ANTIPLAGIO a Radio Capital

Le dirò: di tutto quello che si dice e che si inventa a me non

08/gen/2004 00.33.47 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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La "santona" di padre Pio
Sante truffe, chi tutela le vittime?
Il 20 febbraio 2003 una inchiesta di Radio Capital ha riportato l'attenzione su una presunta truffa che si sarebbe consumata a Salerno. Una storia di intrecci tra fede e affari che parte proprio dalla città di Salerno. L'indagine condotta dalla giornalista Antonella Serafini ha fatto e farà sicuramente discutere. L'inchiesta ci è stata sollecitata da un nostro web utente che ci chiedeva lumi sulla santona di Salerno... Ecco l'inchiesta:
20 febbraio 2003
C’è il bisogno del cibo
C’è il bisogno della casa,
c’è il bisogno del lavoro
e c’è bisogno di Dio
C’è chi risponde a questa domanda…
e c’è chi ci guadagna su
Andiamo in provincia di Salerno
C’è un centro di preghiera come tanti, ispirato alla figura di Padre Pio…
E c’è una donna carismatica, molto carismatica, che lo gestisce… La chiamaremo "Donna Lucia"
LE TESTIMONIANZE
“Mi ha fatto credere di essere in contatto con la Madonna, di essere proprio lo spirito di Padre Pio sulla Terra!”
”Dice di parlare con la Madonna e Padre Pio”
”Diceva: anche se io non ci sono, lasciate il vostro messaggio sulla segreteria e entrerete direttamente in contatto con Dio… Stavamo tutti con le divise, non ci potevamo truccare, poi non potevamo parlare l’uno con l’altro.”
”Questa signora si fece consegnare tre assegni circolari non trasferibili, per una valore complessivo di 22 milioni e mezzo di lire…”
Assegni circolari?!
C’entrano con Padre Pio?
”Ci sono persone alle quali ha tolto addirittura appartamenti, ville, negozi…”
Noi abbiamo cercato di verificare se le accuse a "Donna Lucia" hanno fondamento. E per prima cosa, abbiamo chiamato lei, "Donna Lucia"
LA TELEFONATA
Noi abbiamo fatto un’inchiesta circa la sua attività, perché c’è anche un procedimento penale in corso…
Beh?
Volevamo sentire la sua!
Ma io non ho da dire proprio niente, guardi.
Però a noi interessa la verità
La verità la sa solo il Padreterno!
Ma lei cosa risponde a queste persone che la accusano di aver loro sottratto dei soldi attraverso una sorta di plagio?
Ma si figuri! Plagio! Quando parliamo di queste cose siamo al di fuori di tutto ciò che dovrebbe essere il Cristianesimo, non so se mi spiego!
Lei riceve delle donazioni?
Io?
Eh!
Per carità! Le dirò: di tutto quello che si dice e che si inventa a me non passa per la mente niente! Non mi riguarda, non so se mi spiego…
Lei è oltre?
Perché le beghe degli uomini non mi riguardano, io faccio il mio cammino e basta. In onore al Padreterno, niente più.
La signora è abbottonata; allora decidiamo di proseguire la nostra indagine…
Per prima cosa chiamiamo il centro di coordinamento dei gruppi di preghiera di Padre Pio riconosciuti dalla chiesa, a San Giovanni Rotondo
”Noi abbiamo soltanto i gruppi di preghiera di Padre Pio regolarmente registrati e autorizzati dal Vescovo. Non mi sembra che questo nominativo sia… ha capito?”
Però non è sempre così facile capire quando c’è la benedizione della chiesa, e quando invece la chiesa è sfruttata come forma di legittimazione…
Le persone che si ritengono truffate da Donna Lucia si sono rivolte al vescovo di Salerno Gerardo Pierro. Il quale ha risposto con questa lettera:
“Appena ebbi sentore di qualche strumentalizzazione di Padre Pio da parte di detta signora, provvidi a revocare il permesso di ministra straordinaria della comunione”
Ah! Quindi la signora aveva un permesso ufficiale!
”Aggiungo che se ci sono persone che vogliono essere imbrogliate, questo è solo un problema loro.”
E’ solo un problema loro.
Pecorelle smarrite cornute e mazziate!
Ecco il vicario del vescovo Marcello De Maio e il cancelliere della curia arcivescovile don Pietro Rescigno:
”E’ una persona che sta abbastanza in contrasto con la diocesi.”
”Non ha un’associazione cattolica, ha un’associazione personale sua! E in qualche modo i parroci che sanno di questa cosa hanno avvertito i fedeli.”
Beh, un’affermazione forte.
Ma i parroci la seguono?
Abbiamo chiamato a casaccio le parrocchie di Salerno, chiedendo di "Donna Lucia"…
”Non conosciamo neanche il nome!”
”Non ne ho sentito parlare.”
”Non riguarda noi… Invece, per quanto riguarda l’ortodossia, posso garantire nel modo più assoluto…”
Quindi non risulta che la signora sosteneva di essere in contatto con Padre Pio e la Madonna?
No no no no! Quell’odore di violette, questo sì, lei qualche volta l’ha anche espresso, però non è che lei faccia leva su questo odore.
Lei odorava, oppure dicevano che odorava? Non ho capito.
No, non è che lei faccia leva su questo odore per creare un senso di devozione da Padre Pio, non è questo!
Ho capito, però l’odore c’è, lei mi dice?
Beh, lei mi ha confidato che qualche volta c’è stato questo odore…
Lei però, dal punto di vista dell’ortodossia…
No no…
E dal punto di vista della violetta è tutto a posto?
Sì sì, siamo in piena ortodossia, sinceramente. Poi io la conosco come una persona di fede.
E’ difficile ammetterlo per chi crede, ma la chiesa ha un atteggiamento ambiguo.
E le altre istituzioni?
Sentiamo la polizia…
”Diciamo che le indagini sono state concluse e quello che è stato accertato è che è vero che lei si professa come incarnata, che ha avuto una specie di investitura da parte di Padre Pio… Si faceva dare dei soldi perché, a suo dire, li doveva dare ai poveri, per modo di dire! Servivano perché il marito aveva una fabbrica che era fallita e che in effetti stava lì lì per fallire, e poi questi soldi sono scomparsi. Non vanno in galera i grossi pregiudicati, s’immagini per una truffa del genere se si va in galera!”
E certo! Se non finiscono in carcere i pregiudicati!
La denuncia risale al 96, il processo non è mai partito perché?
Ecco Giovanni Panunzio, coordinatore del Telefono antiplagio, un’associazione non-profit che si occupa di denunciare casi simili:
”Purtroppo nessuno è intervenuto. Anzi, la vittima, quando va a chiedere notizie sulla sua denuncia, viene derisa perché si è fatta fregare! E questo è un andazzo molto generalizzato in Italia. Fino a quando un giorno, qualcuno dirà da qualche parte in tv che esiste questa truffa, allora, forse, la persona sarà fermata!”
Conclusione
Ci lasciamo con una domanda: ma hanno cittadinanza le persone che non vanno in televisione?
(Ha curato l’inchiesta Antonella Serafini)
07/01/2004
www.salernonotizie.it
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