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documenti, ricerche. Per aiutare la memoria nel Paese senza memoria ...
Dato che domenica ricomincia il grande circo della
Formula 1, in questa e-mail insieme alle notizie dal mondo sanitario, allego un
interessante file di Barbacetto su Flavio Briatore, patron di un team di
formula 1, che non manchera' di stupire chi non ne fosse gia' al
corrente.
Cordiali e cari saluti.
Luigi Sedita
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''Dopo il grande sciopero dei dirigenti medici amministrativi del Ssn dello
scorso 9 febbraio c'e' stato un silenzio inaudito da parte del governo. In venti
giorni - ha detto - il governo non si e' degnato di dire una parola a fronte del
piu' grande sciopero mai fatto dai medici e dirigenti del Servizio sanitario
nazionale''. Sirchia, ha ricordato Cozza, ''ha detto di essere a fianco dei
medici, ma alle parole non sono seguiti i fatti''
SANITA': SINDACATI MEDICI, 24 APRILE MANIFESTAZIONE A ROMA - Camici bianchi
e dirigenti in piazza a Roma sabato 24 aprile per una grande manifestazione
unitaria che terminera' con un corteo: i professionisti della sanita' restano
uniti nella protesta dopo lo sciopero generale dello scorso 9 febbraio, a
sostegno della vertenza contrattuale e per chiedere nuove risorse per un sistema
sanitario nazionale ''ormai al collasso''. Il cartello di oltre 50 sigle
sindacali dei professionisti della sanita' (in rappresentanza di medici e
dirigenti del servizio sanitario nazionale e dei medici convenzionati) ha
annunciato oggi in una conferenza stampa la data della manifestazione unitaria
alla quale si prevede la partecipazione di oltre 20.000 professionisti.
Confermata anche la 'lista' di azioni di protesta gia' annunciate, a partire
dallo sciopero nazionale di 24 ore indetto dalle organizzazioni sindacali della
dipendenza e degli specializzandi per il 22 marzo. Entro la prima decade di
aprile, inoltre, hanno annunciato i sindacati, sara' anche indetta una giornata
di sciopero dei medici convenzionati. Intanto, lunedi' 8 marzo gli ospedalieri
si asterranno dal lavoro dalle 8 alle 9, mentre martedi' 9 chiederanno alle
amministrazioni di sottrarre dallo stipendio il corrispettivo economico di
un'ora che sara' devoluto alla Caritas per una sorta di sciopero virtuale. Le
azioni di lotta sono state annunciate dopo l'incontro di oggi tra i sindacati
della sanita' e i rappresentanti delle Regioni. Un incontro conclusosi, secondo
i sindacati, con un nulla di fatto e con preoccupanti dichiarazioni da parte
delle Regioni circa la ''tenuta'' del sistema sanitario nazionale.
La
protesta e' unitaria e coinvolge le organizzazioni sindacali dei dirigenti
medici, veterinari, sanitari e tecnico-amministrativi del Servizio sanitario
nazionale (Ssn); la dirigenza medica e veterinaria del ministero della Salute; i
medici convenzionati e le associazioni degli specializzandi. Chiare le richieste
che il mondo dei professionisti della sanita' rivolge a regioni e governo:
finanziare il Ssn in modo adeguato per garantire uniformita' di accesso alle
prestazioni per tutti i cittadini; fermare l'ulteriore frammentazione della
Sanita', con la devoluzione, in 21 servizi sanitari diversi; rinnovare i
contratti e le convenzioni scaduti da anni; riorganizzare la medicina del
territorio per garantire ai cittadini l'assistenza 24 ore su 24. I
professionisti della sanita', hanno affermato i sindacati, non si fermeranno:
per questo e' stata costituita una unita' di crisi composta dalle varie sigle,
che gestira' le azioni di protesta. ''Tutti i professionisti del Ssn sono uniti
nella protesta - ha affermato il segretario del sindacato dei medici di famiglia
Fimmg, Mario Falconi - poiche' la convinzione comune e' di essere in una barca,
il Ssn, che sta per affondare a causa di un cronico sottofinanziamento''.
Falconi ha sottolineato come i professionisti della sanita' non siano contrari
al federalismo, ma ''dal centro - ha detto - si devono garantire i livelli
essenziali di assistenza, perche' ad uno stato federale deve corrispondere un
contrappeso forte a livello centrale''. Un giudizio negativo circa l'incontro
odierno con le regioni e' venuto inoltre dal segretario dell'Anaao Serafino
Zucchelli: ''Dall'incontro di oggi con le regioni non e' scaturito nulla, tranne
la preoccupazione espressa dalle stesse amministrazioni regionali. Domani - ha
sottolineato - le regioni incontreranno il presidente del Consiglio e l'unica
novita' potrebbe essere una qualche forma parziale di finanziamento per gli
immigrati regolarizzati''. Secondo Zucchelli si registra comunque una ''chiusura
da parte del governo: al momento non ci sono elementi - ha affermato - che
possano attenuare la nostra protesta''. Al contrario, ha proseguito, ''le
regioni oggi hanno detto una cosa grave: che il 2005 sara' l'anno del non
ritorno, poiche' sulla sanita' si accumuleranno tali debiti che sarebbe
necessaria un'intera finanziaria solo per tale settore. In altri termini, si
pone - ha concluso - il problema della sostenibilita' stessa del sistema
sanitario nazionale''. Duro anche il giudizio del segretario della Cgil medici
Massimo Cozza: ''Dopo il grande sciopero dei dirigenti medici amministrativi del
Ssn dello scorso 9 febbraio c'e' stato un silenzio inaudito da parte del
governo. In venti giorni - ha detto - il governo non si e' degnato di dire una
parola a fronte del piu' grande sciopero mai fatto dai medici e dirigenti del
Servizio sanitario nazionale''. Sirchia, ha ricordato Cozza, ''ha detto di
essere a fianco dei medici, ma alle parole non sono seguiti i fatti''. Anche
nell' incontro di oggi, ha aggiunto, i rappresentanti delle regioni ''hanno
affermato all'unisono che il Ssn sta per saltare se il governo non dara' le
risorse necessarie; si tratta di un'opinione condivisa da tutte le regioni''. A
protestare anche l'organizzazione dei medici specializzandi (Amsce): in base al
provvedimento legislativo proposto dal governo, il contratto di formazione
lavoro degli specializzandi sara' trasformato in contratto di ''formazione
specialistica medica e lo specializzando si trasformera' da borsista a
lavoratore autonomo. La conseguenza e' che ricevera' un compenso di circa 700
euro mensili contro i 960 attuali: ''Questo significhera' - hanno concluso gli
specializzandi - un peggioramento della qualita' della formazione per una
categoria gia' oggi sottopagata''
SANITA': DA SSN 40 MLD EURO IN 10 ANNI PER ITALIANI
ASSICURATI - Un 'salasso' da 40 mld di euro, in dieci anni, per le
casse del Servizio sanitario nazionale, che arricchisce le assicurazioni e
permette alle imprese di scaricare costi notevoli. Il tutto perche' lo Stato
finirebbe per pagare anche le cure di cittadini assicurati privatamente, che per
le patologie medio-gravi si rivolgono alle strutture pubbliche. Questi i numeri
dell'analisi dell'assistenza sanitaria privata nel Belpaese, diffusi oggi dal
dipartimento economico dell'Osservatorio della Terza Eta', diretto da Andrea
Monorchio. L'Osservatorio ha passato al setaccio casse di categoria, fondi
sanitari, societa' mutuo soccorso, polizze malattia individuali, ''che offrono
prestazioni integrative e sostitutive del Ssn a 8,7 milioni di italiani''. Lo
studio ha evidenziato ''l'ennesima anomalia di casa nostra che, se sanata,
potrebbe fornire risorse utili alle politiche della terza eta'. Mentre oggi, a
dispetto dei numeri consistenti in termini di assicurati e di giro d'affari, non
abbatte la spesa''. Nel ritratto dei ricercatori la sanita' italiana e'
configurata secondo uno schema a tre pilastri: il Ssn, che eroga le prestazioni
di base a tutti i cittadini; i fondi sanitari integrativi, definiti per
categorie nell'ambito dei contratti di lavoro; le polizze sanitarie (o polizze
malattia), che assicurano un'ulteriore copertura a livello individuale. Ma le
tutele della salute ''offrono notevoli opportunita' a tutte le parti coinvolte:
l'azienda, il sindacato e i lavoratori''. Tradotto in cifre, ''solo nel 2000, le
imprese hanno risparmiato 1.059 mln di euro di minori imposte, relative ad un
contributo medio di 1.500 euro (per l'80% a carico dell'azienda e per il
restante 20% a carico del dipendente) per circa tre milioni di lavoratori
dipendenti coperti da un'assicurazione sanitaria integrativa e sostitutiva del
Ssn. Un vantaggio fiscale che sale fino a 10 mld di euro se si considerano gli
ultimi dieci anni''. Non solo: la diffusione delle coperture assicurative
private ''si e' trasformata in una vera manna per le compagnie di assicurazione,
i fondi e le casse di previdenza integrativa''. Le analisi condotte dal gruppo
di lavoro coordinato dall'ex Ragioniere generale dello Stato fanno riferimento
alle rilevazioni effettuate dall'Ania, nel 2000. I premi raccolti dalle 99
imprese che operano nel comparto delle polizze sanitarie sono stati pari a 1,4
miliardi di euro (+6,3% rispetto al 2001). Tenuto conto che nel settore, oltre
alle compagnie assicuratrici, vi sono altri 300 operatori, si stima in almeno 6
miliardi di euro l'ammontare delle contribuzioni complessivamente riscosse, per
coprire il 15% della popolazione (8,7 mln di persone). L'aumento della
diffusione di questi strumenti di tutela sanitaria, non e' stato pero'
accompagnato da un maggiore utilizzo delle polizze.
''Chi le possiede - dice
l'Osservatorio della terza eta' - continua a servirsi degli ospedali pubblici
per curare le patologie medio-grandi e per le urgenze, mentre per le malattie
minori e le visite specialistiche va alle strutture private''. Lo dimostrano,
secondo lo studio, i ricoveri con rimborso integrale e parziale delle spese
sostenute dai degenti: appena l'1,3% del totale (9,4 mln all'anno), poco piu' di
122 mila unita' in cifra assoluta.
Di contro, i degenti negli ospedali
pubblici con in tasca una polizza assicurativa sono circa 1,2 milioni. ''Se si
fossero rivolti alle strutture private avrebbero causato alle compagnie, ai
fondi e alle casse un esborso superiore ai 3,3 mld di euro all'anno
(considerando un rimborso del 70% delle spese di degenza). Insomma - dice Ageing
Society - la situazione negli ultimi 10 anni ha determinato benefici tributari
alle imprese per circa 10 mld di euro, mentre lo Stato ha speso almeno 40 mld di
euro per curare i cittadini titolari di polizze o tutele sanitarie private''.
Per Roberto Messina, segretario generale di Ageing Society, bisogna intervenire
al piu' presto, per recuperare risorse da destinare soprattutto al Welfare per
la terza eta'. ''O si studia una forma di compartecipazione ai costi ospedalieri
- aggiunge Messina - oppure si puo' introdurre un contributo a carico delle
compagnie e degli altri soggetti interessati, che vada ad alimentare il fondo
assistenza per gli anziani non autosufficienti e quello per la ricerca
scientifica e farmaceutica. Questo senza intaccare la redditivita' delle
assicurazioni, che si dovranno accontentare 'solo' di guadagni un po' piu'
ridotti''.
Creme antirughe a doppio taglio: se si usano come proteggersi
dagli effetti collaterali
C era una volta la crema idratante,
nutriente e magari, anche anti-rughe, insomma, quella che manteneva la pelle
elastica e morbida e combatteva la comparsa dei segni del tempo; ma contro l
invecchiamento cutaneo poco si può fare. E un processo spontaneo e inevitabile
durante il quale la pelle perde la capacità di rigenerarsi, cioè di formare
tessuti nuovi che vadano a sostituire quelli vecchi.
Circa trent anni fa un
equipe di scienziati newyorkesi, del Dipartimento di Dermatologia del National
Cancer Institute studiò il processo di maturazione e di invecchiamento delle
cellule cutanee in pazienti colpiti da gravi forme di disturbi della
cheratinizzazione, come la psoriasi. Scoprirono che modificando la composizione
chimica degli acidi carbossilici, composti presenti in natura, si ottenevano gli
alfa idrossiacidi (AHA), che mostravano risultati apprezzabili nel trattamento
di questi pazienti. Le ricerche e le esperienze cliniche hanno definito un
profilo di efficacia e di sicurezza che ha permesso solo negli ultimi decenni di
introdurli nella cura di problemi cutanei come la pelle particolarmente secca,
la cheratosi attinica e seborroica e l'acne. Alla luce dei successi ottenuti e
dei risultati delle ricerca, la Food and Drug Administration (FDA) ne rilasciò l
approvazione per la commercializzazione.
Creme elisir
Gli AHA (tra
i tanti, acido glicolico, acido lattico, acido malico, acido citrico, acidi
misti della frutta, acido idrossicaprilico) agiscono stimolando la pelle
invecchiata o danneggiata a rigenerarsi favorendo il ricambio delle cellule
cutanee, accelerano, cioè, un processo di turnover che normalmente con l'età
viene meno o comunque rallenta. Un aspetto che ha riscosso notevole interesse da
parte del settore della cosmesi e che ha portato alla realizzazione di
moltissime formulazioni cosmetiche a base di alfa idrossiacidi usate per il
peeling professionale (trattamento di levigatura della pelle) eseguito in
ambulatorio da personale specializzato e in certi casi anche in anestesia
locale. Ma il mercato della cosmesi ha poi sviluppato anche linee per
l'applicazione quotidiana a domicilio,
vale a dire le creme di bellezza
ma con una marcia in più: un riconosciuto effetto anti-età e antirughe adatto a
pelli mature e ispessite dal tempo.
Il rovescio della medaglia
Nonostante
i benefici di questi prodotti cosmetici, negli ultimi anni la FDA ha fatto una
piccola retromarcia con una richiesta che ha creato non poche
controversie. Nel dicembre 2002 ha proposto di modificare l'etichetta di questi
prodotti aggiungendo un avviso: Questo prodotto contiene alfa idrossiacidi che
possono aumentare la sensibilità all'eritema solare. Usare un filtro solare e
limitare l'esposizione al sole durante l uso del prodotto . Una precauzione
utile per alcuni, un allarmismo per altri, ma l'istanza della FDA deriva da
alcuni studi che hanno dimostrato un aumento della sensibilità ai raggi
ultravioletti. Nel febbraio 2003, una rivista specializzata ha pubblicato una
ricerca condotta su 29 volontari trattati con una formulazione con alfa
idrossiacidi (acido glicolico) al 10% oppure con un placebo. I soggetti esposti
a dosi leggermente più alte delle dosi minime di luce UV che provocano eritema
solare, hanno reagito in modo diverso: quelli trattati con l'acido glicolico
hanno mostrato una maggiore fotosensibilità che tendeva a scomparire dopo una
settimana dalla fine del trattamento. Queste evidenze hanno confermato quanto
detto da altri studi sponsorizzati dalla FDA, sulla sicurezza e tollerabilità
degli AHA, che indicavano un aumento del 18% della sensibilità alla luce UV.
Dopo quattro settimane di trattamento con AHA, si verificava un danno cellulare
indotto da UV, in media, raddoppiato.
Al di là dei pro e contro della
presenza di un avviso sull etichetta, la FDA ha rilasciato indicazioni ben
precise sulla produzione dei prodotti di cosmesi a base di alfa idrossiacidi: il
contenuto di AHA non deve superare il 10%, il pH (cioè l acidità) non deve
scendere al di sotto di 3,5 e, infine, in mancanza di raccomandazioni sull
etichetta in merito, devono essere presenti filtri UV che proteggono la pelle
dai danni provocati dal sole.
Il ministro ideale? E' la Bindi per il 45,1% dei
medici
Bocciato Sirchia che raccoglie solo il 13% delle preferenze,
battuto sia da Costa (16,6%) che da Umberto Veronesi (25%)
E' Rosy Bindi il
ministro della Sanità più apprezzato dai medici. Un risultato che sorprende
soprattutto per i numeri: la Bindi ha vinto con il 45,1% delle preferenze
staccando Umberto Veronesi, il secondo più apprezzato, di ben 20 punti
percentuali. Chiudono questa speciale classifica Raffaele Costa che ha raccolto
il 16,6% delle preferenze e Gerolamo Sirchia, il ministro in carica, con il
13,3%.
Facendo una analisi politica dei risultati emerge che i medici
preferiscono che sia un politico a guidare il dicastero della Salute piuttosto
che un tecnico e che è stata di gran lunga più apprezzata la politica sanitaria
del centro-sinistra (70,1%) rispetto a quella del centro destra
(29,9%).