...dal 9 febbraio, giorno del piu' grande sciopero unitario dei medici, silenzio del governo... uno sciopero ancora piu' grande e sistemico - Mafia, donne e motori. - Una storia italiana.

05/mar/2004 04.26.33 Luigi Sedita Contatta l'autore

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... documenti, ricerche. Per aiutare la memoria nel Paese senza memoria ...
Dato che domenica ricomincia il grande circo della Formula 1, in questa e-mail insieme alle notizie dal mondo sanitario, allego un interessante file di Barbacetto su Flavio Briatore, patron di un team di formula 1, che non manchera' di stupire chi non ne fosse gia' al corrente.
Cordiali e cari saluti.
Luigi Sedita
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''Dopo il grande sciopero dei dirigenti medici amministrativi del Ssn dello scorso 9 febbraio c'e' stato un silenzio inaudito da parte del governo. In venti giorni - ha detto - il governo non si e' degnato di dire una parola a fronte del piu' grande sciopero mai fatto dai medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale''. Sirchia, ha ricordato Cozza, ''ha detto di essere a fianco dei medici, ma alle parole non sono seguiti i fatti''
 
SANITA': SINDACATI MEDICI, 24 APRILE MANIFESTAZIONE A ROMA - Camici bianchi e dirigenti in piazza a Roma sabato 24 aprile per una grande manifestazione unitaria che terminera' con un corteo: i professionisti della sanita' restano uniti nella protesta dopo lo sciopero generale dello scorso 9 febbraio, a sostegno della vertenza contrattuale e per chiedere nuove risorse per un sistema sanitario nazionale ''ormai al collasso''. Il cartello di oltre 50 sigle sindacali dei professionisti della sanita' (in rappresentanza di medici e dirigenti del servizio sanitario nazionale e dei medici convenzionati) ha annunciato oggi in una conferenza stampa la data della manifestazione unitaria alla quale si prevede la partecipazione di oltre 20.000 professionisti. Confermata anche la 'lista' di azioni di protesta gia' annunciate, a partire dallo sciopero nazionale di 24 ore indetto dalle organizzazioni sindacali della dipendenza e degli specializzandi per il 22 marzo. Entro la prima decade di aprile, inoltre, hanno annunciato i sindacati, sara' anche indetta una giornata di sciopero dei medici convenzionati. Intanto, lunedi' 8 marzo gli ospedalieri si asterranno dal lavoro dalle 8 alle 9, mentre martedi' 9 chiederanno alle amministrazioni di sottrarre dallo stipendio il corrispettivo economico di un'ora che sara' devoluto alla Caritas per una sorta di sciopero virtuale. Le azioni di lotta sono state annunciate dopo l'incontro di oggi tra i sindacati della sanita' e i rappresentanti delle Regioni. Un incontro conclusosi, secondo i sindacati, con un nulla di fatto e con preoccupanti dichiarazioni da parte delle Regioni circa la ''tenuta'' del sistema sanitario nazionale.

La protesta e' unitaria e coinvolge le organizzazioni sindacali dei dirigenti medici, veterinari, sanitari e tecnico-amministrativi del Servizio sanitario nazionale (Ssn); la dirigenza medica e veterinaria del ministero della Salute; i medici convenzionati e le associazioni degli specializzandi. Chiare le richieste che il mondo dei professionisti della sanita' rivolge a regioni e governo: finanziare il Ssn in modo adeguato per garantire uniformita' di accesso alle prestazioni per tutti i cittadini; fermare l'ulteriore frammentazione della Sanita', con la devoluzione, in 21 servizi sanitari diversi; rinnovare i contratti e le convenzioni scaduti da anni; riorganizzare la medicina del territorio per garantire ai cittadini l'assistenza 24 ore su 24. I professionisti della sanita', hanno affermato i sindacati, non si fermeranno: per questo e' stata costituita una unita' di crisi composta dalle varie sigle, che gestira' le azioni di protesta. ''Tutti i professionisti del Ssn sono uniti nella protesta - ha affermato il segretario del sindacato dei medici di famiglia Fimmg, Mario Falconi - poiche' la convinzione comune e' di essere in una barca, il Ssn, che sta per affondare a causa di un cronico sottofinanziamento''. Falconi ha sottolineato come i professionisti della sanita' non siano contrari al federalismo, ma ''dal centro - ha detto - si devono garantire i livelli essenziali di assistenza, perche' ad uno stato federale deve corrispondere un contrappeso forte a livello centrale''. Un giudizio negativo circa l'incontro odierno con le regioni e' venuto inoltre dal segretario dell'Anaao Serafino Zucchelli: ''Dall'incontro di oggi con le regioni non e' scaturito nulla, tranne la preoccupazione espressa dalle stesse amministrazioni regionali. Domani - ha sottolineato - le regioni incontreranno il presidente del Consiglio e l'unica novita' potrebbe essere una qualche forma parziale di finanziamento per gli immigrati regolarizzati''. Secondo Zucchelli si registra comunque una ''chiusura da parte del governo: al momento non ci sono elementi - ha affermato - che possano attenuare la nostra protesta''. Al contrario, ha proseguito, ''le regioni oggi hanno detto una cosa grave: che il 2005 sara' l'anno del non ritorno, poiche' sulla sanita' si accumuleranno tali debiti che sarebbe necessaria un'intera finanziaria solo per tale settore. In altri termini, si pone - ha concluso - il problema della sostenibilita' stessa del sistema sanitario nazionale''. Duro anche il giudizio del segretario della Cgil medici Massimo Cozza: ''Dopo il grande sciopero dei dirigenti medici amministrativi del Ssn dello scorso 9 febbraio c'e' stato un silenzio inaudito da parte del governo. In venti giorni - ha detto - il governo non si e' degnato di dire una parola a fronte del piu' grande sciopero mai fatto dai medici e dirigenti del Servizio sanitario nazionale''. Sirchia, ha ricordato Cozza, ''ha detto di essere a fianco dei medici, ma alle parole non sono seguiti i fatti''. Anche nell' incontro di oggi, ha aggiunto, i rappresentanti delle regioni ''hanno affermato all'unisono che il Ssn sta per saltare se il governo non dara' le risorse necessarie; si tratta di un'opinione condivisa da tutte le regioni''. A protestare anche l'organizzazione dei medici specializzandi (Amsce): in base al provvedimento legislativo proposto dal governo, il contratto di formazione lavoro degli specializzandi sara' trasformato in contratto di ''formazione specialistica medica e lo specializzando si trasformera' da borsista a lavoratore autonomo. La conseguenza e' che ricevera' un compenso di circa 700 euro mensili contro i 960 attuali: ''Questo significhera' - hanno concluso gli specializzandi - un peggioramento della qualita' della formazione per una categoria gia' oggi sottopagata''
SANITA': DA SSN 40 MLD EURO IN 10 ANNI PER ITALIANI ASSICURATI - Un 'salasso' da 40 mld di euro, in dieci anni, per le casse del Servizio sanitario nazionale, che arricchisce le assicurazioni e permette alle imprese di scaricare costi notevoli. Il tutto perche' lo Stato finirebbe per pagare anche le cure di cittadini assicurati privatamente, che per le patologie medio-gravi si rivolgono alle strutture pubbliche. Questi i numeri dell'analisi dell'assistenza sanitaria privata nel Belpaese, diffusi oggi dal dipartimento economico dell'Osservatorio della Terza Eta', diretto da Andrea Monorchio. L'Osservatorio ha passato al setaccio casse di categoria, fondi sanitari, societa' mutuo soccorso, polizze malattia individuali, ''che offrono prestazioni integrative e sostitutive del Ssn a 8,7 milioni di italiani''. Lo studio ha evidenziato ''l'ennesima anomalia di casa nostra che, se sanata, potrebbe fornire risorse utili alle politiche della terza eta'. Mentre oggi, a dispetto dei numeri consistenti in termini di assicurati e di giro d'affari, non abbatte la spesa''. Nel ritratto dei ricercatori la sanita' italiana e' configurata secondo uno schema a tre pilastri: il Ssn, che eroga le prestazioni di base a tutti i cittadini; i fondi sanitari integrativi, definiti per categorie nell'ambito dei contratti di lavoro; le polizze sanitarie (o polizze malattia), che assicurano un'ulteriore copertura a livello individuale. Ma le tutele della salute ''offrono notevoli opportunita' a tutte le parti coinvolte: l'azienda, il sindacato e i lavoratori''. Tradotto in cifre, ''solo nel 2000, le imprese hanno risparmiato 1.059 mln di euro di minori imposte, relative ad un contributo medio di 1.500 euro (per l'80% a carico dell'azienda e per il restante 20% a carico del dipendente) per circa tre milioni di lavoratori dipendenti coperti da un'assicurazione sanitaria integrativa e sostitutiva del Ssn. Un vantaggio fiscale che sale fino a 10 mld di euro se si considerano gli ultimi dieci anni''. Non solo: la diffusione delle coperture assicurative private ''si e' trasformata in una vera manna per le compagnie di assicurazione, i fondi e le casse di previdenza integrativa''. Le analisi condotte dal gruppo di lavoro coordinato dall'ex Ragioniere generale dello Stato fanno riferimento alle rilevazioni effettuate dall'Ania, nel 2000. I premi raccolti dalle 99 imprese che operano nel comparto delle polizze sanitarie sono stati pari a 1,4 miliardi di euro (+6,3% rispetto al 2001). Tenuto conto che nel settore, oltre alle compagnie assicuratrici, vi sono altri 300 operatori, si stima in almeno 6 miliardi di euro l'ammontare delle contribuzioni complessivamente riscosse, per coprire il 15% della popolazione (8,7 mln di persone). L'aumento della diffusione di questi strumenti di tutela sanitaria, non e' stato pero' accompagnato da un maggiore utilizzo delle polizze.
''Chi le possiede - dice l'Osservatorio della terza eta' - continua a servirsi degli ospedali pubblici per curare le patologie medio-grandi e per le urgenze, mentre per le malattie minori e le visite specialistiche va alle strutture private''. Lo dimostrano, secondo lo studio, i ricoveri con rimborso integrale e parziale delle spese sostenute dai degenti: appena l'1,3% del totale (9,4 mln all'anno), poco piu' di 122 mila unita' in cifra assoluta.
Di contro, i degenti negli ospedali pubblici con in tasca una polizza assicurativa sono circa 1,2 milioni. ''Se si fossero rivolti alle strutture private avrebbero causato alle compagnie, ai fondi e alle casse un esborso superiore ai 3,3 mld di euro all'anno (considerando un rimborso del 70% delle spese di degenza). Insomma - dice Ageing Society - la situazione negli ultimi 10 anni ha determinato benefici tributari alle imprese per circa 10 mld di euro, mentre lo Stato ha speso almeno 40 mld di euro per curare i cittadini titolari di polizze o tutele sanitarie private''. Per Roberto Messina, segretario generale di Ageing Society, bisogna intervenire al piu' presto, per recuperare risorse da destinare soprattutto al Welfare per la terza eta'. ''O si studia una forma di compartecipazione ai costi ospedalieri - aggiunge Messina - oppure si puo' introdurre un contributo a carico delle compagnie e degli altri soggetti interessati, che vada ad alimentare il fondo assistenza per gli anziani non autosufficienti e quello per la ricerca scientifica e farmaceutica. Questo senza intaccare la redditivita' delle assicurazioni, che si dovranno accontentare 'solo' di guadagni un po' piu' ridotti''.
Creme antirughe a doppio taglio: se si usano come proteggersi dagli effetti collaterali
C era una volta la crema idratante, nutriente e magari, anche anti-rughe, insomma, quella che manteneva la pelle elastica e morbida e combatteva la comparsa dei segni del tempo; ma contro l invecchiamento cutaneo poco si può fare. E un processo spontaneo e inevitabile durante il quale la pelle perde la capacità di rigenerarsi, cioè di formare tessuti nuovi che vadano a sostituire quelli vecchi.
Circa trent anni fa un equipe di scienziati newyorkesi, del Dipartimento di Dermatologia del National Cancer Institute studiò il processo di maturazione e di invecchiamento delle cellule cutanee in pazienti colpiti da gravi forme di disturbi della cheratinizzazione, come la psoriasi. Scoprirono che modificando la composizione chimica degli acidi carbossilici, composti presenti in natura, si ottenevano gli alfa idrossiacidi (AHA), che mostravano risultati apprezzabili nel trattamento di questi pazienti. Le ricerche e le esperienze cliniche hanno definito un profilo di efficacia e di sicurezza che ha permesso solo negli ultimi decenni di introdurli nella cura di problemi cutanei come la pelle particolarmente secca, la cheratosi attinica e seborroica e l'acne. Alla luce dei successi ottenuti e dei risultati delle ricerca, la Food and Drug Administration (FDA) ne rilasciò l approvazione per la commercializzazione.
Creme elisir
Gli AHA (tra i tanti, acido glicolico, acido lattico, acido malico, acido citrico, acidi misti della frutta, acido idrossicaprilico) agiscono stimolando la pelle invecchiata o danneggiata a rigenerarsi favorendo il ricambio delle cellule cutanee, accelerano, cioè, un processo di turnover che normalmente con l'età viene meno o comunque rallenta. Un aspetto che ha riscosso notevole interesse da parte del settore della cosmesi e che ha portato alla realizzazione di moltissime formulazioni cosmetiche a base di alfa idrossiacidi usate per il peeling professionale (trattamento di levigatura della pelle) eseguito in ambulatorio da personale specializzato e in certi casi anche in anestesia locale. Ma il mercato della cosmesi ha poi sviluppato anche linee per l'applicazione quotidiana a domicilio, vale a dire le creme di bellezza ma con una marcia in più: un riconosciuto effetto anti-età e antirughe adatto a pelli mature e ispessite dal tempo.
Il rovescio della medaglia
Nonostante i benefici di questi prodotti cosmetici, negli ultimi anni la FDA ha fatto una piccola retromarcia
con una richiesta che ha creato non poche controversie. Nel dicembre 2002 ha proposto di modificare l'etichetta di questi prodotti aggiungendo un avviso: Questo prodotto contiene alfa idrossiacidi che possono aumentare la sensibilità all'eritema solare. Usare un filtro solare e limitare l'esposizione al sole durante l uso del prodotto . Una precauzione utile per alcuni, un allarmismo per altri, ma l'istanza della FDA deriva da alcuni studi che hanno dimostrato un aumento della sensibilità ai raggi ultravioletti. Nel febbraio 2003, una rivista specializzata ha pubblicato una ricerca condotta su 29 volontari trattati con una formulazione con alfa idrossiacidi (acido glicolico) al 10% oppure con un placebo. I soggetti esposti a dosi leggermente più alte delle dosi minime di luce UV che provocano eritema solare, hanno reagito in modo diverso: quelli trattati con l'acido glicolico hanno mostrato una maggiore fotosensibilità che tendeva a scomparire dopo una settimana dalla fine del trattamento. Queste evidenze hanno confermato quanto detto da altri studi sponsorizzati dalla FDA, sulla sicurezza e tollerabilità degli AHA, che indicavano un aumento del 18% della sensibilità alla luce UV. Dopo quattro settimane di trattamento con AHA, si verificava un danno cellulare indotto da UV, in media, raddoppiato.
Al di là dei pro e contro della presenza di un avviso sull etichetta, la FDA ha rilasciato indicazioni ben precise sulla produzione dei prodotti di cosmesi a base di alfa idrossiacidi: il contenuto di AHA non deve superare il 10%, il pH (cioè l acidità) non deve scendere al di sotto di 3,5 e, infine, in mancanza di raccomandazioni sull etichetta in merito, devono essere presenti filtri UV che proteggono la pelle dai danni provocati dal sole.

Il ministro ideale? E' la Bindi per il 45,1% dei medici
Bocciato Sirchia che raccoglie solo il 13% delle preferenze, battuto sia da Costa (16,6%) che da Umberto Veronesi (25%)
E' Rosy Bindi il ministro della Sanità più apprezzato dai medici. Un risultato che sorprende soprattutto per i numeri: la Bindi ha vinto con il 45,1% delle preferenze staccando Umberto Veronesi, il secondo più apprezzato, di ben 20 punti percentuali. Chiudono questa speciale classifica Raffaele Costa che ha raccolto il 16,6% delle preferenze e Gerolamo Sirchia, il ministro in carica, con il 13,3%.
Facendo una analisi politica dei risultati emerge che i medici preferiscono che sia un politico a guidare il dicastero della Salute piuttosto che un tecnico e che è stata di gran lunga più apprezzata la politica sanitaria del centro-sinistra (70,1%) rispetto a quella del centro destra (29,9%).
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