Antiplagio denuncia Ente Lirico di Cagliari

Il dopo Meli - Spuntano carte scottanti, ma sono solo quelle pubblicate nell autunno

04/feb/2004 01.41.25 Telefono Antiplagio Contatta l'autore

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Da 'La Nuova Sardegna' del 3 febbraio 2004
Il dopo Meli - Spuntano carte scottanti, ma sono solo quelle pubblicate nell’autunno di tre anni fa - Teatro: s’indaga per malversazione - Pagamenti in contanti vietati dalla legge all’agente di Maazel - La Procura ha disposto l’acquisizione di alcuni documenti
di Mauro Lissia
CAGLIARI - La vecchia inchiesta giudiziaria sulla gestione del teatro lirico riemerge d’improvviso: secondo l’Agenzia Italia ora si parla di malversazione. A indagare è la Polizia tributaria, d’intesa con il sostituto procuratore Guido Pani. I filoni d’indagine sono molteplici e partono da una denuncia presentata nell’autunno del 2000 dal ‘Telefono Antiplagio’ di Giovanni Panunzio, pubblicata in perfetta solitudine dalla Nuova Sardegna il 27 ottobre dello stesso anno. In quei tempi il sovrintendente Mauro Meli, era di moda e nessun’altra testata osava metterne in discussione le scelte operative e amministrative.
Ora, con Meli ormai a Milano, s’è aperta la caccia all’assente e ricompaiono d’incanto ‘documenti esclusivi’ ampiamente diffusi e poi utilizzati per interrogazioni alla Regione dai consiglieri del Movimento Cesare Corda e dal socialista Mondino Ibba, poi anche dal parlamentare di An Guglielmo Rositani. Fra questi un contratto firmato da Meli e la società Starsound con sede a Dublino dell’agente di spettacolo Valentin Proszynski, lo stesso che cura gli interessi del direttore della Scala di Milano, Riccardo Muti. Quel contratto prevedeva il versamento, poi effettuato, di 500 milioni di lire in contanti sui due miliardi e cento milioni destinati all’onnipresente Lorin Maazel, direttore d’orchestra legatissimo al teatro di Cagliari. Allora la Polizia Tributaria, su incarico della Procura, indagò per violazione della legge antiriciclaggio, quella che vieta i movimenti di denaro contante oltre i venti milioni di lire. Sequestrati documenti e contratti, il pm Pani provò a verificare quanto Panunzio e ‘La Nuova Sardegna’ denunciavano, affiancati in alcune occasioni da un quotidiano diretto dal giornalista Fabio Meloni: costi fuori mercato per spettacoli acquistati ‘in pacchetto’ dalle solite agenzie, le perdite di bilancio accumulate negli anni dalla gestione Delogu-Meli, le inspiegabili e costose intermediazioni sull’ingaggio di artisti, compagnie di balletto, orchestre, coi musicisti sardi regolarmente esclusi da qualsiasi produzione. Quel festival di spese che ha indotto di recente il sindaco-presidente della Fondazione, Emilio Floris, a dichiarare all’Unione Sarda: «Qualcuno pensava che Cagliari fosse il paese del bengodi». Lo stesso sindaco Floris che ha presieduto il consiglio d’amministrazione del teatro negli ultimi tre anni, con perdite di bilancio in costante crescita e sequenze ininterrotte di concerti diretti dalla lussuosa bacchetta del maestro Maazel. Nel silenzio quasi totale degli stessi sindacalisti interni al teatro, ora tornati in trincea, in buona parte promossi dal sovrintendente a livelli e stipendi superiori. In un caso addirittura passati da una parte all’altra della barricata: da sindacalista a capo del personale.
Ma torniamo all’inchiesta. Nel corso degli ultimi tre anni la Procura ha delegato la Polizia tributaria a sentire numerose persone informate dei fatti. Sono stati raccolti documenti, denunce anonime e firmate, le accuse di ex sovrintendenti ed ex consiglieri di amministrazione dell’allora ente lirico, l’audizione di Meli alla commissione musica della Regione. E’ stata acquisita agli atti una montagna di carte, senza che l’inchiesta imboccasse la dirittura d’arrivo. Il ritorno di fiamma registrato in questi giorni è legato a una tramissione televisiva dell’emittente Videolina, in cui uno dei conduttori ha annunciato di essere entrato in possesso di documenti clamorosi, senza poi chiarire di che cosa si trattasse nè la fonte. Il pm Pani, informato della situazione, ha semplicemente chiesto alla Polizia tributaria di acquisire i documenti. Nell’incertezza che si trattasse di roba vecchia e ampiamente pubblicata oppure di novità. Al che l’Agenzia Italia ha annunciato l’esistenza di un’inchiesta giudiziaria sulla gestione del teatro. In quella stessa trasmissione il contenuto dei documenti è rimasto misterioso: il giornalista Gianni Massa ha comunicato al sindaco Emilio Floris, presente in studio, che glieli avrebbe consegnati personalmente. Stessa risposta, secondo l’Agenzia Italia, è stata data da Massa agli uomini della Finanza. Non resta che attendere gli sviluppi, se ci saranno, dell’inchiesta. Nel frattempo vale la pena di ricordare un vecchio proverbio nuorese: quando un albero cade, tutti prendono legna. www.lanuovasardegna.it
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