Terremoto: la politica criminale di una classe dirigente da cacciare al più presto!

19/gen/2017 16:21:33 Piattaforma Comunista Contatta l'autore

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Terremoto: la politica criminale di una classe dirigente da cacciare al più presto!

 

Nuove forti scosse di terremoto hanno colpito la regione del centro Italia, già duramente provata dagli eventi sismici e sottoposta a difficili condizioni climatiche.

La situazione nella zona è critica e le scosse non si fermeranno in poco tempo, date le caratteristiche geologiche del territorio e il fenomeno del “contagio” delle faglie.

Il terremoto, le bufere di neve sono fenomeni naturali, ma le loro conseguenze sono aggravate dalla politica criminale della classe dirigente che per tutelare i capitalisti, i banchieri, i ricchi, i parassiti, manda in rovina e depreda il paese.

A cinque mesi dal primo sisma, i soldi mandati dalla popolazione ai terremotati non sono arrivati, i moduli abitativi nemmeno.

La popolazione che sta nei container e nei camper sta vivendo momenti drammatici.  I piccoli allevatori sono stati costretti a vendere gli animali per riparare i danni dei capannoni.

Però il governo ha stanziato 20 miliardi di euro per salvare le banche (le stesse che hanno mandato in rovina tanti lavoratori), mentre nell’ultima manovra finanziaria non è stato previsto nulla per la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio.

Però il governo spende una montagna di fondi pubblici per le tante missioni militari all’estero, quando la vera emergenza sicurezza sta sugli Appennini e in tutti territori minacciati da terremoti, frane, slavine e alluvioni.

Come denunciano gli esponenti delle popolazioni terremotate, dal sisma del 24 agosto ad oggi la situazione nelle zone colpite è la stessa. La gestione post-terremoto è fatta di tante parole e pochi fatti, dominata dalle esigenze di profitto e dalla burocrazia statale, che nega ogni confronto con i diretti interessati.

Anche i vigili del fuoco denunciano di essere in mano a “criminali allo sbaraglio” che con le loro scelte stanno producendo effetti devastanti sulla popolazione.

Invece di risolvere i problemi, il governo Gentiloni – in ossequio alla politica di austerità imposta dalla UE dei capitalisti – si appresta a una nuova manovra di tasse antipopolari e tagli spese sociali e sanitarie per pagare il conto delle promesse e delle clientele renziane. Una manovra che peggiorerà ulteriormente le condizioni di vita della classe operaia e delle masse popolari.

Operai, lavoratori, giovani e donne del popolo, diciamo basta a questa politica infame!

I soldi ci sono: vanno presi dai padroni, dai ricchi, dai parassiti, dalle spese militari!

Esigiamo la tassazione dei capitali, dei profitti, delle rendite, una vera lotta all’evasione, per reperire le risorse necessarie alle emergenze, alla ricostruzione e messa in sicurezza delle case e del territorio, per risolvere i problemi urgenti delle popolazioni colpite!

Esigiamo il ritiro delle truppe inviate all’estero e un forte taglio delle spese militari a favore di quelle sociali!

Aiuto prioritario ai lavoratori terremotati, ai disoccupati, alle donne e agli anziani poveri!

Per fare questo dobbiamo liberarci al più presto - con l’unità e la lotta di massa, costruendo organismi operai e popolari - dal governo oligarchico di Gentiloni che continua la stessa politica reazionaria di Renzi.  

In questo modo potremo aprire la strada a un governo che rappresenti gli interessi vitali del proletariato, della massa impoverita e oppressa, per un’uscita rivoluzionaria dalla profonda crisi originata dal moribondo sistema capitalistico.

19 gennaio 2017

 

 

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

 

www.piattaformacomunista.com

 

teoriaeprassi@yahoo.it

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