l'acqua, un bene essenziale, comune e un diritto - l'H2O del rubinetto piu' sicura della minerale

07/mar/2004 08.40.18 Luigi Sedita Contatta l'autore

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Il Ministro Sirchia con il decreto del 29 dicembre 2003, fuori dalle norme europee, ha reso ammissibile un eccesso di sostanze tossiche nelle acque minerali,  rendendo cosi' potabili sulla carta acque minerali che nella realta' risulterebbero inquinate e tossiche.

A questo punto e in prospettiva non e' piu' rinviabile una decisa azione volta a tutelare la salute dei consumatori e dei cittadini, ma nell'immediato ritengo che sarebbe consigliabile una elementare azione di autodifesa: non comprare e non bere piu' acqua minerale.

Dagli articoli e dai lavori che vi accludo risulta che ormai l'acqua di rubinetto e' piu' sicura dell'acqua minerale, conseguentemente evitando l'acqua minerale non solo si fara' del bene alla salute ma anche al portafoglio. 

Luigi Sedita - Responsabile Nazionale del Dipartimento Sanita' e diritto alla salute dell'Italia dei Valori

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Acque minerali
"Troppa tolleranza decreto Sirchia ammette eccesso sostanze tossiche in contrasto con le normative europee”

 Il decreto del ministro Sirchia «ha introdotto una soglia di tolleranza per una serie di sostanze tossiche ad alto rischio grazie alla quale le grandi aziende produttrici di acque minerali possono continuare a immettere sul mercato prodotti altrimenti fuorilegge, in danno dei consumatori e in contrasto con le normative europee». Così Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in commissione Agricoltura e Alimentazione, ha chiesto oggi al ministro della Salute di revocare il decreto ministeriale del 29 dicembre scorso con il quale si stabilisce per tensioattivi, oli minerali, antiparassitari, policlorobifenili, idrocarburi ed altre sostanze pericolose una soglia di rilevabilità strumentale al di sotto della quale le aziende produttrici potranno continuare a dichiarare che le acque minerali imbottigliate sono esenti da ogni inquinamento. «L'inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Torino - prosegue la senatrice - aveva accertato nel giugno scorso che 23 delle 28 marche di acque minerali analizzate non rispettavano l'obbligo di legge di essere completamente prive delle sostanze tossiche in questione; successivamente il numero delle marche non in regola è salito a 86». Per De Petris, dunque, «invece di affrontare all'origine le cause dell'inquinamento, il ministro della Salute si è inventato, in piene festività natalizie, questo singolare espediente giuridico, che non ha alcun riscontro nella normativa comunitaria, grazie al quale le acque minerali inquinate diventano miracolosamente pure». Con questo decreto, secondo la senatrice, «si consente la presenza di composti nocivi in acque spesso pubblicizzate come benefiche per la salute», e per questo, «se il ministro Sirchia non revocherà, il provvedimento inviteremo i consumatori allo sciopero degli acquisti».
ANSA. FPI 05-FEB-04 15:29 NNN

 

 

Qualcuno vuol darcela a bere, un libro di Giuseppe Altamore - Controcorrente - FRATELLI FRILLI EDITORI - 2003
Acqua minerale, uno scandalo sommerso

È un momento caldo per l’acqua minerale. Mentre proseguono le inchieste della magistratura che coinvolgono alcune note marche, il ministero della Salute si appresta a sospendere le autorizzazioni di 86 aziende imbottigliatrici, perché le analisi non sono conformi con quanto previsto da un decreto del 2001.

Qualcuno vuol darcela a bere racconta come una potentissima lobby ha condizionato le scelte del governo fino ad ottenere una legislazione favorevole alle esigenze commerciali dei produttori di acque minerali e poco rispettosa della salute dei consumatori.

È una lunga storia quella delle acque minerali italiane raccontata nel libro di Giuseppe Altamore Qualcuno vuol darcela a bere: un'inchiesta che racconta come una potentissima lobby ha potuto condizionare le scelte politiche di vari governi fino ad ottenere una legislazione molto attenta alle esigenze commerciali dei produttori di acque minerali ma poco rispettosa della salute dei consumatori. Con un paradosso incredibile: esaminando attentamente il testo della legge si scopre che l’acqua di rubinetto può essere più sicura della minerale. Esistono infatti controlli e limiti più severi relativi alla presenza di sostanze tossiche nell’acqua potabile. L’arsenico, per esempio, non può superare la concentrazione di 10 microgrammi per litro, mentre chi beve acqua minerale può ritrovarsi nel bicchiere una dose fino a 5 volte superiore. Un limite addirittura più generoso di quello previsto per le acque reflue, che non possono superare i 20 microgrammi per litro.

Il libro spiega quali interessi hanno spinto l’industria dell’acqua minerale a usare ogni mezzo per condizionare le scelte del Parlamento, fino a bloccare almeno due tentativi di riforma della normativa che regola il settore. Si racconta come un perito chimico italiano sia riuscito a far avviare una procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto delle direttive europee in materia di tutela della salute dei consumatori e come ancora una volta l’abbiano spuntata le multinazionali dell’acqua, che sono riuscite ad aggirare le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e perfino le severe norme del Codex alimentarius che regolano il commercio internazionale. Ma che cosa hanno da nascondere i produttori di acqua minerale? Che cosa rischiano i consumatori, ignari di ciò che si nasconde dentro la bottiglia? Intanto, ben due procure della Repubblica (Torino e Bari) stanno indagando sull’affaire della minerale: sono già stati operati alcuni sequestri e il ministero della Salute il 20 giugno scorso ha sospeso con un decreto l’autorizzazione per la Fiuggi di imbottigliare l'acqua della Fonte Bonifacio VIII.

Il libro dedica un ampio capitolo ai rischi per la salute dei consumatori, legati soprattutto al cloro utilizzato per disinfettare l’acqua potabile.

L'autore: Giuseppe Altamore (1956), laureato in sociologia, giornalista, vive e lavora a Milano. Come vicecaporedattore di “Famiglia Cristiana” si occupa prevalentemente di economia, di consumi e di sicurezza alimentare con diverse inchieste dedicate all’affaire delle acque minerali. È autore di tre libri: Europa, istruzioni per l’uso (Oscar Mondadori, 1992); Tutte le parole dell’economia (Oscar Mondadori, 1994); Personal budget (Sole24 Ore, 2001).

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