Le lampadine,
oggetto della direttiva europea e del Decreto Legislativo 151/05 sui
Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), immesse
annualmente sul mercato italiano sono circa 120 milioni di pezzi tra
lampadine a scarica, a fluorescenza, a ioduri metallici ecc.
Oltre alla pericolosità hanno la caratteristica della fragilità, essendo costituite per il 90% da vetro.
Le
lampade a basso consumo di energia,
che fanno risparmiare energia elettrica e limitano sensibilmente le
emissioni di CO2, che sempre più si stanno diffondendo in tutto il
mondo industrializzato ma, se non smaltite correttamente, possono provocare danni all'ambiente.
Il rovescio della medaglia, rispetto alle vecchie lampadine ad incandescenze ed alogene (prossime al pensionamento per Legge), delle nuove lampade a basso consumo è rappresentato dalla
presenza di mercurio e polveri fluorescenti, che sono sostanze nocive per la salute dell'uomo e
inquinanti per l'ambiente tanto che, giunte a fine ciclo di vita,
vengono classificate, sia per la normativa europea che italiana, rifiuti pericolosi.
Il recente aumento delle concentrazioni di mercurio nell'atmosfera è, infatti, legato
al processo di industrializzazione che, nell'ultimo decennio del XX secolo, ha causato un incremento delle emissioni atmosferiche visto che il mercurio rappresenta un materiale di scarto del carbone
e viene usato nelle industrie dei metalli, dei cementifici e delle industrie chimiche.
Il mercurio liquido, invece, disperso nell'ambiente, rientra facilmente nella catena alimentare e risulta
pericoloso per il sistema neurologico, cardiovascolare, immunitario e riproduttivo.
Per questo motivo l'80% dei produttori che operano nel mercato italiano si sono già associati nel Consorzio per il Recupero e lo Smaltimento
di Apparecchiature di Illuminazione denominato Ecolamp.
Il Consorzio metterà a disposizione in modo capillare in tutto il Paese soluzioni logistiche efficaci ed efficienti per il recupero delle
apparecchiature di illuminazione a fine vita, organizzando processi di
raccolta, trasporto e smaltimento in una logica di ottimizzazione dei
costi e di rispetto per l'ambiente.
Lampade a scarica e a risparmio di energia, tubi al neon, lampadari e plafoniere non verranno più inviati alle discariche,
occupando spazi già insufficienti, ma destinati ad impianti
specializzati in cui sarà possibile recuperare i residui metallici e
non metallici presenti al loro interno (alluminio, rame, vetro e
materie plastiche) e mettere in sicurezza le sostanze potenzialmente
pericolose (mercurio e polveri fluorescenti).
Per finanziare la creazione di questa rete di recupero installatori ed elettricisti, addetti ai lavori del settore illuminotecnico e i consumatori in generale sono tutti
chiamati a contribuire direttamente al riciclo dei prodotti illuminotecnici a fine vita attraverso il pagamento di un importo aggiuntivo al prezzo di vendita. Questo sovrapprezzo è definito Eco-contributo RAEE.
Per
semplificare le procedure di pagamento, Ecolamp ha previsto un solo
importo per ciascuna delle categorie merceologiche oggetto della
Normativa (in € al pezzo).
Eco-contributo RAEE per: Lampade a scarica € 0,22 + IVA; apparecchi di illuminazione € 0,15 + IVA.
Un valore ridotto, ma molto importante, che permette
di
finanziare il recupero dei materiali plastici e metallici degli
apparecchi di illuminazione e, soprattutto, di smaltire con cura le
polveri fluorescenti e il mercurio presenti nelle moderne lampade a risparmio di energia.
Per questa categoria di prodotto, infatti, le tecnologie a disposizione consentono di riciclare quasi il 99% dei materiali
, recuperando la totale quantità del vetro e dei residui metallici e non di cui sono composti.
Per i consumatori sarà bene far fruttare questo investimento,
consegnando nei punti di raccolta tutte le lampadine che troviamo: ricordando che quante
più lampadine si ricliclano tanto meno aumenterà il contributo e tanto
più ne trarrà giovamento sia la "tasca" che la salute.