogabilita' a carico del Ssn. Cosi' pure la correzione dei vizi di refrazione
con Laser a Eccimeri PRK, Lasik''. Nelle circolari esplicative inviate ai medici
dalle Asl si sottolinea, inoltre, che tocca al prescrittore l'accertamento del
criterio che determina l'erogabilita'.
Cassazione: medico
irreperibile? 20 giorni di carcere
La Corte di Cassazione conferma la
condanna a 20 giorni di carcere per un medico reo di essersi reso irreperibile
durante l'orario di lavoro. ''Chi non fà il suo dovere deve essere penalizzato -
ha spiegato Stefano Biasoli, segretario della Cimo - anche se la condanna mi
sembra eccessiva''. Biasoli spiega pero' di ritenere giusta la condanna per le
chi sbaglia. Per Biasoli casi del genere sono evitabili solo riscrivendo i
contratti di lavoro della categoria ''La professione cambia e le regole devono
essere riscritte - ha detto - ed è bene che tutto venga indicato nel dettaglio,
diritti e doveri''. In futuro, ha infatti spiegato, il medico rischiera' ancora
di piu': ''ci sono infatti gia' proposte per fare scomparire l'orario di lavoro
per i medici pubblici''. CASSAZIONE: CARCERE PER MEDICI ASL IRREPERIBILI IN
TURNO Si aprono le porte del carcere per i medici della Asl che si rendono
irreperibili durante il turno di lavoro costringendo così gli altri colleghi in
camice bianco a tamponare le emergenze provocate dalla loro mancata risposta
alle chiamate di servizio. Lo sottolinea la Cassazione che ha confermato la
condanna a 20 giorni di reclusione - senza concessione di attenuanti - per
Franco R., medico legale del polo di Imperia colpevole di irreperibilità il 30
giugno del 1996. Il sanitario, quel giorno, era di turno ma - a fine mattinata -
non rispose a una chiamata della Questura che chiedeva il suo intervento per un
caso di impiccagione. Scena muta anche poco prima delle 5 pomeridiane, quando i
carabinieri di Diano Marina lo cercarono per la valutazione clinica di una morte
sospetta. Scattò, dunque, d'ufficio, la procedura contro il sanitario. A Franco
R. questa leggerezza è costata il rinvio a giudizio - in base all'art. 340 cp -
per aver turbato il pubblico servizio del quale era incaricato. Infatti, come
non manca di evidenziare la Suprema Corte, al suo posto sono dovuti intervenire
altri due dottori, uno dei quali ha lasciato scoperto per due ore l'ambulatorio
di guardia medica. E Franco R. pertanto - come ha disposto Piazza Cavour - dovrà
anche risarcire la Asl per il ritardo procurato a questo presidio durante i 120
minuti nei quali il medico chiamato a sostituirlo ha lasciato in attesa i suoi
pazienti, per lo più turisti con malesseri estivi.
A nulla è valso, nel
giudizio penale in Cassazione, il tentativo del medico legale di difendersi
sostenendo di non aver voluto far perdere le tracce di se' in maniera
intenzionale. Gli ermellini gli hanno risposto che - per punire il suo
comportamento - è sufficiente la sola circostanza che lui, proprio in quanto
medico, avesse la consapevolezza dei disguidi che la sua irreperibilità avrebbe
provocato. Tale consapevolezza, rileva la VI Sezione penale della Corte
(sentenza n. 33062), è ben presente in chi esercita la sua professione. Per
questo non gli è stato concesso alcuno sconto di pena. Osservano in proposito i
magistrati di legittimità che commette il reato di interruzione di un pubblico
servizio il medico della Asl addetto a un determinato incarico, il quale, pur
essendo di turno, si renda irreperibile nell'intera giornata lavorativa,
provocando con la sua assenza la necessità della sostituzione con altro medico
addetto ad altro servizio, il cui funzionamento subisce per conseguenza una
prolungata sospensione, non potendo tali inconvenienti non essere stati da lui
previsti in esito alla condotta posta in essere ed accettati per l'ipotesi che
si verificassero .
In poche parole, chi ha prestato il giuramento di
Ippocrate non può cavarsela - dopo aver eluso le ricerche telefoniche - dicendo
di non aver voluto creare scompiglio.
Con questo verdetto la Cassazione
ha reso definitiva la sentenza emessa nel giugno del 2002 dalla Corte di Appello
di Genova. Il primo grado del processo contro il dottore assente alla chiamata
si era celebrato nel giugno del 1999 davanti al tribunale di Imperia. Il reato
di interruzione di pubblico servizio prevede la condanna fino a 1 anno di
carcere. (ANSA, ore 16:29)
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