Zugliano (vicenza) 29 Febbraio la notte dei fuochi “Ciamar marso”

26/feb/2008 23.00.00 Francesco Scanagatta Contatta l'autore

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Zugliano 29 Febbraio la notte dei fuochi “Ciamar
marso”

Zugliano (vicenza)
Venerdì 29 Febbraio 2008 ore 20.30
ore 20.30 Fiaccolata
Partenza dal piazzale della chiesa di Zugliano alle
per raggiungere
le colline delle Bregonze ove alle ore 21.30 verrano
accesi i fuochi.

Una spiegazione della festa dal sito “chiamata di
marzo”
Le probabili origini della festa sono assai remote.
Fin dagli antichi Greci sappiamo che si celebrava con
feste e con canti la nascita di Venere, che cadeva
appunto nel mese di marzo: come dire il sorgere
dell'amore, il risveglio dell'uomo e della natura
dalle cupe ombre in cui li aveva avvolti l'inverno.
Per i Romani le Calendie Marzie segnavano addirittura
l'inizio dell'anno e appunto in marzo erano tenute le
grandi assemblee generali.

Dalla rete civica del Comune di Zugliano:
Ciamar Marzo: I riti del capodanno veneto

In tutta la Venetia i riti ed i festeggiamenti del
capodanno veneto assumono molti nomi diversi e sono
celebrati in modi differenti.
“Bati marso”, “El batare marso” o “Ciamar marso” sono
i termini più diffusi ed indicano il rito compiuto dai
ragazzini, per sei sere attorno al capodanno, di
correre per il paese battendo violentemente
“bussolotti”, lamiere, pentole e coperchi.
“El bruxamarso”, “Piroea” o “El vivò marso” è un rito
diffuso un po’ dappertutto ma trova la sua apoteosi
nella Pedemontana dove dopo il tramonto i fuochi
ornano i crinali delle montagne creando uno scenario
spettacolare.
“El cantar marso” invece indicava le canzoni o i
motivetti che si cantavano attorno al fuoco oppure
andando a “battere marso”.
(…)
La tradizione del “ciamar marso” o “brusar marso” è
legata all’antico rito delle feste arcaiche di inizio
stagione, che avevano lo scopo di evocare e celebrare
il risveglio della natura, di propiziare la fertilità
e l’abbondanza.

Con le calende di marzo iniziava l’anno civile romano,
collegato a feste di tipo propiziatorio e
purificatorio, e più tardi anche l’anno civile della
Repubblica di Venezia iniziava il primo di marzo.
L’organizzazione dei falò e della serata di festa sono
affidati ai Comuni…
(…)
Saranno spente le luci pubbliche e in ogni paese sarà
acceso un enorme falò, uno dopo l’altro, e intorno al
fuoco si celebrerà, come un tempo, una festa
conviviale.



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