INFERMIERI/OSS dalle analisi alle proposte concrete

14/lug/2007 01.49.00 Associazione asnoss Contatta l'autore

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 INFERMIERI/OSS

dalle analisi alle proposte concrete  

Esattamente 30 anni (giugno 1977) fa la formazione infermieristica da biennale diventava triennale.

                                     L'Italia sottoscriveva l'accordo di Strasburgo. 

La Lombardia è stata, da sempre, la regione  trainante sulla formazione del personale infermieristico. Già nel primo censimento della FIARO nel 1976 gli infermieri assunti negli ospedali lombardi erano 16.000.. quasi la metà di tutti gli  infermieri in Italia. (38.354) 

Grazie all'impegno  profuso da tutti i soggetti del pianeta sanità lombardo nel 1995, prima dell'ingresso della formazione infermieristica in Università, gli infermieri erano già 47.000.

Ora sono oltre 50.000; altri 4000 studenti infermieri stanno frequentando i corsi di laurea nelle sedi universitarie lombarde.

L'ingresso nella U.E. di nuovi paesi faciliterà la presenza in Lombardia di altri numerosi infermieri comunitari. E' prevedibile che nel 2010 gli infermieri in Lombardia saranno oltre 60.000..

Nel 2001, grazie all'impegno di rappresentanti delle RSA, Associazioni, Sindacati, Collegi, la Regione Lombardia ha approvato la delibera istitutiva della figura dell'operatore socio sanitario. L'istituzione di questa figura " unica" doveva contribuire a scaricare gli infermieri delle loro mansioni improprie, (in una ricerca del 1989 in tre ospedali provinciali erano già il 30%) conseguentemente alla revisione dei piani di lavoro e di un management ampio e mai diversificato.

Era un atto dovuto stante la chiusura delle scuole di infermiere generico ed il nuovo ruolo dell'infermiere "responsabile" dell'assistenza infermieristica acquisito con l'emanazione del profilo professionale nel 1994 e conseguente abolizione del mansionario.

La verifica delle mansioni improprie e di quelle delegabili dall'infermiere operante nelle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate all'OSS  è stata una scelta condivisa da tutti.

La Regione Lombardia attraverso i "fondi dedicati" ha provveduto  alla riqualificazione degli OTA/ASA già operanti nel SSR. Per gli OTA è stato conseguente il successivo inquadramento economico di OSS; percorsi complementari ancora aperti permettono agli ASA di riqualificarsi in OSS, ma non è spesso conseguente il loro successivo l'inquadramento economico.

Sono oltre 30.000 coloro che sono in possesso del titolo di OSS in Lombardia; l' inserimento lavorativo di questi operatori è variegato: alcuni  sono occupati come ASA nelle cooperative, altri come badanti  ed  altri svolgono lavori saltuari.

Pochi sono stati i concorsi  di OSS nelle aziende sanitarie…alcuni sono stati assunti a tempo determinato. 

Ora..(anno 2007) molti si interrogano sul futuro di questa figura che vanta in Lombardia il maggior numero di addetti rispetto al altre regioni. Sono tanti gli  OSS che hanno frequentato in questi anni  corsi a pagamento (2300/2800 euro) ove spesso gli è stato prospettato  all'iscrizione  un ipotetico lavoro ed ora…sono in attesa del primo lavoro. ( non un secondo lavoro!!)

Anche noi stiamo vagliando modalità formative, operative e contrattuali in atto nelle regioni ove operano i nostri iscritti.

   Il modificare norme consolidate, sia in ambito sanitario che socio assistenziale, è sempre stato, negli anni passati , oggetto di contrapposizioni fra i diversi schieramenti o correnti di pensiero proprie del mondo sanitario, socio sanitario e socio assistenziale.

Negli anni 80 è avvenuto fra alcune organizzazioni  mediche sulla delega agli  infermieri di alcune loro attività!! Successivamente sull'abolizione del mansionario degli infermieri e negli anni 90  l' avvio della formazione universitaria.

Attualmente  è la formazione ed inserimento lavorativo degli  OSS, si ridiscute sulla formazione infermieristica ( MIUR), sulla libera professione e sulle specializzazioni post base ( master ??) per gli infermieri . 

La formazione complementare degli OSS sia essa in ambito sanitario, sociale, riabilitativo..

deve trovare comunque sinergie, confronti, approfondimenti e pari dignità all'interno di tutti i soggetti che sono parte integrante del mondo sanitario, socio assistenziale,  sindacale ed associativo.

  Pur condividendone l'orientamento negativo di alcuni sulla terza S  degli OSS, ci uniamo a quanti propongono che l'OSS, sotto la responsabilità dell' infermiere o altri profili professionali di riferimento, presenti nei differenti contesti lavorativi (area sanitaria e sociale…) possa svolgere quelle funzioni/mansioni demandabili/delegabili inseriti in specifici protocolli, piani assistenziali  e linee guida.

Una prima condivisione è già stata espressa dal Consiglio regionale della Lombardia, stante i contenuti del piano socio sanitario regionale 2007/2009, riguardo la formazione dell' OSS addetto alle cure domiciliari.

L'attuale formazione base degli OSS, secondo alcuni dirigenti infermieristici, coinvolti nelle attività delle nostre associazioni, presenta notevoli criticità: ci sono troppe agenzie formative ( attualmente in Lombardia sono già 210) e spesso non c'è nessun controllo sulla qualità della formazione sia essa teorica o pratica (tirocinio)

La futura formazione complementare dell'OSS ed il suo inserimento non può che essere affidata alle associazioni/ordini di infermieri o di altri profili di riferimento  così come avviene in altri paesi europei ed il tirocinio deve trovare tutor motivati professionalmente e gratificati economicamente.

In questi giorni , come ogni anno in estate, è in atto la campagna pubblicitaria per incentivare i giovani  ad iscriversi ai corsi i infermiere. Due sono i messaggi  che l'opinione pubblica lombarda potrebbe anche recepire   " Mancano infermieri. Turni massacranti.."

E' in corso anche una  interessante  analisi su uno storico  quotidiano milanese!

Speriamo che questa strategia porti tante iscrizioni di giovani lombardi ai corsi per infermieri.!!

Perché il dibattito possa produrre anche soluzioni noi riteniamo formulare ulteriori proposte.

E opportuno che si porti a conoscenza l'entità numerica degli infermieri italiani ed extracomunitari, degli OSS ed ASA  che operano nei numerosi contesti lavorativi lombardi accreditati nonché le diverse posizioni funzionali e contrattuali ivi operanti .

E' rituale affermare che il rapporto numerico infermieri/popolazione in Italia è inferiore ad altre nazioni europee; può essere vero ..anche per quanto riguarda la Lombardia.

Ma la maggior  parte dei 50.000 infermieri iscritti ai collegi  lombardi risulta  essere assunti,negli ospedali e case di cura accreditate; in altre nazioni, ove le nostre associazioni hanno riferimenti certi vi è anche una adeguata   presenza  di infermieri assunti nelle residenze per anziani, assistenza domiciliare territoriale….centri per la salute!!

Una verifica dei piani di assistenza delle singole unità operative nelle aziende ospedaliere e nelle strutture sanitarie accreditate circa  le mansioni improprie e funzione proprie  non svolte degli infermieri consentirebbe, oggi , anche un riequilibrio numerico infermieri/operatori socio sanitari oggi, in diverse strutture ed unità operative, troppo sbilanciato numericamente a favore degli infermieri. Tale scelta, a bilancio consolidato dell'azienda, consentirebbe il recupero di risorse economiche finalizzate  a garantire livelli stipendiali ( europei.) sia agli infermieri che agli OSS e l'avvio di protocolli/linee guida in tutte le realtà sanitarie e sociali.

La numerosa presenza nelle aziende sanitarie lombarde di unità operative d' eccellenza e di infermieri  esperti ivi operanti può favorire, come in alcuni paesi europei, l'avvio a corsi  specializzanti  post base che consentirebbe nuove prospettive di  carriera e economiche a tutto il personale coinvolto ed anche un ulteriore recupero motivazionale e professionale per tutti infermieri e OSS

Tali scelte  favorirebbero il  ripristino di  turnazioni consone sia al lavoratore che al malato evitando "integrazioni extra lavorative"   che nuocciono anche alla salute dell'infermiere.

Tali proposte sono rivolte anche alle organizzazioni sindacali affinché  valutino la possibilità di favorire accordi/aumenti  stipendiali a seguito di  sperimentazioni o avvio di nuovi modelli organizzativi in alcuni contesti lavorativi lombardi

. Alcuni destinatari del  presente documento  non possono dimenticare le mobilitazioni sindacali per abolire istituti contrattuali  nocivi alla salute dei lavoratori!!

Ciò che accade in alcune realtà , anche se comprensibile stante le attuali difficoltà economiche, è contrario ad ogni principio  etico, professionale e sindacale!

Su tali proposte siamo  disponibili a partecipare ad incontri per favorire soluzioni condivise.

                             I Presidenti AINM ed ASNOSS  - Minelli/Gusperti   

Milano  14/07/07       

Sede operativa Via Zara 23 20159 MILANO

Sito www.infermierinelmondo.it                                                                          www.associazione.asnoss.name

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