LAMPADE A BASSO CONSUMO: VANTAGGIOSE PER L'EFFICIENZA ENERGETICA MA PERICOLOSE PER L'AMBIENTE?
Governo in ritardo, ci pensano i produttori.
Presentato il piano dell'Ecolamp al Salone delle ecotecnologie in corso a Padova
Sembra sempre di aver trovato la
soluzione ai problemi ambientali siano essi energetici che ecologici ma
ogni nuovo strumento dell'uomo ha sempre un rovescio della medaglia.
Stiamo parlando delle lampade a
basso consumo di energia che fanno risparmiare energia elettrica e
limitano sensibilmente le emissioni di CO2 che sempre più si stanno
diffondendo in tutto il mondo industrializzato ma, se non smaltite
correttamente, possono provocare danni all'ambiente.
Il rovescio della medaglia delle
nuove lampade a basso consumo è rappresentato, infatti, dalla presenza
di mercurio e polveri fluorescenti che sono sostanze nocive per la
salute dell'uomo e inquinanti per l'ambiente tanto che, giunte a fine
ciclo di vita, vengono classificate, sia per la normativa europea che
italiana, rifiuti pericolosi.
Il recente aumento delle
concentrazioni di mercurio nell'atmosfera è, infatti, legato al
processo di industrializzazione che, nell'ultimo decennio del XX
secolo, ha causato un incremento delle emissioni atmosferiche visto che
il mercurio rappresenta un materiale di scarto del carbone e viene
usato nelle industrie dei metalli, dei cementifici e delle industrie
chimiche. A questi si aggiungono utilizzi in altri settori quali il
sanitario, l'agricoltura ma, soprattutto, l'elettronica. Il mercurio
liquido, invece, disperso nell'ambiente, rientra facilmente nella
catena alimentare e risulta pericoloso per il sistema neurologico,
cardiovascolare, immunitario e riproduttivo.
Tanto è vero che lo stato della
California, sempre attento alle tematiche ambientali, prevede entro il
2012 la sostituzione delle vecchie lampade con quelle ad alta
efficienza energetica per tutte le abitazioni e gli uffici. Un'idea
ripresa dal Ministro dell'Ambiente tedesco che, con una lettera diretta
al Commissario europeo per l'ambiente Stavros Dimas, ha proposto la
medesima iniziativa anche per il vecchio continente dove, già il
Portogallo, ha di recente ha posto un'accise che ha più che raddoppiato
il costo delle lampade a incandescenza.
Gli ha fatto eco il suo collega
australiano con una proposta ancora più innovativa e netta: messa al
bando di tutte le lampade ad incandescenza. Entro il 2010 il governo
australiano si impegnerà a sostituire progressivamente in tutto il
Paese le vecchie lampadine con quelle di nuova generazione a basso
consumo.
Una scelta impegnativa e
coraggiosa che trova gran parte dei produttori pronti a cogliere le
sfide provenienti dal mercato, studiando e proponendo prodotti sempre
più eco-compatibili. Le lampadine, oggetto della direttiva europea e
del decreto legislativo 151/05 sui rifiuti apparecchiature elettriche e
elettroniche (RAEE), immesse annualmente sul mercato italiano sono
circa 120 milioni di pezzi tra lampadine a fluorescenza, a ioduri
metallici e neon. Oltre alla pericolosità hanno, inoltre, la
caratteristica della fragilità essendo costituite per il 90% da vetro.
Per questo motivo il 70% dei produttori che operano nel mercato
italiano si sono già associati nel Consorzio per il Recupero e lo
Smaltimento di Apparecchiature di Illuminazione denominato Ecolamp.
"Siamo tutti pronti in attesa
della pubblicazione dei primi decreti - ha dichiarato Paolo Colombo,
direttore generale del consorzio in un intervento al SEP (Salone delle
ecotecnologie) - condizione indispensabile perché il sistema parta.
Abbiamo costituito anche il centro di coordinamento, organismo
disciplinato dal decreto istitutivo del registro, del cui comitato
direttivo fanno parte cinque rappresentanti dei consorzi più grossi.
Purtroppo il decreto base, che è quello del registro nazionale dei
produttori, si trova ancora nella fase di esame alla conferenza
stato-regioni prevista per oggi e ancora una volta rinviata. Ci
domandiamo - conclude Colombo - come il sistema possa davvero partire
entro il 30 giugno come stabilito dall'ultimo decreto di proroga".--
Andrea Pietrarota
Hill & Knowlton Gaia
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