Stipendi d'oro

12/mar/2016 15.41.11 Virgilio E. Conti Contatta l'autore

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Gli stipendi degli alti magistrati che doppiano quello del Presidente

Una trentina gli “uomini d’oro” con indennità intoccabile

 

Il record spetta alla Corte costituzionale, ma anche gli altri giudici, da quelli contabili a quelli amministrativi, mica scherzano. Per non dire poi dei vertici amministrativi più alti di Camera e Senato. Sono almeno una trentina gli «uomini d’oro», intoccabili tra l’altro, perché intaccare i loro compensi significherebbe violare la Costituzione. Se va bene il loro compenso è allineato al vecchio tetto dei 303mila euro lordi/anno, che quest’anno sale a 311mila, e che vale non solo per la magistratura ma per tutti gli incarichi nella pubblica amministrazione. Spesso però guadagnano molto di più anche dei 238mila a cui punta ora Renzi e che corrispondono all’indennità del presidente della Repubblica. 

 

Il più pagato in assoluto è il presidente della Corte costituzionale, Gaetano Silvestri. Che in virtù di una legge del 1953, ritoccata poi nel 2002, calcola così il proprio compenso: stipendio del Primo magistrato di Cassazione maggiorato del 50%, aumentato poi ancora di un altro 20% a titolo di indennità di rappresentanza (che però, precisano gli interessati quasi a discolparsi, non viene calcolata ai fini della pensione). Tradotto in numeri, ai valori 2013, sono 303mila euro di partenza più 151.500 di maggiorazione al 50%, più altri 90.900 di indennità. Totale 545.900 euro (che quest’anno saliranno a 560mila). Al giorno fanno 1.490 euro lordi. Per tanti italiani lo stipendio di un intero mese. 

Si dirà, «però la Consulta è la Consulta». Certo. Il Segretario generale della Camera, Ugo Zampetti, però con 470.149 euro mica sfigura al confronto: sono 1.309 euro al giorno, o se vogliamo l’esatto doppio della nuova soglia-Renzi. Al terzo posto, ex aequo, gli altri 14 giudici della Corte costituzionale che guadagnano «solamente» il 50% in più del giudice di Cassazione, ovvero 454 mila lordi l’anno (1.243 euro/giorno). Il quarto posto è per la Segretaria generale del Senato Elisabetta Serafin che viaggia sui 427 mila euro, il quinto posto è invece diviso pari merito tra i due vice di Zampetti, Aurelio Speziale e Guido Letta a quota 358 mila. Ma a Montecitorio ci sono altri 8 alti funzionari che percepiscono più di 300 mila euro, sette sono a quota 375 mila ed un oltre i 400 mila. Per effetto degli scatti di anzianità, infatti, un consigliere parlamentare, dopo 20 anni di servizio arriva a 268mila e a 421mila dopo il 40esimo anno.  

 

In cima alla classifica delle varie magistrature ci stanno da sempre i componenti dell’Avvocatura di Stato: 274.957 euro in media per ciascuno dei 349 membri. Il loro capo supremo, ovvero l’Avvocato generale Michele Giuseppe di Pace, è praticamente allineato al tetto massimo 2013 e pertanto percepisce 301.320 euro. Molto più giù il segretario generale Ruggero Di Martino a 220mila euro, ma non si conosce il suo compenso aggiuntivo di consigliere per gli affari legali della Camera. Se si passa alla Corte dei Conti il discorso non cambia: il presidente Raffaele Squitieri è già allineato al tetto 2014 di 311.658 euro (852 euro/giorno) come Procuratore generale Salvatore Nottola (852 euro/giorno), mentre il presidente aggiunto Giorgio Clemente arriva a 301.320 (824 giorno) ed il capo di gabinetto Patrizia Ferrari a 235mila, più 19mila di altri compensi (Autorità per l’infanzia e giustizia tributario) Il segretario generale Fabio Viola arriva a 255mila euro, il responsabile ufficio stampa Paolo Peluffo a 201mila cui si sommano poi 46mila euro percepiti in qualità di consulente di palazzo Chigi. 

Al Consiglio di Stato mentre il presidente Giorgio Giovannini è sotto il vecchio tetto per circa 10mila euro (nel 2013 ne ha infatti percepiti 291.981), altri 6-7 tra gli incarichi di vertice sarebbero sopra la nuova soglia di 238 mila: Oberdan Forlenza, segretario generale Giustizia amministrativa (247mila), e due dei sei magistrati addetti al suo stesso ufficio, ovvero Anna Leoni (281.258) e Dante D’Alessio (240.406). Mentre Antonino Savo Amodio arriva pari (238.698). Per proseguire poi col coordinatore organizzativo del Servizi studi Alessandro Pajno (266.700), ed altri due componenti del servizio, Luigi Maruotti (244.505) e Giampiero Paolo Cirillo (254.652). Nessun dato disponibile invece per il direttore Riccardo Virgilio. Ma questo non è l’unico «buco» nella rigide norme sulla trasparenza che si può trovare andando a caccia di questi dati, dal Parlamento alla Consulta. 

@paoloxbaroni 

Articolo tratto da

http://www.lastampa.it/2014/04/13/italia/politica/gli-stipendi-degli-alti-magistrati-che-doppiano-quello-del-presidente-WZ8bTFuYf6q8i3DSndvMlI/pagina.html

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