I PAPABOYS ESPRIMONO SOLIDARIETA' A 900 OPERAI IN LICENZIAMENTO A TERNI

Ventidue anni fa i lavoratori delle acciaierie si stringevano intorno al Santo Padre, proprio come figli pieni di speranza si stringono intorno al proprio papà: per chiedere un aiuto, per tentare una mediazione, per desiderare l'abbraccio di un amico sincero, un amico che non può tradire.

02/feb/2004 21.13.51 Benedetta Contatta l'autore

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I PAPABOYS ESPRIMONO SOLIDARIETA' A 900 OPERAI IN LICENZIAMENTO A TERNI 02/02/2004  18.33.00

(AGE) DIRITTO ALLA VITA, DIRITTO AL LAVORO: I PAPABOYS SOLIDARIZZANO CON I 900 OPERAI DELLA "TERNI" CHE RISCHIANO LA DISOCCUPAZIONE SOLIDARIETA' - I Papaboys (i ragazzi del Papa) ed i loro mezzi di informazione www.papaboys.it (portale dell'informazione, comunicazione, intrattenimento, promozione di grandi eventi) e www.papaboys.tv, (prima tv cattolica on line italiana), solidarizzano con i 900 operai delle acciaierie di Terni che rischiano il posto. Ventidue anni fa, nel mese di marzo del 1982, Giovanni Paolo II, calzando l'inconfondibile casco delle acciaierie di Terni visitava i reparti di uno dei complessi siderurci più imporanti d'Europa e del mondo. L'incontro del Papa polacco, un popolo di lavoratori, forgiato dalla sofferenze della guerra, del totalitarismo, con le maestranze della fabbrica ha lasciato un segno profondo tra gli operai, ma anche nel'intera città. Chi scrive era tra i giornalisti al seguito, all'epoca ancora molto lontano da Cristo e dalla Chiesa. Conosco Terni operaia, la sua tenacia, il suo sentimento profondo per gli ideali di libertà, uaglianza, lotta per un mondo migliore. Ideali e orizzonti che per moltissimi anni ho condiviso, seppur non in un ambito di fede, anche molto pertinenti alla storia del cristianesimo, i alcuni suoi ambiti. Ventidue anni fa i lavoratori delle acciaierie si stringevano intorno al Santo Padre, proprio come figli pieni di speranza si stringono intorno al proprio papà: per chiedere un aiuto, per tentare una mediazione, per desiderare l'abbraccio di un amico sincero, un amico che non può tradire. Perché in fondo in fondo nel cuore di ogni uomo, pur provato dalle circostanze della vita vi è sempre accesa, seppur fiocamente e seppur anche spenta, è pronta a riaccedersi la fiamma della divina presenza creatrice. Oggi 900 operai della società Terni rischiano seriamente il posto di lavoro, per la crisi del settore magnetico, almeno secondo le valutazioni della Thyssen Krupp, che a Terni sono rappresentati dall'azienda "Tkes". La storia di questa città, dagli inizi della industrializzazione fino al 1884 periodo in cui prende origine il complesso siderurgico, è segnata dalle vicissitudini a volte dolorose del movimento operaio. Chi non ricorda, o chi non ha mai sentito parlare a Terni, dei duemila licenziamenti del 1952-'53? Poi altri momenti molto difficili. L'economia che sviluppa, le esigenze dei mercati che cambiano le diversificazioni produttive, gli interessi.eccetera. Fatto sta che giovedì mattina i dirigenti della Thyssen Krupp, proprietaria dell'impianto, hanno annunciato alle istituzioni locali l'intenzione di chiudere il reparto magnetico. Quando si è diffusa la notizia, decine e decine di lavoratori hanno raggiunto l'albergo dove si svolgeva l'incontro, poi si sono svolte manifestazioni di protesta e blocchi stradali. I papaboys, solidarizzano con gli operai in riferimento all'esigenza profonda e sacrosanta della difesa del posto di lavoro, è una solidarietà di natura spirituale, al di là delle forme che gli organismi rappresentativi o meno degli operai abbiano messo, mettano e metteranno in atto per far valere le proprie ragioni. La solidarietà viene anche in riferimento alla celebrazione della di queste ultime ore perché difesa della vita è difesa della famiglia che riguarda gli aspetti spirituali, etici, morali, ma anche materiali Ricordiamo infatti che Gesù Cristo si è "compromesso" con il corpo per la salvezza dell'uomo nella sua interezza: corpo, anima, spirito. La famiglia si tutela anche sotto il profilo economico perché vi sia lavoro per tutti, perché tutti siano giustamente retribuiti "perché l'operaio è degno della sua mercede" (Vangelo di Luca, capitolo 10, versetto 7). Il Salmo 104, versetto 23 dice: "L'uomo esce per il suo lavoro". "Perché il Signore tuo Dio ti ha benedetto in ogni lavoro delle tue mani" (Libro del Deuteronomio, capitolo 2, versetto 7). "Ma voi siate forti e le vostre mani non crollino, perché ci sarà un salario per il vostro lavoro" (Secondo libro di Cronache capitolo 15, versetto 7). La Parola di Dio è vera, attuale, che non muore mai, eterna, incorruttibile, efficace, che produce quello che dice, molti passi dell'Antico e del Nuovo Testamento difendono e valorizzano, incentivano e sollecitano il lavoro dell'uomo. Quindi la difesa del lavoro è un sacrosanto diritto. Non entriamo nel merito delle ragioni di mercato che idicano l'area produttiva di Viale Brin a Terni come ua realtà antieconomica, come è stata definita da manager della società Trommer, Paferath, Di Schino e Bertoni, in base a uno studio della Boston Consultino. Noi papaboys diciamo soltanto che il nostro ideale economico trae origine dalla Parola di Dio nel suo complesso, con particolare riferimento ai dettami evangelici laddove si indica che l'uomo, per avere "successo" in Dio, nel Dio cristiano , deve impostare la sua economia nella cultura del dare e non nel profitto. E questo è uno dei cardini del progetto dei papaboys per una Europa cristiana. Tornano alla mente le parole che il Papa rivolse al Consiglio di Fabbrica (All'epoca circa 150 lavoratori), durante un incontro improntato alla massima schiettezza, fuori da schemi protocollari: "Le preoccupazioni dei lavoratori riguardano la scurezza del posto di lavoro: ho compreso che ci sono problemi, condivido le vostre preoccupazioni, come padri, uomini, e capisco che ciò è più che giustificato". Il Santo Padre rivolse poi una domanda per verificare se aveva compreso esattamente le preoccupazioni dei lavoratori della Terni in apprensione per i minacciati licenziamenti, allora, nei reparti "Fucinatura" e "Fonderia". "Le vostre preoccupazioni"; disse allora il Papa, "sono legate alla situazione economica nazionale ed internazionale". Gli rispose per primo un operaio che rivolgendosi al Papa disse: "Avete centrato l'argomento, gli striscioni che sono fuori della fabbrica non sono rivolti a voi, non siete voi che dovete risolvere i nostri problemi; abbiamo bisogno della comprensione di tutta la comunità cristiana, di tutti". La storia si ripete nel senso che ora alle Acciaierie di Terni si apre nuovamente un grande problema occupazionale. La produzione di acciaio magnetico un (lamierino di alta qualità utilizzato per la fabbricazione di trasformatori), occupa oggi a Terni, direttamente 470 lavoratori, altri 400 sono occupati nell'indotto. La vicenda comporta risvolti di carattere economico e sociale, coinvolge oltre alle organizzazioni sindacali, gi enti locali, la Regione e il Governo. (Le foto sono tratte dalle pubblicazioni sull'evento della visita del Papa alle Acciaierie, edite dal Comune, dalla Diocesi e dalla Società Terni) (AGE)
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