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L'amore finisce, ma c'è chi non accetta l'abbandono e non si dà pace.

14/nov/2007 10.30.00 escialloscoperto Contatta l'autore

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Troppo innamorato o…persecutore?
 
L'amore finisce, ma c'è chi non accetta l'abbandono e non si dà pace.
L'ex innamorato diventa un'ossessione: telefonate, sms, e-mail, murales o graffiti, regali non graditi, visite a sorpresa sotto casa o sul posto di lavoro, fino ai casi estremi di pedinamenti, appostamenti, auto distrutte, minacce di violenza, violazione di domicilio, aggressioni fisiche o sessuali, tentato omicidio e omicidio. L'ultima moda sono gli investigatori privati, reclutati per avere foto e filmati da mostrare poi ad amici, parenti e conoscenti.

In Italia <strong>la violenza è la prima causa di morte per le Donne di età tra i 15 e i 45 anni</strong>.

Sto parlando dello <strong>Stalking</strong>, ossia sindrome del molestatore assillante o inseguimento ossessivo.
Il problema è in ascesa, è molto grave e sottovalutato dalla legge italiana, in quanto purtroppo costituisce la base e la preparazione per la maggior parte degli omicidi premeditati. Tutte queste molestie persecutorie sono difficili da denunciare perchè lo Stalking nel nostro Paese non è ancora considerato un reato.
In America da diversi anni oramai, oltre alle leggi anti-stalking, anche la cinematografia si occupa di questo grave problema sociale. Tanto per citare qualche esempio, chi di noi non ricorda il film di Micheal Douglas "Attrazione fatale" o quello di Julia Roberts "A letto con il nemico"?

In questi ultimi anni anche in Italia tale fenomeno è studiato da psichiatri e criminologi, ma non è un argomento che riguarda soltanto la scienza perchè riguarda <strong>tutti noi</strong>. Non possiamo più chiudere gli occhi e fingere che non esista. Un italiano su cinque è vittima dello Stalker, ma solo il 17% trova il coraggio di denunciarlo, per paura di peggiorare la situazione o di non essere creduto.

Lo Stalker (molestatore assillante) può essere una donna affettivamente dipendente, ma le statistiche assicurano che nella maggior parte dei casi (87%) è un uomo, tra i 35 e i 40 anni. Si tratta per lo più di persona conosciuta: partner ed ex partner. Ma anche colleghi di lavoro, amici, vicini di casa che vogliono stabilire una relazione o esercitare un controllo sulla vittima.
Gli Stalkers sono persone "normali" e abili <strong>manipolatori</strong>, difficilmente commettono degli errori perché sanno come muoversi e sfruttare a loro vantaggio i vuoti delle leggi.

Le conseguenze per le loro vittime possono essere devastanti: il 20% manifesta tendenze suicide, il 45% finisce con l'abusare di tranquillanti o alcol, il 70% ha problemi psico-relazionali. Più la vittima ha paura del suo Stalker, più egli si sente motivato a perseguitarla.

http://escialloscoperto.blogspot.com

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