Lo studio del fenomeno della morte

21/set/2017 12:51:45 Scientology Brescia Contatta l'autore

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Il soggetto filosofico della morte.

Quando si discutono i fenomeni della morte, si tocca probabilmente il soggetto filosofico più universalmente ponderato. Per di più, specialmente considerando che la popolazione americana oltre l’età di sessantacinque anni è raddoppiata, stiamo effettivamente trattando una questione di grave interesse. In risposta a tutto ciò che la morte rappresenta come grande promessa di un aldilà (o, con l’avvento dell’età scientifica, la grande estinzione) abbiamo “I fenomeni della morte”, di L. Ron Hubbard.

Per introduzione, torniamo brevemente all’anno 1951, quando subito dopo l’uscita di Dianetics, Ron dichiarò: “Più si ricercava e più si comprendeva che qui, in questa creatura Homo sapiens, c’erano troppe incognite”. Particolarmente, egli citò “strane smanie” per terre lontane, curiosi ricordi di tempi antichi e persone che senza conoscenza osservabile, improvvisamente e inspiegabilmente parlavano lingue straniere.

Inoltre, e qui sta il punto cruciale, ben presto ci furono documentazioni. Casi di persone, una dozzina per la verità, che dopo aver ricevuto Dianetics non miglioravano nel modo previsto finché non erano state alleviate da esperienze traumatiche. Queste sembravano provenire da parecchie vite passate.

Per apprezzare ciò che si stava svolgendo, vediamo di comprendere che, se Dianetics si occupa di “rintracciare l’esperienza” per scaricare traumi nascosti, si scoprì poi che spettava all’auditor di Dianetics il compito di prendere di mira l’insieme di quell’esperienza, compresi persino quelli che Ron definì: “Fenomeni per cui non abbiamo spiegazioni adeguate”.

Le vite precedenti a questa.

La sua prima dichiarazione documentata sulla questione era ugualmente indeterminata. Riferendosi a un caso in cui si offrivano dettagli notevolmente convincenti di quella che sembrava essere una morte precedente, egli disse semplicemente: “Dobbiamo mantenere una mente aperta su queste cose”, e non si compromise più di questo.

Privatamente, però, non sembrava persuaso, e ragionevolmente suggerì che la cosiddetta sequenza di vite passate fosse immaginaria e forse rappresentava un modo per “rifugiarsi in un passato fittizio”. In ogni caso, e su questo fu irremovibile, la faccenda si prestava ovviamente a ulteriori ricerche.

Per capire ciò che fece seguito subito dopo, ci vuole una breve spiegazione delle circostanze. Poco tempo dopo la pubblicazione di Dianetics: La forza del pensiero sul corpo, e sulla scia di una popolarità senza precedenti (ben presto il libro salì in testa alle classifiche di vendita, causò titoli a caratteri cubitali e infine diede vita a niente meno che un movimento nazionale) fu formata la prima Fondazione di Ricerche di Dianetics ad Elizabeth, nel New Jersey.

Nonostante il suo nome comparisse tra quelli dei direttori amministrativi, Ron si limitò a condurre ulteriori ricerche, a tenere conferenze e ad addestrare studenti. L’amministrazione vera e propria degli affari della Fondazione ricadeva su altre persone e, nel contesto di quella struttura amministrativa, si trovò davanti ad una delibera del consiglio d’amministrazione che proibiva qualsiasi ulteriore discussione di vite passate.

Le difficoltà ad accettare vite precedenti.

Se si vuol essere veramente onesti, i promotori di quella infelice delibera del New Jersey non devono essere accusati di pregiudizi arbitrari. Dopotutto, e particolarmente nella società occidentale della metà del XX secolo, l’idea di una precedente esistenza era inesistente se non insolita.

Per di più, quando si parla di quel consiglio di amministrazione del New Jersey, che comprendeva il sopracitato medico del Michigan, dott. Joseph Winter, l’ex ingegnere della Western Electric, Donald Rogers, e il redattore capo della rivista Astounding Science Fiction, John W. Campbell Jr., si parla di un gruppo di persone dalla mentalità molto materialista.

Campbell, per esempio, si era in precedenza sforzato di formulare parecchie sofisticate teorie per spiegare il pensiero umano in termini puramente cellulari, e, a parte quello, era ansioso che Dianetics rimanesse su una base accettabile nel mondo scientifico, cioè su una base materialista.

Allo stesso tempo, Winter, parimenti preoccupato da un punto di vista politico, nella sua posizione di direttore medico della Fondazione, continuava a sostenere che Dianetics non sarebbe mai stata veramente accettata (né avrebbe ricevuto l’essenziale sostegno finanziario del governo), a meno che non si fosse integrata nel sistema della psicologia e della psichiatria americane... il quale, a sua volta, richiedeva che niente scuotesse il credo psicologico e psichiatrico che definiva la nostra vita come un processo puramente biochimico che aveva inizio con la nascita e terminava con la morte.

L'opposizione all'idea di vite precedenti e future

Si potrebbe dire ancor di più, ivi compreso il fatto che, all’avversione che psicologia e psichiatria nutrivano per ciò che dimostrava l’esistenza di vite passate, si aggiungeva buona parte del dogma cristiano che si opponeva a quell’idea. Il pensiero è complesso e profondamente radicato in una ortodossia cristiana ove l’attrattiva principale era la speranza d’una risurrezione fisica.

In breve, comunque, questo è il nocciolo della questione: se, come veniva arguito in varie scritture gnostiche, l’anima umana era destinata a rinascere, ovviamente la minaccia d’una dannazione eterna tendeva a perdere il suo pungolo. Ciò non voleva dire che il peccatore non soffriva, secondo la dottrina gnostica. Al contrario, la terra stessa diventava un inferno interminabile per coloro che vivevano, vita dopo vita, al di fuori della grazia di Dio.

Tuttavia da un punto di vista strettamente ecumenico, una dottrina sulla reincarnazione tendeva a minare l’autorità della Chiesa quale unico strumento di salvezza e di vita eterna attraverso la grazia di Cristo. Per di più, quella dottrina tendeva a minare fonti essenziali di entrate della Chiesa, tra le quali, e non da ultime, le vendite di indulgenze. Di conseguenza, tali dottrine furono tutte ufficialmente vietate durante il Secondo Sinodo di Costantinopoli, nel 553 d.C.

Niente di questo, naturalmente, figurava nel pensiero di Ron. Anzi, le sue preoccupazioni rimasero di carattere puramente pratico e determinate unicamente dalla funzionalità. Coloro che ricevevano auditing traevano o non traevano beneficio dal trattamento di quella che veniva percepita come un’esperienza traumatica di una vita passata? Nessun altro fattore, né politico né filosofico, era giudicato pertinente. Oltre a ciò, e questo Ron lo disse in termini categorici ai membri del consiglio di amministrazione: “Non potete emettere delibere per dire che cosa c’è o non c’è nella mente umana”.

Il testo "Hai mai vissuto prima di questa vita ?"

Nelle pagine seguenti riportiamo la nota introduttiva di Ron a quello che può essere considerato il culmine di tali ricerche, il libro del 1960: Hai vissuto prima di questa vita? Il testo comprende quarantadue casi in cui furono impiegate procedure avanzate di auditing di Scientology per alleviare difficoltà che provenivano da vite passate.

Ciò che questi quarantadue casi rivelarono in un più grande contesto filosofico è, naturalmente, di un’importanza e di un interesse enorme per tutta la nostra esistenza... ivi compresa la sorprendente dichiarazione di Ron che, senza troppi giri di parole, disse: “Ciò che creiamo nella nostra società durante questa vita ci influenza nella prossima”. Ugualmente sorprendenti erano i risultati di quelle procedure di auditing di Scientology; non pochi sono i casi documentati in cui, per esempio, vittime della polio irrimediabilmente storpiate recuperavano la loro completa capacità di movimento, in seguito al trattamento delle vite passate, e solo allora.

Infine, per chi fosse affascinato da tali dettagli, c’è anche il caso successivo di una giovane Scientologist che ricordava non solo le circostanze della sua vita precedente, ma anche il luogo della sua sepoltura. Al che si recò al sagrato di quella chiesa, nel sud dell’Inghilterra. Proprio come aveva rievocato durante il suo auditing, trovò la pietra tombale su cui stava scritto il suo nome precedente e che sarebbe altrimenti rimasta dimenticata.

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