Il Movimento PA.C.E. e la crisi della Politica

Forse perché da tempo sono venuti meno i concetti di Patria, di fede, di famiglia; essi sono stati sostituiti con quelli dell'egoismo, del tornacontismo, del personale interesse, elementi che emergono quando tutto diventa relativo e quindi tutto si può riferire al proprio convincimento, che sempre si pone alla estrema tutela del personalismo: quando l'etica e la morale diventano relative a se stesse e non riferite a valori più alti e più grandi del proprio "io", quali possono essere la legalità, l'uguaglianza, la solidarietà (ovvero l'altruismo già chiamato fraternitè, quando si cercava ancora la liberté e la egalitè) e primo fra tutti la giustizia (cercate il Regno e la giustizia).

11/feb/2008 18.49.00 PA.C.E - Patto Cristiano Esteso Contatta l'autore

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IL MOVIMENTO PA.C.E.

E LA CRISI DELLA POLITICA

di Gilberto Perri

 

In questi giorni, la parola più usata nei telegiornali e nelle varie rubriche politiche è "crisi".

Crisi della politica, crisi dei valori, crescita dell'antipolitica ed altro.

I Governi cadono, le coalizioni di destra e di sinistra cercano i motivi delle rivalse e pochi sono coloro che si muovono per il bene del popolo, pochi sono coloro che si rendono disponibili a rinunciare ai privilegi delle "caste" per il bene della propria Nazione.

 

Forse perché da tempo sono venuti meno i concetti di Patria, di fede, di famiglia; essi sono stati sostituiti con quelli dell'egoismo, del tornacontismo, del personale interesse, elementi che emergono quando tutto diventa relativo e quindi tutto si può riferire al proprio convincimento, che sempre si pone alla estrema tutela del personalismo: quando l'etica e la morale diventano relative a se stesse e non riferite a valori più alti e più grandi del proprio "io", quali possono essere la legalità, l'uguaglianza, la solidarietà (ovvero l'altruismo già chiamato fraternitè, quando si cercava ancora la liberté e la egalitè) e primo fra tutti la giustizia (cercate il Regno e la giustizia).

 

Tutto crolla, tutto appare instabile, tutto viene meno; nessuna certezza, nessuna garanzia, nessuna speranza, sempre più verso le tenebre, dove tutto é confusione.

Non mancano gli uomini: siamo pieni di professionisti della politica, menti eccelse dal pensiero elevato, ma incapaci di fare uscire la Nazione dalla crisi.

Allora bisogna chiedersi se è la filosofia della politica o i suoi tecnicismi che vanno cambiati oppure c'è qualcosa di spiritualmente forte che è venuto a mancare.

 

L'Italia ebbe il suo glorioso risorgimento non per adesioni a filosofie o a programmi elettorali, ma per un forte spirito unitario che guidava molti suoi figli e li rendeva patrioti.

Poi venne nel nostro Paese l'onda dell'internazionale socialista e molti furono assorbiti dallo spirito del comunismo che diventò un ideale ed una fede; costoro, come i patrioti del risorgimento, non avevano nè capacità di alta retorica nè conoscenze di sottili distinzioni giuridiche, erano solo animati da un ardore tale da renderli "arditi". La lotta, quindi, non si svolse sul piano dei programmi o delle diverse strategie d'azione, le fazioni contrapposte si affrontarono sul piano della fede e dei valori.

 

In Italia, al dilagante fenomeno dell'internazionale comunista si oppose un fronte di nazional-socialismo, caratterizzato dalla fede fascista, ed un fronte sociale fondato sulla fede cattolica che, sulla base dell'enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, portò nel campo della politica, con Don Luigi Sturzo, la dottrina del cattolicesimo, mentre rimanevano ancora forti i valori del risorgimento e del repubblicanesimo.

 

Un'Italia dove si confrontavano fedi e valori, ideologie e principi socio-politici.

Fedi, valori e principi che vincevano nell'agone politico, tramite i programmi ed i progetti facendo di tutto per dare dimensione di vita sociale alle loro ideologie.

 

Poi c'è stata la sconfitta delle ideologie e con essa la morte dei valori sociali e collettivi, e la nascita dei pseudo valori personali e di piccole lobby fino al relativismo etico. La politica, privata dei punti di riferimento ideali e fideistici, è rimasta il luogo dove i più forti ed i più scaltri corrono per governare le istituzioni e gestire un potere che soddisfa le loro personali e ristrette "divinità". Quindi programmi per governare ma senza un fine chiaro e condiviso. Alle finalità degli attuali programmi sembra mancare la idealità, i valori ed principi etici e morali; dunque, una coalizione di schieramenti senza forti ideologie per ottenere un potere senza alcun controllore, e restare vincolati solo ad una promessa di programma. Un pò poco, vero?

 

Questo modello di politica senza "anima" ha dimostrato di generare deserto, ovvero la fine di ogni tipo di coltura benefica e produttiva, che ha sempre avuto in sé, oltre al frutto anche il seme della speranza per le future generazioni. Oggi, quindi, un deserto che uccide e sul quale bisogna intervenire dando alla politica l'anima e l'acqua viva della sorgente, dalla quale sgorgano le più alte idealità: le sole in grado di dare consiglio e forza al buon governo.

La soluzione del problema italiano, a nostro sommesso avviso, consiste nel ripristinare i principi ed i valori del bene nell'area di quell'unica ideologia, che mai è stata sconfitta. Essa, dopo la caduta delle grandi idealità del decorso secolo, è la sola che vive e continua a brillare, invitando ancora oggi l'uomo a seguirla, per dimostrare che è l'unica via per il bene e la prosperità: il Cristianesimo.

 

L'ideologia cristiana, con i suoi valori ed i suoi principi, genera una sorgente infinita di programmi e di progetti tesi al governo della giustizia. Essa è anche una fonte di sapienza alla quale i suoi ambasciatori ed amministratori potranno sempre attingere, evitando così le cisterne screpolate e malsane degli arrivismi personali.

 

La stessa è anche un'attenta vigilatrice dei suoi collaboratori, affinchè nessuno esca dagli impegni assunti, principalmente nessuno dei suoi eletti tradisca i valori ed i principi del cristianesimo, per svolgere il mandato di servizio sociale che la nostra ideologia chiede ancor prima della nostra Costituzione.

 

Stabilito dunque che la migliore idea di governo è quella proposta da Gesù Cristo da ben duemila anni, considerato che pur di starne lontano l'uomo ha preferito sperimentare e subire il continuo fallimento delle proprie idee, si ritiene ormai giunto il tempo di smettere di cadere in altre sofferenze e credere finalmente che la migliore guida, anche per il sociale ed il governo della Nazione, resta la Parola di Dio.

Allora tutto si svolgerà in un naturale corso di giustizia, dove l'errore sarà sempre più lontano, il servizio sempre più illuminante e gli egoismi totalmente vinti sotto ogni aspetto. Con i principi di Cristo i programmi saranno utili, certi e facilmente attuabili, per dare alla nostra Italia un tempo di pace e di prosperità.

 

Il nostro Movimento identitario "PA.C.E." Patto Cristiano Esteso è nato e vive sulla identità e sulla ideologia del cristianesimo, al solo scopo di servire.

Una buona ed una forte ideologia, come lo è quella cristiana, ha il potere di indirizzare scelte e programmi politici, ma ancor di più è una attenta e vigile guardiana dei propri eletti.

 

Questi, non solo ed al pari degli altri, devono rendere conto alla giustizia amministrativa, civile e penale ma ancor prima e costantemente, in ogni loro azione, devono rispettare i valori ed i principi che scaturiscono dal Cristianesimo. Essa, chiede ai suoi associati un impegno di vita e di integrità ai valori del Movimento. Ogni difformità di comportamento, emergerà in tutta la sua incoerenza ed emarginerà automaticamente, per incompatibilità, i personalismi e gli egoismi, e garantirà a coloro che più la incarnano la massima rappresentanza.

 

Il politico che aderisce al Movimento identitario "Pace" ed ogni socio del Movimento che sarà eletto, porta con sé una garanzia di giustizia e di moralità che permetterà agli elettori non solo di dare il loro voto a programmi e progetti corretti, ma a rappresentanti che si sono impegnati pubblicamente al rispetto dei valori e dell'etica cristiana, che genera servizio e non arroganza, altruismo e non egoismo, fraternità e non inimicizia, solidarietà e non prevaricazione.

 

Se sappiamo dare il contenuto cristiano ai valori dello spirito, allora avremo il desiderato riscontro nelle azioni sociali giuste. Noi di Pace, quindi, non proponiamo un movimento politico confessionale, come fu quello della democrazia cristiana, che divenne con la sua stessa nascita la democrazia dei cattolici, non vogliamo diventare il Movimento identitario degli evangelici, al fine di non ripetere gli antichi errori e le conseguenti deviazioni che ineluttabilmente nascerebbero; noi vogliamo essere confessionalmente e denominazionalmente laici, come laici dobbiamo essere nei confronti della cittadinanza italiana.

 

Il nostro scopo primario è quello di portare nella politica, con la forza di quanti crederanno in questo progetto, i valori, i principi e l'ideologia cristiana. Noi di Pace crediamo che il sale del Cristianesimo nel governo della Nazione contribuirà alla salvezza dell'Italia.

 

Aiutateci, dunque, cattolici ed evangelici, ortodossi e luterani, amanti della giustizia e della pace, uomini tutti di buona volontà, a fare crescere questo movimento che nella sua essenza appartiene a tutti i cristiani ed a quanti amano e cercano la giustizia.

Segreteria di PA.C.E.

www.peace.it - www.pacetv.it

paceitrc@tin.it - pacei@tin.it

0965-372526

 

 

 


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Ufficio Stampa
PA.C.E. Patto Cristiano Esteso
Alessandro Ronchin
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