Comunicato stampa

28/giu/2007 10.10.00 C.I.Pe. Confederazione Italiana Pediatri Contatta l'autore

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                    C.I.PE.                                                  

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   Il Segretario Nazionale

.

                              OGGETTO :  Comunicato Stampa .

                                 5 NO e  5  SI per una pediatria di Famiglia  migliore

                                 No alle Unita' di Pediatria e alle Case della Salute proposte dal Ministro Turco .

 

 

Il Consiglio Direttivo Nazionale CIPe, Confederazione Italiana Pediatri , riunito a Napoli , esaminato il progetto ministeriale di riordino del sistema delle cure primarie, lo ritiene non condivisibile poiché le novità introdotte,  tra cui la  Casa della Salute e  le   Unità di Pediatria, non soddisfano affatto le necessità assistenziali del bambino ,  che sono completamente diverse da quelle dell’adulto 

 La volontà di parte pubblica di trovare nuove soluzioni organizzative alle cure primarie ,  al fine di garantire prestazioni continuate ed integrate  in un contenitore territoriale,  vanificano la capillarizzazione della assistenza pediatrica, minano alla base il rapporto di fiducia genitore-pediatra e rischiano di annullare gli ottimi risultati di decenni di pediatria di famiglia.

La CIPe non ritiene utile la creazione di Unità di Pediatria formate da pediatri di famiglia, pediatri di distretto, pediatri non inseriti e specializzandi del quarto e quinto anno, deputate a gestire la continuità diurna per 12 ore, caratterizzate da un responsabile con funzioni di dirigenza e di coordinamento.

La patologia acuta nel bambino e le ansie genitoriali non necessitano  quasi mai  di risposte immediate e complesse, ma di un sistema che traduca la domanda in certezza di risposta.

Tale "certezza assistenziale", che ha come garanzia il rapporto di fiducia tra pediatra e genitori, si ottiene sia attraverso ore di ambulatorio definite e modulabili secondo le effettive esigenze sanitarie dell'utenza ed a seconda del modello organizzativo scelto dal pediatra, sia prevedendo un ampliamento concordato della contattabilità extra -ambulatoriale.

La CIPe però non ritiene proponibile la reperibilità telefonica continuata per 12 ore del pediatra di famiglia  che, peraltro, è in contrasto con il Codice di Deontologia Medica, che all' art . 72 stabilisce che "il medico non deve assumere impegni professionali che comportino eccessi di prestazioni tali da pregiudicare la qualità della sua opera professionale e la sicurezza del malato".

Per la CIPe il bambino necessita della continuità delle cure attraverso una compiuta integrazione ospedale-territorio, di una continuità nella prevenzione e nella educazione sanitaria, con il potenziamento dei bilanci di salute, di una continuità nella appropriatezza e nella efficacia, attraverso una formazione continua di tutti gli operatori dell’area pediatrica.

La salute del bambino non si tutela accentrando i pediatri con altre figure professionali in contenitori territoriali pensati a tavolino  ma  piuttosto costruendo percorsi diagnostici preferenziali, una completa integrazione con le U.U. O.O. di pediatria ospedaliera, salvaguardando la distribuzione capillare degli ambulatori e,  soprattutto, attraverso una programmazione sanitaria che tenga conto del futuro fabbisogno  di pediatri di famiglia. La CIPe propone  una pediatria di famiglia che sappia dialogare, coordinarsi, integrarsi funzionalmente al suo interno, con il distretto e con l’ospedale, ma senza la creazione di modelli organizzativi   rigidi ed organizzati gerarchicamente.La CIPe è favorevole all'associazionismo, non come strumento obbligato per garantire l'immediatezza e l’apertura continuata per 12 ore degli ambulatori, ma per una autonoma ricerca di una migliore organizzazione della risposta sanitaria .Chiediamo di avere più tempo da dedicare alla prevenzione ed  alla educazione sui corretti stili di vita, (corretta alimentazione e prevenzione dell’obesita’ , incidenti domestici , mirata ed urgente attenzione all’eta’ adolescenziale - fumo, droga,alcool,  piercing   e tatuaggi  ecc. ecc. ) ,  più tempo per un’integrazione attiva con i centri di ricovero e per la formazione, più personale di studio per migliorare la qualità della risposta , favorendo un accesso mirato e personalizzato all’utenza  in base alle necessita’ “vere “ del singolo bambino  .Chiediamo autonomia professionale nel rispetto di un contratto-convenzione , nella consapevolezza di svolgere un ruolo fondamentale ed insostituibile nel SSN , dimostrata ampiamente dagli studi del CENSIS e da organizzazioni internazionali tipo  Save the Children  nonche'  dal quotidiano riconoscimento  dei nostri assistiti.

 

                                                 5 NO e  5  SI per una pediatria di Fiducia  migliore

 

NO  alle Unità di Pediatria e  alle Case della Salute proposte dal Ministro Turco    

NO  alla reperibilità  h 12                                                                                

NO all’Associazionismo coatto                                                                          

NO alla continuità intesa come " immediatezza" della risposta                       

NO ad ogni tentativo di limitare l'autonomia del Pediatra di Famiglia    

        

SI    al rafforzamento del Rapporto di fiducia

SI      alla maggior presenza del pediatra nelle ore di competenza

SI   all’associazionismo  ed a forme di aggregazione su  base  volontaria

SI   alla continuità intesa come "certezza" della risposta

SI   alla integrazione con gli altri operatori del distretto e con l’ospedale 

 

Chiediamo di rimanere quelli che siamo, medici specialisti a ciclo di fiducia ed a quota capitaria.

Chiediamo di rimanere solo e solamente  pediatri di famiglia.

 

 

                                                                                                   Colgo l’occasione per porgere

                                                                                           Cordiali Saluti

      Il Segretario Nazionale

                                                                                  Dott. Giuseppe  Gullotta

 

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