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FEDERAZIONE MEDICI ADERENTE ALLA UIL FPL REGIONE LAZIO |
Sede
Nazionale: Tor Fiorenza, 35 00199 Roma
Tel. 06/86508206 Fax 06/86508235
In relazione al protocollo vaccinale del Lazio, ci dissociamo dai contenuti informativi dati ai colleghi per i pazienti che devono esprimere il consenso all’atto medico.
Prendiamo atto con soddisfazione che, nel documento recentemente
inviato dall’Agenzia di Sanità Pubblica alle OO.SS., una delle nostre indicazioni
è stata finalmente recepita; infatti fino
a tre giorni fa mancava ogni riferimento alla presenza di residui della
lavorazione industriale, costituiti da sali di mercurio ancora contenuti nel
vaccino di gran lunga più fornito dalla Regione Lazio. Occorre però ricordare
che lo scorso anno sin dall’inizio venivano esplicitamente citate:” possibili reazioni locali da
ipersensibilità ritardata, dovute ad alcune componenti del vaccino (ad es. il thimerosal, usato come conservante)”.
Ribadiamo comunque che:
ü nonostante nella
riunione del 29 luglio u.s. presso l’Assessorato alla Sanità fosse stato fatto
presente che il contenuto del protocollo vaccinale era ancora da concordare per
gli aspetti relativi in particolare alle informazioni da dare ai pazienti prima
di ottenerne il consenso all’atto medico;
ü nonostante sia
trascorso oltre un mese tra quella riunione e la Delibera di Giunta Regionale
che lo faceva proprio;
ü nonostante nel
frattempo ci si sia adoperati più volte anche mediante le più rapide vie
telefoniche per spiegare articolatamente la portata della problematica
sollecitata,
il protocollo
vaccinale è stato approvato con persistenti difformità
rispetto a quanto dovuto a
medici e pazienti.
Infatti rileviamo che lo schema di informazioni da fornire ai pazienti
resta lacunoso ed impreciso: non contiene gli elementi basilari costituenti una
valida informazione per ottenere il loro consenso. Mancano, ad esempio,
statistiche relative all’incidenza sia delle reazioni avverse locali, che di
quelle sistemiche di tipo grave (ad es. quelle neurologiche, solo genericamente
citate). I dati sono disponibili e nel secondo caso è riferita 1 reazione grave
ogni 25.000 vaccinazioni.
In mancanza di ulteriori informazioni il consenso non potrà dirsi
“informato” né “consapevole”, ma piuttosto “putativo”, con ogni
eventuale ricaduta negativa sull’operato dei colleghi.
Federazione Medici pertanto si dissocia da
tali contenuti inesaustivi e fornirà ai propri
iscritti, oltre che a tutti i medici che ne faranno richiesta, più adeguata
modulistica per un consenso correttamente informato, secondo i criteri medico-legali riassunti in allegato (2 pagg.).
Verrà inoltre richiesto un incontro con l’A.S.P. per riprendere proficuamente la tematica, allo
scopo di poter fornire un pieno e fattivo contributo dell’O.S.
rappresentata.
Dr Angelo Filardo Dr. Angelo Cori Dr. Paolo Marotta
FNAM-AMI FNAM-SIMGES CUMI-AISS