la battaglia dei brevetti: USA e Regno Unito contro UE vogliono le "patenti software"

04/nov/2003 04.55.31 Luigi Sedita Contatta l'autore

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USA e Regno Unito vogliono le "patenti software"

Appena l'Europarlamento ha votato la proposta di direttiva che limita fortemente la brevettabilità dei programmi, è arrivata una lettera di disappunto dall'amministrazione USA che paventava guerre commerciali tra i due continenti. Chi ha votato a favore e chi contro.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - Prima Pagina, 02-11-2003]

Il parlamento europeo ha approvato una direttiva che limita fortemente la possibilità di brevettare le idee ovvero il software ma espande le possibilità di brevettare le soluzioni tecniche contenenti il codice del programma.

Si insomma fa più labile di prima il confine tra macchina brevettabile e software brevettabile ma la direttiva potrebbe essere comunque sufficiente per impedire agli studi legali delle multinazionali di pretendere royalities dalle piccole società che usano le idee nei loro prodotti.

La battaglia sta iniziando adesso con un commissario europeo (Bolkestein) che ha già anticipato di volere ritornare alla originaria proposta della Commissione, quella che permetteva la piena brevettabilità delle idee/software.

Una direttiva EU diventa legge solamente se il Consiglio (formato dai rappresentanti dei governi nazionali) e il Parlamento europeo (che ha già votato una direttiva modificata) concordano su una proposta comune.

La posizione del Consiglio dovrebbe essere stata presentata giovedì 23 ottobre, a Brussels; nell'incontro la Commissione può proporre di non seguire la direttiva votata dall'Europarlamento e di ritornare alla proposta originaria, quella che permette la piena brevettabilità.

Il governo inglese è su questa linea e c'è da aggiungere che, appena l'Europarlamento ha votato la proposta di direttiva che limita fortemente la brevettabilità dei programmi, è arrivata una lettera di disappunto dall'amministrazione USA che paventava guerre commerciali tra i due continenti.

Questi sono i dati di fatto essenziali, la mia opinione è che i giochi non siano ancora conclusi, forse sono appena iniziati, ritengo che la lettera americana sia la punta dell'iceberg di uno scontro che sarà lungo, che coinvolge molti interessi: da una parte quelli delle multinazionali americane e dall'altra quelli delle piccole e medie imprese europee. In mezzo ci sono gli utenti e i normali cittadini ma temo che le loro necessità saranno tenute in considerazione molto poco.

Questo significa che a livello di europarlamentari e in generale di politici, la pressione è forte, a livello di governi e quindi di Consiglio europeo è presumibile che ci saranno posizioni irragionevolmente favorevoli alla patentabilità del software.

Dall'altro fronte, da quello "No ePatents", l'opera di convincimento è massiccia, le aziende interessate a fare pressione sono moltissime, in particolare quelle che si occupano di sviluppare codice. Le compagnie di questo tipo sono tutte piccole e medie aziende europee che non hanno risorse per avventurarsi in battaglie legali per poter vendere i loro prodotti.

Da più fonti viene fatto osservare che appena i politici sono informati della questione si ha una immediata reazione di contrarietà alla proposta, almeno della direttiva nella sua versione originale, quella per la piena patentabilità.

Molti osservano che esistono logiche di schieramento che in realtà mascherano disinteresse o ignornaza verso la questione senza dimenticare la volontà di non dispiacere all'amministrazione Bush.

Senza entrare nel merito della politica italiana segnalo un europarlamentare, oltre all'onnipresente Cortiana, che a mio avviso ha una buona conoscenza dell'argomento software e in particolare di questa questione. La sua iniziativa rivolta alla raccolta di proteste da inviare all'Europarlamento da parte delle aziende è molto significativa, attualmente le stesse proteste potrebbero essere inviate ai governi nazionali oppure al Consiglio. Trovate tutte le informazioni su questo sito.

Riporto dei dati indicativi ed estremamente approssimati dei voti favorevoli e contrari alla proposta McCarthy modificata, quella che limita fortemente la possibilità di brevettare i programmi, quella che nella sua prima versione permetteva la piena brevettabilità.

Conosco solo pochi nominativi di MEPs (Europarlamentari) italiani e quindi mi sono limitato a escludere i nomi palesemente stranieri; se esistessero interessi a correggere o completare questa lista potete inviare un email alla redazione. La mia intenzione è di proporre un quadro politico generale che riguardi la politica italiana sul fronte ePatents. Molte eurosigle di gruppi politici non le conosco, in email le correzioni e le aggiunte.

Pronunciamento dell' Europarlamento sulla brevettabilità del software:

Rapport McCarthy A5-0238/2003 - proposition modifiée 24/09/2003 12:52:33

364 Favorevoli:
ELDR: Sbarbati
PPE-DE (Destra e destra popolare): Tutto il centro-destra escluso Fiori.
PSE (Sinistra socialista): Tutta la sinistra socialista.

153 Contrari:
ELDR: Costa Paolo, Martelli.
GUE/NGL (Sinistra comunista): Ainardi, Cossutta, Di Lello Finuoli, Manisco, Morgantini, Scarbonchi, Vachetta, Vinci.
NI: Bonino, Borghezio, Cappato, Della Vedova, Gobbo, Speroni, Turco.
PPE-DE (Destra e destra popolare): Fiori.
UEN: Berlato, Marchiani, Muscardini, Musumeci, Nobilia, Pasqua, Segni, Turchi.
Verts/ALE (Verdi): Celli, Frassoni, Messner, Onesta.

33 Astenuti:
ELDR: Calò, Formentini, Procacci.

I link dei siti che si occupano da molto tempo della direttiva sui brevetti software:

Esempio animato di cosa è in discussione (sequenza adatta a connessioni modem)
Il sito italiano Software Libero
FFII, le informazioni sono molte e aggiornatissime ma prevalentemente in inglese
Petizione, da firmare se volete sostenere questa battaglia dal fronte "No ePatents", sono arrivati a 291837 firme
Votazione dell'Europarlamento, sito degli Eurogreen. Gruppo molto attivo, presenta molte info, Home

Sandro kensan
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