ANTIPLAGIO su REDATTORE SOCIALE: decalogo contro i ciarlatani

definiti nuovi guru: la dipendenza nei loro confronti fa notare

13/gen/2004 01.21.05 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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PLAGIO - Il ''decalogo'' del Telefono Antiplagio per difendersi da inganni e beffe dei ''nuovi guru''

 
12/01/2004 14.43.40
ROMA – Evitare le telefonate alle linee Audiotel o chat line, “che a costi proibitivi forniscono servizi quasi nulli; occhio soprattutto ai prefissi 144, 166, 899, che possono per sicurezza essere disabilitati gratuitamente dal gestore di telefonia fissa”. Suggerisce alcuni consigli utili per tutelarsi e non farsi raggirare da maghi e astrologi l’ultimo Rapporto del comitato Telefono Antiplagio, reso noto alla fine del 2003. La ricerca suggerisce ai cittadini italiani anche una sorta di “decalogo” per difendersi da inganni e beffe di coloro che vengono definiti “nuovi guru”: la dipendenza nei loro confronti – fa notare l’indagine – “sta diventando come quella dal gioco d’azzardo”. Oltre al monitoraggio del fenomeno sul territorio nazionale, che fornisce dati e numeri, il comitato tutela le vittime tramite segnalazioni alle autorità o intervenendo all'interno di gruppi e sètte; una e-mail (antiplagio@infinito.it; l’altro indirizzo è telefono@antiplagio.org) e un numero a parte (338/8386000) sono riservati alle segnalazioni di soprusi nei confronti di minori e abusi nelle telecomunicazioni. Inoltre Telefono Antiplagio ricorda che “fare il mago in Italia è vietato per legge: cartomanzia e "veggenza" in Italia sono infatti vietate dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza”. “Quanto guadagnano i nostri amministratori ed editori da maghi e astrologi, a parte il 20% di Iva sugli spazi pubblicitari?”, si chiede il professor Giovanni Panunzio, fondatore nel 1994 di Telefono Antiplagio. Il comitato ha chiesto il ripristino del reato di plagio: un disegno di legge dal titolo “Norme per contrastare la manipolazione psicologica”, attualmente all’esame delle Commissioni Giustizia del Senato e Affari costituzionali della Camera. Inoltre Telefono Antiplagio si è rivolta alla Rai tramite una lettera, osservando che “tutti i media, compresa la Rai, ingaggiano astrologi che redigono oroscopi, non come intrattenimento, ma sotto forma di scientificità, creando grave disinformazione; tale e tanta disinformazione fa leva sulla credulità popolare, determinando scelte e comportamenti irrazionali: alla nostra associazione arrivano, sempre più frequentemente, segnalazioni di aziende che assumono personale in base al segno zodiacale e cittadini che prendono decisioni, anche importanti, condizionate al parere dell'astrologo”. Quindi il comitato chiede “di invitare le redazioni dei telegiornali e dei programmi radiofonici e televisivi della Rai a garantire ai cittadini la par condicio, offrendo loro la possibilità di usare meglio il proprio spirito critico nei confronti dell'astrologia”. Perché il servizio pubblico – si chiede Telefono Antiplagio – “dà spazio agli astrologi, retribuiti con il denaro dei contribuenti?”.(lab)

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Laura Badaracchi
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