Lettera aperta verso l'italia delle primarie

18/apr/2007 09.10.00 verso l'Italia delle primarie Contatta l'autore

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Lettera Aperta
Caro Direttore
mi permetta, attraverso questa lettera aperta, di parlare ai
suoi lettori.
Vorrei iniziare ricordando un episodio di quasi due secoli
fa: era il 1834 quando, a Parigi, un giovane intellettuale
cattolico, professore di diritto alla prestigiosa
Università della Sorbona, scriveva e teneva conferenze sul
tema della politica e dell’impegno sociale…
In queste conferenze, sosteneva che «la questione non è
più politica ma sociale: vi è una piccola classe di
individui che hanno tutto e che, con l’arroganza
dell’oro, vogliono sempre di più; e - dall’altra
parte - vi è una classe formata da una moltitudine di
persone che non hanno niente, e che sono pronti a tutto pur
di avere qualcosa. Lo scontro fra queste due armate classi
è inevitabile; noi cristiani dobbiamo metterci fra le
armate sponde, non tanto per evitare lo scontro quanto per
attutirlo».
Queste parole sono di Federico Ozanam. Anche al lettore
più distratto non sfugge l’attualità del ragionamento,
e ancora oggi la situazione nel nostro paese - che ha me
piace ancora definire “Bel Paese” - e nel mondo non
è diversa da quella descritta da Ozanam
Eppure, attraverso i mezzi d’informazione, giornali e
televisioni pubbliche e private, la classe dirigente si
accapiglia per temi che nulla hanno a che vedere con i veri
problemi dei cittadini; di quei cittadini che faticano ad
arrivare alla fine del mese, che faticano a trovare lavoro,
casa, asilo o scuole. Quei cittadini che, se si ammalano,
non sanno dove curarsi.
La distanza fra la nostra classe dirigente e i cittadini che
lavorano, producono e che credono ancora nelle istituzioni
si è fatta enorme. Una frattura che noi cittadini
credevamo di aver accorciato con il referendum sul voto
maggioritario e uninominale. In quella primavera
legislativa, il 97% degli italiani aveva detto “sì”
alla possibilità di scegliere una persona, di semplificare
la democrazia e di partecipare attivamente alla vita
politica nei partiti, stravolti da tangentopoli. Bene: quel
97% dei cittadini è stato tradito dall’introduzione, di
notte, della quota del 25% proporzionale. La risposta civile
e composta dei cittadini è stata la non partecipazione
alle successive consultazioni referendarie; non ci abbiamo
più creduto, se non quando la Costituzione è stata messa
in discussione: allora, con il senso civico che
contraddistingue il popolo italiano, siamo andati a votare,
a difendere la Costituzione di La Pira, di De Gaspari di
Togliatti e delle migliaia di morti che un’orrenda guerra
aveva causato. Ma il tradimento del dettato costituzionale
- che dà a noi cittadini la facoltà di scegliere i
nostri rappresentanti - ha raggiunto il culmine con
l’attuale sistema elettorale, il proporzionale con lista
bloccata. È davvero troppo.
Per questo, noi cittadini - fuori dai partiti e per ridare
dignità a tutti i partiti - abbiamo presentato una legge
d’iniziativa popolare per introdurre le primarie aperte in
ogni grado elettivo.
Vogliamo il rispetto della nostra Costituzione; senza
formare nuovi partiti, vogliamo fare politica negli attuali
partiti, vogliamo essere noi a scegliere chi candidare e a
decidere se proporci in prima persona all’esame
elettorale. E non vogliamo essere costretti a votare nomi
sconosciuti, persone che non sappiamo da chi sono state
candidate né perché. Niente candidati a Catania
provenienti da Milano, o a Civitanova delle Marche
provenienti da Bolzano. Niente elenchi di nomi che sono
estranei ai cittadini, vogliamo essere - come dice la
Costituzione - un Popolo Sovrano. Per questo, in tutta
Italia sono nati i comitati “Verso l’Italia delle
Primarie” e i comitati de “La spedizione dei 1001”;
come i garibaldini, gireremo le piazze italiane a
raccogliere firme, perché i nostri partiti devono tornare
a confrontarsi con noi cittadini ed essere il nostro
strumento per fare politica. Siamo noi cittadini che diamo
la delega agli eletti, e saremo noi a scegliere chi
candidare. Noi tutti italiani, compreso te, deputato,
senatore, presidente, sindaco o consigliere, siamo il popolo
sovrano e ora ce lo siamo ricordato.
Chi vuole saperne di più, può visitare il sito
www.laspedizionedei1001.it, o prendere informazioni ai
tavoli organizzati dai volontari della campagna “Verso
L’Italia delle Primarie”.
Grazie dell’ospitalità
Umberto Calabrese,
Coordinatore Nazionale della campagna “Verso L’Italia
delle Primarie”

Umberto Calabrese
Coordinatore Nazionale
Campagna VERSO L'ITALIA DELLE PRIMARIE e
de LA SPEDIZIONE DEI 1001
Via Savoia, 78 - 00198 Roma RM
Tel. 06.85.237.437 Tel.
Mobile: 338.7603413
Yh umberto_calabrese
Sk umbertocalabrese
www.laspedizionedei1001.it
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